Cito testualmente i passi di un articolo dal titolo “Noi siamo l’alternativa” de “Il Corriere.it“
«Siamo orgogliosi di sentirci costruttori di un partito, perché costruendo un partito realizziamo la Costituzione. Noi siamo il partito dell’alternativa»
Bisognerebbe dimostrarlo coi FATTI quanto veramente siete Alternativi rispetto al PDL anzichè esserne la riproduzione cinese.
Penso a un partito in cui c’è bisogno di tutti. In vista delle elezioni regionali opereremo per allestire coalizioni democratiche e di progresso. Questo vale per le forze in Parlamento sia per quelle che non sono in Parlamento. Sui temi della democrazia abbiamo aperto un confronto anche con formazioni con cui non abbiamo prospettive di alleanza, come Rifondazione comunista».
Insomma, si continua a seguire la linea del PDL. Solo il PDL non ha prospettive di coalizione con Rifondazione Comunista. Mi pare che Bersani fosse esponente della Sinistra del PD che in teoria dovrebbe distinguersi da quella centro-destrorsa di Franceschini… no? Invece con quei brutti cattivoni di Rifondazione sono previste alleanze “democratiche” solo in vista delle regionali (beh, certo, senza Rifondazione il PD non vince!) però a livello nazionale le cose sono magicamente diverse…eh certo, a livello locale i comunisti la pensano diversamente che a livello nazionale no? Le lotte sulla libertà, sulla casa, sul lavoro, sui diritti sono diverse dal regionale al nazionale no? Ma fatemi il piacere…
Esiste una modernità alternativa alla deformazione populista e plebiscitaria del nostro quadro politico e costituzionale. Rifiutiamo l’idea che il consenso venga prima delle regole, che la partecipazione democratica significhi eleggere un capo, che la società civile sia ridotta a tifoseria». Bersani ha proposto poi un’assemblea degli amministratori locali del Pd per parlare «di federalismo vero e non permettere alla Lega di raccontare favole e noi stiamo zitti
e su questo sono d’accordo.
Bersani ha riferito di accettare la riforma della giustizia, ma «a partire dai problemi dei cittadini e non sulle situazioni personali del presidente del Consiglio, con l’aggressività e la volontà di rivincita contro il sistema giudiziario e la magistratura».
Mh…benino. Mi sarei aspettato qualcosa di più circa la giustizia. Si dovrebbe parlare dell’eliminazione dell’indulto, di pene più severe per i reati di natura economica e patrimoniale (cioè quelli per cui vengono condannati i politici), si dovrebbe parlare di certezza della pena, di costruzione di nuove carceri, di possibilità di reintegro dei carcerati al fine di impedire loro di delinquere nuovamente, di VERA lotta alla mafia, di VERA sicurezza per i cittadini, di processi più brevi, di valutare seriamente il discorso della PRESCRIZIONE perchè chi ha la possibilità di pagare avvocati di un certo tipo, può sperare nella prescrizione per evitare le condanne…e cosa possiamo dire dell’immunità parlamentare? Nessuno ne parla.
Il Pd sul tema del lavoro si concentrerà su quattro punti: politica dei redditi contro l’impoverimento; garantire soglie minime di reddito; l’ingresso al lavoro dei giovani; uno sguardo sul sistema pensionistico alla luce dei suoi effetti sulle nuove generazioni; rivedere la legge sull’immigrazione e la cittadinanza perché «il Pd è un partito che sta con chi bussa alla porta e non con chi la tiene chiusa».
Si, ma come s’intende attuare tutto ciò? Portando avanti quel suicidio economico che prende il nome di Legge 30? oppure iniziare a pensare a fornire ai giovani delle possibilità di COSTRUZIONE di un futuro che parta da regolari contratti di lavoro (ovviamente a chi li merita, a chi lavora, a chi adempie al proprio dovere!) anzichè spendere il proprio misero guadagno in affitti e spese vive? Quelle attuali sono prospettive di vita o di sopravvivenza?
Bene circa l’immigrazione a patto che gli immigrati non si vedano cinicamente come una risorsa. Gli immigrati sono esseri umani con diritti fondamentali da rispettare. Non devono essere considerati una risorsa lavorativa ma come un arricchimento culturale del nostro paese, del nostro prestigio in termini di civilità e di opportunità di lavoro e non di delinquenza.
«Occorre prendere posizione contro comportamenti non coerenti con i principi etici del partito. Il Pd non è un’autorità morale, ma deve sentirsi garante di quella dignità nell’esercizio delle funzioni pubbliche che la Costituzione richiede. Una dignità che deve comprendere comportamenti privati coerenti con la credibilità e il rispetto di un impegno pubblico. Nonostante le migliori intenzioni, in questi due anni nel Pd non è stato possibile sanzionare comportamenti non coerenti con i principi che abbiamo enunciato. Chiedo quindi che la commissione etica avanzi proposte non solo di principio, ma di strumenti operativi efficaci per dissociare il partito e il suo nome dalle deviazioni dei singoli».
Benissimo! Iniziate da Bassolino-Jervolino-Loiero?
Circa l’uscita di Rutelli, beh, vi siete liberati di una zavorra improponibile. Un percorso politico tipico di un’opportunista senza valori come l’ex sindaco di Roma lascia esterrefatto anche me. La moglie poi, tal Barbara Palombelli, è un’opportunista dei media, una donna che parla tanto senza dire nulla, ipnotizza le platee con luoghi comuni ritriti di non-sense populistici della peggior specie. Che se ne vadano…a LAVORARE…ma entrambi!
PS: ma l’Udc ci tiene tanto ad imbarcarselo?








In passato, 50 anni fa circa,nel giorno del 23 aprile dedicato a San Giorgio, si teneva una piccola festa in una chiesetta rurale, ormai sconsacrata e destinata a deposito per attrezzi agricoli, situata all’inizio della strada per contrada Pozzovivo. San Giorgio, Patrono della nostra cittadina prima della Madonna Addolorata, era portato in processione dalla campagna in paese per poi riportarlo nella chiesetta rurale, sua fissa residenza. L’omonima Confraternita, dedicava al Santo una festa con fuochi pirotecnici e la Sagra della lattuga che sicuramente i più anziani ricorderanno. Perchè la lattuga? Attorno alla chiesetta del Santo c’erano un sacco di campi in cui l’ortaggio veniva coltivato e per questo motivo si diede a San Giorgio il nomignolo di “santo delle lattughe”. I devoti, in occasione della festa si recavano presso la chiesetta di San Giorgio. Oggi di questa festa è rimasta solo la Fiera, e la statua del Santo a cavallo ritrovata nella cappelletta di San Giacomo e portata in processione dopo il restauro qualche anno fa, con la speranza di riportare in auge l’antica festa. Questo tentativo di recuperare le tradizioni legate a San Giorgio fu bruscamente interrotto per motivi a noi sconosciuti. Dal Vaticano fu persino messa in dubbio la reale esistenza del Santo, cui si attribuisce il valore di una leggenda. La statua è visibile all’interno della parrocchia della SS. Trinità sulla via per Rutigliano.
Le adesioni devono avvenire entro il 31 maggio 2009 e potrete presentarvi presso la sede dell’associazione sita nel fossato del Castello Angioino (con ingresso dal lungomare) tutti i giorni dalle 18 alle 21.







