Roberto Porcelli, storica voce di Radio Mola International, ha condotto una breve intervista a Nico Colella, uno dei promotori del Palio dei Capatosta.
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Mola di Bari: Festa di Santa Cecilia – Patrona della Musica (2010)
Tags: accademia del canto, festa, folklore, Mola di Bari, processione, programma, programma 2010, Santa Cecilia, tradizioni, U TAMMORR
Anche quest’anno ritornano a Mola i festeggiamenti in onore di Santa Cecilia, Patrona della musica e dei musicisti.
Il borgo antico della città si prepara a vivere nella serata del 22 Novembre la festa organizzata con impegno dalla Premiata Associazione Musicale “U Tammorr D’Maul ” del Maestro Francesco Furio.
Alle 18, l’immagine della Santa sarà portata in processione dalla sede dell’Associazione Musicale in chiesa Matrice per la celebrazione della solenne cerimonia eucaristica, presieduta dal parroco don Domenico Moro e animata dal coro dell’Accademia del canto del Maestro Nicola Diomede. Al termine del sacro rito, la venerata immagine sarà portata in corteo in Piazza XX Settembre e per i vicoli del borgo antico cittadino con l’accompagnamento della Confraternita di San Rocco e dei devoti.
Prima del rientro, si terrà alle spalle del mercato ittico il lancio di una mongolfiera devozionale a cura della “ditta Di Rella” di Ruvo di Puglia (BA) e uno spettacolo di piccoli fuochi pirotecnici a cura della “ditta De Caro Martino” di Gioia del Colle (BA).
Animerà la serata l’Associazione Musicale “U Tammorr d’Maul” diretta dal Maestro Francesco Furio. «Grazie alla forza dei giovani Musicisti, Domenico Anaclerio, Giusepina Natuzzi, Alfredo Recchia, Capotorto Giuliano, collaboratori della nostra Associazione Musicale – ha detto Francesco Furio, promotore della festa – siamo riusciti ad organizzare anche per quest’anno il nostro omaggio verso Santa Cecilia. Mi sento in dovere di ringraziare sin da ora – ha proseguito Furio – quanti anno collaborato e stanno collaborando, soprattutto i Cittadini Molesi, che prenderanno parte ai solenni festeggiamenti per rendere onore alla patrona della musica, nostra protettrice».
All’esterno della Chiesa Madre, la Pro Loco di Mola di Bari allestirà uno stand dove verranno distribuite caldarroste e vino novello.
L’addobbo floreale sarà curato da “La mia fioraia” di Mimmo Ventrella. Le luminarie sono curate dalla Ditta Maurogiovanni Sabino di Bari.
di Antonella Bonghi
E’ senza ombra di dubbio segno di maturità civile ricordare il proprio passato attraverso fatti, storie, personaggi; tanto più, poi, se quella memoria storica contribuisce a favorire una maggiore integrazione socio-culturale attraverso la
diretta collaborazione tra i cittadini.
Questo propone un progetto presentato dall’Associazione Socio-culturale “Città Nostra” che ha ritenuto opportuno appoggiare e caldeggiare l’idea di un gruppo di molesi e non, di dare il via ad un evento denominato “Palio dei Capatosta”. Il gruppo è composto da persone esperte di questo segmento storico-culturale-rievocativo, sicuramente in grado di produrre un evento assolutamente nuovo per il contesto cittadino.
Il nome prende spunto da una peculiarità tutta molese, la testardaggine, che, benché recepita in genere con accezione negativa, indica la perseveranza e l’ostinazione con cui i Molesi hanno perseguito per circa cento anni, l’obiettivo di porre fine alla tirannia dei Vaaz.
Il progetto prevede la rievocazione storica dell’accoglienza riservata alla principessa Isabella del Balzo di Capua, Principessa di Molfetta, di passaggio a Mola il 14 luglio 1549 in occasione della visita ai suoi possedimenti in Salento.
In tale occasione il Marchese Gaspare Toraldo organizzò: “finte imboscate e scaramucce di fanti e cavalieri prima del suo ingresso, e poi salve di artiglieria, archi trionfali e ampollose iscrizioni latine, e persino tre girandole con infinità di raggi nascosti che all’appressarsi di Isabella gittarono foco”.
Nella progettazione dell’evento i festeggiamenti di quell’occasione si sono trasformati in competizioni tra sei “Contrade” in cui Mola è stata appositamente divisa. Le sei Contrade (denominate: Terra, Stella, Fuoco, Drago, Giglio e Noria), i cui nomi sono stati affidati basandosi sulle caratteristiche storiche del territorio e dotate ognuna di Santo Patrono, Stemma, Gonfalone, Colori e Confini di riferimento, si sfideranno in competizioni sulla terraferma e sul mare.
Il Palio è strutturato in tre giornate in cui si svolgeranno le Cerimonie di apertura, i giochi, il Corteo Storico e la Premiazione. Tutti i cittadini sono chiamati a partecipare attivamente; infatti non si tratta di una manifestazione in cui i fruitori ammirano passivamente, è questo un evento in cui saremo tutti protagonisti, o meglio saremo “palco” e platea”.
La novità dell’evento risiede sia nella partecipazione attiva di tutti, sia nell’aggregazione degli abitanti dei quartieri periferici, spesso considerati quartieri- dormitorio, sotto il comune denominatore della Contrada; ogni Contrada, infatti, avrà una propria organizzazione e un proprio territorio che esprimerà la propria specifica identità.
Nel progetto saranno parte attiva le Istituzioni scolastiche e le Associazioni culturali già operanti sul territorio.
L’obiettivo che ha animato gli organizzatori nella progettazione dell’evento è quello di dotare Mola di un appuntamento culturale fisso, un evento serio e alla portata di tutti, che unisca le periferie al centro cittadino, che consenta ai molesi di conoscere il territorio in cui abitano e di viverlo pienamente con l’auspicio di fare della Rievocazione una grande cornice che racchiuda proposte e progetti in cui tutti si sentano coinvolti.
Recentemente il progetto è stato presentato ufficialmente al Sindaco dott. Diperna ed all’Assessore alla Cultura dott. Carbonara, che lo hanno accolto con entusiasmo e compiacimento, nella convinzione che possa contribuire a dare linfa allo sviluppo turistico della città. Così è, ove si consideri l’originalità della manifestazione, novità assoluta per Mola ed i centri del sud-est barese.
Prendendo spunto dall’articolo del sito del mensile Città Nostra a cura di Antonio Panzini dedicato alla statua del Cuore di Gesù della parrocchia del Sacro Cuore , sorge spontanea una riflessione personale che vuole essere un suggerimento pacificatore tra due parrocchie che al momento presentano un “conflitto d’interessi”.
Spesso le periferie sono private di processioni o di eventi che in qualche modo attirino persone che abitano al centro. Le processioni, oltre ad essere una manifestazione di fede popolare, contribuiscono a creare comunità e a portare gente in zone che rischiano essere “quartieri dormitorio”. Il Cozzetto, grazie al mercato settimanale, al Cinema e alle scuole, gode di un certo “passeggio”, però è anche vero che necessità di una propria festa religiosa anche in funzione di una manifestazione come Il Palio dei Capatosta che a Mola potrebbe avere inizio molto presto e che prevede il suggerimento di una festa di contrada che coincida con quella del proprio santo protettore.
La Chiesa del Sacro Cuore vorrebbe poter usufruire del primato della processione del Cuore di Gesù (titolare della parrocchia) ma il Vescovo ha posto un veto (comprensibile) poichè a Mola esiste già questa processione ma è prerogativa della Confraternita del SS. Rosario.
A mio parere, dato che la parrocchia del SS. Rosario è già responsabile di 3 processioni (I Misteri, la Madonna del Rosario e il Cuore di Gesù), sarebbe stato bello, nonchè cristiano, fare dono alla parrocchia del Sacro Cuore della processione del Cuore di Gesù.
Pare ci siano state forti reazioni a questa opzione e quindi la parrocchia del Sacro Cuore rischia di rimanere orfana di processioni o di inventarsene altre di sana pianta.
Una proposta ragionevole potrebbe essere quella della “condivisione” della stessa processione. Mi spiego meglio:
Il Sacro Cuore festeggia la ricorrenza liturgica del Cuore di Gesù rispettando il giorno previsto dal calendario. Viceversa, la chiesa di San Domenico usa portare Gesù in processione, il 30 giugno di ogni anno.
La proposta può essere fattibile però prevede che la parrocchia del Sacro Cuore “rinunci” per il momento a portare in processione la propria statua intronizzata.
San Domenico potrebbe donare la propria statua del Cuore di Gesù al Sacro Cuore che provvederebbe a portarla in processione nella zona del Cozzetto nel giorno di festa previsto dal calendario. Il giorno precedente al 30 giugno, la parrocchia del Sacro Cuore, con una piccola processione che passi dalla tradizionale via Manzoni (strada molto devota al Cuore di Gesù) potrebbe ritornare nella chiesa di San Domenico dove i confratelli poi provvederebbero a portare in processione la stessa statua nel giro tradizionale nel centro cittadino senza stravolgere nulla della tradizione e senza privare nessuno di una propria necessità.
Terminato il 30 giugno, la parrocchia di San Domenico potrebbe riportare al Sacro Cuore la statua del Cuore di Gesù.
Una scelta simile potrebbe portare ad una sorta di fratellanza nella condivisione di una fede comune verso il Cuore di Gesù senza scontentare nessuno. Non si creerebbero conflitti di interessi sulla processione (perchè i giorni sarebbero diversi) e il Vescovo non avrebbe nulla da ridire perchè è la stessa statua ad essere portata in processione due volte. Se questo può portare ad un atteggiamento di solidarietà tra le due parrocchie, penso che il Vescovo non avrebbe nulla da ridire.
Sono diversi i paesi che portano in processione una statua anche 2 volte l’anno (ovviamente dipende dalle esigenze).
Questa potrebbe essere un’idea ragionevole nonchè diplomatica tra due parrocchie che hanno la stessa esigenza di fede.










