IL SOLE COI PELI

dicembre 15, 2009 - 2 Risposte

Il piacere di ritrovare Paola, una carissima amica con la quale non ho più avuto la possibilità di parlarci da molto tempo, ha consentito il riaffiorare di un aneddoto che riguarda il mio ingresso nella scuola media. Un flashback apparso improvvisamente, come quelle scene sfumate che nei film connotano un avvenimento passato o un sogno del protagonista.
L’avvento di nuove materie a me sconosciute: educazione tecnica ed educazione artistica. Quest’ultima mi è rimasta impressa per un episodio in particolare.
Entra la prof di artistica (così chiamavamo sbrigativamente la materia…un pò come accadeva per educazione fisica che noi erroneamente definivamo “FISICA” che poi è tutt’altra roba..), si presenta e come primo esercizio conoscitivo da fare in classe ci propone di disegnare un paesaggio.

“Wow!” dico tra me e me, alle scuole elementari lo disegnavo sempre e sono bravissimo! Nico, vedrai, la prof avrà una bella opinione di te!
Entusiasta della possibilità di mostrare il meglio di me, prendo matita e colori e su un foglio A4 della Fabriano, inizio il disegno di qualcosa che subito dopo sarebbe stato smontato inesorabilmente.
Il mio paesaggio era bellissimo! Riproduceva quasi l’immagine delle brioches del Mulino Bianco con l’unica differenza che c’era una semplice casa senza mulino, degli alberi, prato, fiori, nuvolette ed un sole sgargiante e luminoso che propagava raggi su tutto il mondo! Il mio sole aveva persino un volto! sorrideva! Ma dove si è visto mai un sole che sorride ed una luna che ammicca?

Che presuntuoso che ero…che cazzo ne sapevo io se il Sole ne avesse piene le scatole di sorgere e tramontare ogni santo giorno senza contratto a tempo indeterminato? E se Dio lo avesse assunto in nero?

Ad ogni modo, il mio Sole era libero e felice di vivacizzare ogni colore con i suoi raggi infiniti e caldi. Avevo deciso così perchè era sempre stato così.
Fiero della mia opera Picassiana, porto il mio disegno dalla professoressa:

- “Psorè” (abbreviativo barese di professoressa..è troppo lungo per noi pronuciare P R O F E S S S S OREEEEE S SAAAAA…forse riesce meglio ai veneti) “come sta?”

Lei:“oddio! beh, è carino ma…questa cosa cos’è?” (e con il ditocon smalto rosso fuoco sulla sua unghia, indicava il mio adorato Sole..cioè, capite? il mio splendido Sole è stato definito banalmente una COSA!)

Resto interdetto e stupito dico: “come cos’è? è un sole!” (ma è scema che non lo vede? è chiaramente un Sole! cos’altro poteva essere…un SUPERSANTOS in orbita nel sistema solare?)

Lei sorridente mi rispose: “e cosa sono queste COSE (aridaje..) attaccate a questo Sole?”

Io: “i raggi!”

Lei: “Raggi? A me sai cosa sembra? UN SOLE COI PELI!” (mi sembrava Sgarbi al femminile)

Io: -.-”  (ero un bambino distrutto.)

Lei: “ma scusami, dove si è mai visto un Sole coi peli? Chi finora ti ha fatto fare questo, ti ha suggerito una cosa sbagliata.”

Si, aveva proprio deciso di farsi odiare. Il mio rapporto con la “psorè” era già bello e compromesso. Aveva distrutto un mondo, il mio adorato paesaggio, e aveva umiliato il mio povero Sole sorridente reo di non essersi depilato!

Ancora Lei:” Ti faccio capire meglio. Hai mai provato a guardare il Sole con degli opportuni occhiali da sole protettivi?

Io: “Si!”

Lei: “Bene. E sei mai riuscito a vedere il suo volto?”

Io: “Beh no..ma l’ho sempre immaginato..”

Lei: “L’immaginazione è alla base della creatività ma io non ti ho chiesto di disegnarmi un paesaggio immaginario, ma un paesaggio reale. Ti faccio un’altra domanda. Sei riuscito anche a vedere i suoi raggi?”

Io: “si! siii! li ho visti e sono gialli!” (ero convintissimo! l’avevo visti coi miei occhi!) 

Lei: “quello che hia visto non è altro che il riflesso deii raggi ultravioletti del Sole (dall’arte alla scienza…oibò!) sulle lenti dei tuoi occhiali da sole, ma i raggi sono invisibili..”

Io: “ma non è vero! quando ci sono le nuvole, a volte i raggi spingono per arrivare sulla Terra! Io li ho visti!” (non accettavo l’idea di essere un visionario ad 11 anni!)

Lei: “hai ragione, ma quello fa sempre parte dello spettro. I raggi del Sole attraversano le goccioline d’acqua presenti nell’atmosfera e queste fungono da prisma. Per questo a volte vedi che i raggi sono colorati”

Io(tra me e me): “allucinante..ed io che la facevo facile”

Lei:”per questo quando disegnerai il Sole, ti basta solo disegnare una palla gialla e niente più.”

Io: “e se voglio disegnare la Luna devo lasciare un cerchio bianco in un cielo blu?”

Lei: “Bravissimo. Sapevo che sei intelligente, lo si vede dallo sguardo vispo che hai. Torna a posto e portami un Sole reale. Il suo sorriso tienilo sempre nel cuore però”

Io: “va bene professoressa :) ))” (lo avevo pronunciato tutto perchè ero felicissimo di aver scoperto una
cosa così nuova e complessa!)

Mi aveva apparentemente distrutto un mondo ma su quelle macerie, aveva costruito una realtà ancora più bella, più difficile e più complessa. Da quel giorno il mio Sole faceva invidia ai culturisti. Non aveva peli, non sorrideva ma era sempre lì, alto, luminoso e secondo me felicissimo di dettare legge ai colori ed all’umore degli esseri umani!

Contratto a progetto? Secondo me il Sole è un impiegato Statale. E chi lo smuove più da lì!

CARO 2009

dicembre 5, 2009 - 3 Risposte

Caro 2009, manca poco meno di un mese alla tua dipartita e un pò mi dispiace.
Si, nonostante tutto, non sei stato un anno insipido, un anno senza particolari eventi. Sei arrivato prepotente nella mia vita strappandomi la presenza di mio nonno a cavallo dell’Epifania. L’orrendo 2008 ti aveva passato il testimone della sofferenza e di un Natale vissuto in maniera diversa, forse più VERA perchè non si è pensato ai regali ed alla frenesia dei preparativi, ma ci si è concentrati tutti su quello che sarebbe accaduto da un momento all’altro. Ci siamo fatti scudo col nostro affetto, in famiglia abbiamo rafforzato la nostra unione che nella sofferenza si è potenziata più che mai.
La reazione era necessaria, bisognava andare avanti nonostante dentro si avvertiva un senso di vuoto incolmabile ed inaccettabile sotto diversi punti di vista ma non si deve essere egoisti nella vita. Non ce lo possiamo permettere.
E così è arrivato Febbraio. Nel mio adorato Carnevale ho visto l’occasione giusta per riappropriarmi del sorriso che ormai avevo involontariamente perso. I miei amici propongono una partecipazione speciale al Carnevale di Putignano e così, dal cilindro delle idee, abbiamo partorito dei bellissimi abiti da dame dell’800 cuciti rigorosamente con l’aiuto di persone care. Le prove dell’abito iniziavano ad abbozzare sulle mie labbra una parvenza di sorriso…ce la stavo facendo piano piano, stavo ritrovando in me un motivo in più per tornare a sorridere, per non pensarci. Nel frattempo, nonostante la mente fosse altrove, mi concentro su di un esame che altri miei colleghi hanno superato dopo 3-4 tentativi e che io invece, meravigliandomi di me stesso, sono riuscito a superare al primo tentativo. Non pensavo di farcela, non avevo una mente libera da preoccupazioni per potercela fare.

Felice per l’esito dell’esame di Febbraio, mi catapulto sull’organizzazione del Carnevale e così, 8 dame dell’800 partono alla volta di Putignano partecipando all’ultima sfilata del martedi grasso. Non potevano mancare complimenti, foto e “approcci” di ogni tipo da parte di uomini sposati e non. :) Per come ci avevano truccati e per come ci siamo calati nell’abito, siamo stati veramente credibili come donne, tant’è che diverse persone mi dicevano che se non avessi parlato non l’avrebbero mai capito! :) )
Sto iniziando a pensare che avrei potuto fare l’attore di teatro nella mia vita…

Gli altri mesi sono trascorsi nella lotta continua, e nel pormi obiettivi specifici per raggiungere la laurea e così, pianificando lo studio in coincidenza con il nuovo lavoro, mi sono posto il traguardo di chiedere la tesi nel mese di ottobre superando 3 esami da giugno a settembre.
Ho scoperto di avere una forza di volontà ed una determinazione che pensavo di aver abbandonato. Mi erano semplicemente mancate le forze, le motivazioni, I SOGNI e un uomo che non sogna, è un uomo morto.
Non potevo accettare questa visione di me. Sentivo la necessità di riappropriarmi di sentimenti, sensazioni e sogni che un tempo erano la spinta principale delle mie azioni e delle mie emozioni.

Il destino in questo, ci ha messo lo zampino. L’arrivo inaspettato di una persona a me molto cara, ha contribuito a riaccendere in me sentimenti sopiti, desideri addormentati, obiettivi per me molto lontani e nella vittoria di un rapporto nuovo che sembrava impossibile tempo fa, ho trovato nuova linfa, ho ritrovato quel guerriero che ha sempre vissuto dentro di me e che mi parlava attraverso il cuore.
Avevo capito che non potevo continuare a mentirmi, che dovevo guardare in faccia la realtà e superare gli ostacoli, le gabbie, le palle al piede..tutto ciò che mi impedisce di costruirmi un futuro, di VOLARE ovunque senta il desiderio di andare.

Caro 2009, questa lotta continua ancora oggi nelle innumerevoli difficoltà risapute e previste, nel cercare di attingere energia da pozzi inesplorati, da fonti di vita pura che esistono in ognuno di noi e che ci rendono inarrestabili davanti alle difficoltà. Certo, i momenti di sconforto ci sono sempre, ci si chiede se tutto questo sia giusto, se questa lotta può risultare cieca agl’occhi di chi non ti conosce e invece credo di non essere stato mai così lucido in vita mia. Ho deciso di fare una scelta di cui mi assumo ogni responsabilità. Devo dimostrare a me stesso di aver lottato per qualcosa e per qualcuno. Devo dimostrare di averci provato perchè non sopporterei il peso di non aver fatto nulla per la causa.
La mole di cose da fare è tanta e un pò mi spaventa ma mi è richiesto di impegnarmi come non mai, perchè i sogni hanno bisogno di sapere e di vedere che siamo coraggiosi. E anche se mi aspetto che una parte di questi desideri non potrà realizzarsi perchè non dipende tutto da me, io continuo ad inseguire i miei obiettivi con forza e fiducia.

Non devo arrendermi più caro 2009, in questo anno di prove continue e di coincidenze costanti, non posso far finta di nulla, non è da me “ignorare” le cose importanti. Una cosa è certa però: credo che invece tu mi lascerai in silenzio. Sei arrivato facendomi del male e te ne vai quasi in silenzio, col sorriso. Sono convinto che anche questo Natale sarà come gli altri 27 (escluso quello dello scorso anno), ma sono anche certo che ti sei confrontato col 2010 e stai per passargli il testimone della mia vita. Il prossimo anno è ricco di eventi bellissimi per me e spero che ad essi si aggiunga la possibilità della mia laurea e un forte abbraccio di bevenuto nel mio eventuale trasferimento in un’altra città.

Umilmente, caro 2009, credo di meritarmelo e tu lo sai bene.

Addio 2009!

A MOLA, LA FESTA DI SANTA CECILIA

novembre 20, 2009 - 4 Risposte

Accolgo con piacere l’invito che proviene dall’amico Francesco Furio, il Presidente della Premiata Associazione Bandistica “U Tammorr” di parlare sul mio blog della seconda edizione della festa di “Santa Cecilia Patrona della Musica” che si terrà Lunedi 23 Novembre 2009.

Ecco il programma:

Ore 18,00 Processione della Statua, partendo dalla Associazione ove risiede la Statua fino alla cattedrale dove si terrà la Celebrazione Eucaristica. Alle ore 19,15 circa ci sarà la Processione per le vie del Borgo Antico dove ha sede l’associazione bandistica.

Ore 20,30 Lancio della Mongolfiera presso il mercato ittico, curata dalla Premata Ditta Di Rella Biagio da Ruvo di Puglia,

ore 20,45 Fuochi pirotecnici curata dalla Premiata Ditta Firework del Cav. De Carlo Martino da Gioia Del Colle.

Le luminarie sono della Premiata ditta Maurogiovanni Sabino da Bari. Addobbo Floreale curato dalla ditta La Mia Fioraia di Mimmo Ventrella di Mola di Bari. tutti coloro che vorranno partecipare sono i ben venuti.

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La festa di Santa Cecilia a Mola si è sempre svolta attraverso concerti di musica sacra nelle varie parrocchie curati dall’Accademia del Canto e da altre associazioni musicali presenti nella cittadina molese. Nel 2008, l’associazione bandistica ha organizzato la processione della piccola statua della patrona dei musicisti che si svolgerà anche quest’anno con l’aggiunta di particolari relativi alle luminarie, al pallone aerostatico e ai fuochi pirotecnici.

E’ l’esempio di come nuove tradizioni possano diventare col tempo una caratteristica del territorio. La festa di Santa Cecilia a Taranto per esempio, segna l’arrivo del periodo natalizio. A Mola quest’atmosfera prende il via dal 25 Novembre, giorno in cui si festeggia Santa Caterina d’Alessandria che per i molesi rappresenta l’occasione di riunirsi in famiglia degustando le meravigliose FRITTELLE (panzerotti fritti fatti in casa…ma ne parlerò in seguito di questo particolare).

Mola, al momento, può vedere in Santa Cecilia l’unica SANTA ad uscire in processione. Un tempo questo primato spettava a Santa Lucia che da 50 anni viene festeggiata soltanto attraverso la messa solenne nella chiesa madre di Mola il 13 Dicembre (oppure a Santa Rita…).

Mola festeggia tutti Santi al maschile (Sant’Antonio, San Rocco..e ci manca poco per San Michele e San Francesco d’Assisi) oppure Madonne (la Madonna d’Altomare, l’Addolorata e la Madonna del Rosario) ma non ci sono Sante che vengono portate in processione!

Come ho già suggerito a Francesco Furio, sarebbe il caso che la festa di Santa Cecilia diventasse occasione a Mola per dare spazio alla Musica, a tutti i tipi di musica attraverso concerti non solo nelle parrocchie ma anche in piazza. Abbinare il Sacro ed il “profano” aiuta a concentrare la fede a momenti di assoluto svago in una Mola che vive solo in estate oppure solo nel periodo natalizio.

Quindi sarebbe il caso che l’associazione U Tammorr, l’Accademia del Canto, l’A.GI.MUS e le altre associazioni musicali molesi, si mettano assieme per creare l’occasione giusta per offrire un tributo alla loro patrona attraverso la Musica (ma è un suggerimento che a lungo andare può essere fattibile, basta volerlo!) e l’occasione per tutti i molesi di potersi ritrovare nel freddo di novembre ad assaporare la bellezza della cultura musicale di diverse estrazioni e di diversi generi.

E’ vero che dalla Curia giunge un altolà in merito al sorgere di nuove processioni perchè si corre il rischio di un nuovo paganesimo ma è anche vero che le processioni non sono nate soltanto con uno scopo religioso ma a livello sociale (l’ambito che a me interessa maggiormente), creano occasione per fare COMUNITA’, per stringersi attorno ad eventi che col tempo si conquistano una data, una caratteristica, un’atmosfera suggestiva e che offrono a quella popolazione una certa identità socio-religiosa (per chi crede ma anche per chi non crede ed apprezza queste manifestazioni nella loro parte folkloristica).

Auspico per le periferie di Mola (per esempio), che si possano creare le condizioni affinchè ci siano delle processioni di quartiere perchè certe zone cessino di essere quartieri dormitorio distanti dalla vita del centro cittadino e da ciò che accade. A testimonianza di quanto affermo posso dire che la Festa della Santissima Trinità ai tempi del seguitissimo Don Claudio nella zona omonima, giunse ai livelli della Madonna d’Altomare con un seguito di gente ed un passeggio che non si vede MAI negl’altri giorni dell’anno. Certe cose creano comunità (checchè ne dicano molti benpensanti anche della Curia) e favoriscono coesione sociale, partecipazione e condivisione di uno spaccato di realtà che, a causa delle moderne visioni urbanistiche, isola i cittadini anzichè farli sentire parte integrante e viva di un territorio.

ELEZIONI PD: ARIA FRITTA?

novembre 7, 2009 - 2 Risposte

Cito testualmente i passi di un articolo dal titolo “Noi siamo l’alternativa” de “Il Corriere.it

«Siamo orgogliosi di sentirci costruttori di un partito, perché costruendo un partito realizziamo la Costituzione. Noi siamo il partito dell’alternativa»

Bisognerebbe dimostrarlo coi FATTI quanto veramente siete Alternativi rispetto al PDL anzichè esserne la riproduzione cinese.

Penso a un partito in cui c’è bisogno di tutti. In vista delle elezioni regionali opereremo per allestire coalizioni democratiche e di progresso. Questo vale per le forze in Parlamento sia per quelle che non sono in Parlamento. Sui temi della democrazia abbiamo aperto un confronto anche con formazioni con cui non abbiamo prospettive di alleanza, come Rifondazione comunista».

Insomma, si continua a seguire la linea del PDL. Solo il PDL non ha prospettive di coalizione con Rifondazione Comunista. Mi pare che Bersani fosse esponente della Sinistra del PD che in teoria dovrebbe distinguersi da quella centro-destrorsa di Franceschini… no? Invece con quei brutti cattivoni di Rifondazione sono previste alleanze “democratiche” solo in vista delle regionali (beh, certo, senza Rifondazione il PD non vince!) però a livello nazionale le cose sono magicamente diverse…eh certo, a livello locale i comunisti la pensano diversamente che a livello nazionale no? Le lotte sulla libertà, sulla casa, sul lavoro, sui diritti sono diverse dal regionale al nazionale no? Ma fatemi il piacere…

Esiste una modernità alternativa alla deformazione populista e plebiscitaria del nostro quadro politico e costituzionale. Rifiutiamo l’idea che il consenso venga prima delle regole, che la partecipazione democratica significhi eleggere un capo, che la società civile sia ridotta a tifoseria». Bersani ha proposto poi un’assemblea degli amministratori locali del Pd per parlare «di federalismo vero e non permettere alla Lega di raccontare favole e noi stiamo zitti

e su questo sono d’accordo.

Bersani ha riferito di accettare la riforma della giustizia, ma «a partire dai problemi dei cittadini e non sulle situazioni personali del presidente del Consiglio, con l’aggressività e la volontà di rivincita contro il sistema giudiziario e la magistratura».

Mh…benino. Mi sarei aspettato qualcosa di più circa la giustizia. Si dovrebbe parlare dell’eliminazione dell’indulto, di pene più severe per i reati di natura economica e patrimoniale (cioè quelli per cui vengono condannati i politici), si dovrebbe parlare di certezza della pena, di costruzione di nuove carceri, di possibilità di reintegro dei carcerati al fine di impedire loro di delinquere nuovamente, di VERA lotta alla mafia, di VERA sicurezza per i cittadini, di processi più brevi, di valutare seriamente il discorso della PRESCRIZIONE perchè chi ha la possibilità di pagare avvocati di un certo tipo, può sperare nella prescrizione per evitare le condanne…e cosa possiamo dire dell’immunità parlamentare? Nessuno ne parla.

Il Pd sul tema del lavoro si concentrerà su quattro punti: politica dei redditi contro l’impoverimento; garantire soglie minime di reddito; l’ingresso al lavoro dei giovani; uno sguardo sul sistema pensionistico alla luce dei suoi effetti sulle nuove generazioni; rivedere la legge sull’immigrazione e la cittadinanza perché «il Pd è un partito che sta con chi bussa alla porta e non con chi la tiene chiusa».

Si, ma come s’intende attuare tutto ciò? Portando avanti quel suicidio economico che prende il nome di Legge 30? oppure iniziare a pensare a fornire ai giovani delle possibilità di COSTRUZIONE di un futuro che parta da regolari contratti di lavoro (ovviamente a chi li merita, a chi lavora, a chi adempie al proprio dovere!) anzichè spendere il proprio misero guadagno in affitti e spese vive? Quelle attuali sono prospettive di vita o di sopravvivenza?

Bene circa l’immigrazione a patto che gli immigrati non si vedano cinicamente come una risorsa. Gli immigrati sono esseri umani con diritti fondamentali da rispettare. Non devono essere considerati una risorsa lavorativa ma come un arricchimento culturale del nostro paese, del nostro prestigio in termini di civilità e di opportunità di lavoro e non di delinquenza.

«Occorre prendere posizione contro comportamenti non coerenti con i principi etici del partito. Il Pd non è un’autorità morale, ma deve sentirsi garante di quella dignità nell’esercizio delle funzioni pubbliche che la Costituzione richiede. Una dignità che deve comprendere comportamenti privati coerenti con la credibilità e il rispetto di un impegno pubblico. Nonostante le migliori intenzioni, in questi due anni nel Pd non è stato possibile sanzionare comportamenti non coerenti con i principi che abbiamo enunciato. Chiedo quindi che la commissione etica avanzi proposte non solo di principio, ma di strumenti operativi efficaci per dissociare il partito e il suo nome dalle deviazioni dei singoli».

Benissimo! Iniziate da Bassolino-Jervolino-Loiero?

Circa l’uscita di Rutelli, beh, vi siete liberati di una zavorra improponibile. Un percorso politico tipico di un’opportunista senza valori come l’ex sindaco di Roma lascia esterrefatto anche me. La moglie poi, tal Barbara Palombelli, è un’opportunista dei media, una donna che parla tanto senza dire nulla, ipnotizza le platee con luoghi comuni ritriti di non-sense populistici della peggior specie. Che se ne vadano…a LAVORARE…ma entrambi!

PS: ma l’Udc ci tiene tanto ad imbarcarselo?



IL RISVEGLIO DEL MONDO

settembre 1, 2009 - 2 Risposte

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Mi rendi immune
eppur sembri così piccola
perlore
luce bianca
speranza nell’oscurità del blu notte
quando non riesco a distogliere lo sguardo
quando rappresenti per me una via di fuga
un mondo tutto mio
dove poter urlare
danzare
guardare tutto dall’alto
come il Piccolo Principe
desiderio di ancestralità
di poter afferrare le stelle
per ritornare sulla terra cavalcando una cometa.
Costanza da millenni
oggetto di divinazione
per chi ti chiamava Selene quando sei piena
Artemide quando sei nuova
Ecate quando sei calante
semplicemente tu, Luna per i romani
così fertile
desiderosa di addormentare il tuo amato Endimione
pur di vederlo ogni notte
sei fonte di un’attrazione inspiegabile
che ingiustamente è spettata ai licantropi
a quei lupi che ululano di gioia al tuo apparire
tra le fronde oscure delle foreste
nel rispetto che si nutre a colei che nelle tenebre
è chiamata a sostituire il Sole
per dare luce a chi non vede
a chi vede ma è cieco
a chi vede solo col cuore
a chi vive solo per Amore.

Oltre te, l’Aurora
nella natura dormiente
il carro di Apollo
il risveglio del Mondo.

SCALZO

agosto 27, 2009 - 3 Risposte

scalzi

Adoro camminare scalzo per casa durante le giornate d’estate. Lo adoro soprattutto se evito di pensare alle urla di mamma che giustamente mi maledice per il fatto che lava continuamente per terra e miei piedi lasciano egocentricamente una traccia del loro passaggio, strati di DNA che riconducono fedelmente a quel paio di piedi appartenenti solo alla mia persona. A Nico.

Vagare per casa con una bottiglia d’acqua da 2 litri in mano mentre mi faccio beffe della pubblicità della Estathè e di quella troietta in calore che sospira: “Antò fa caldo…” mentre non sa che Antonio vorrebbe darle tutto fuorchè una lattina di thè e che quel “tutto” non è certo refrigerante….(ma se Antonio è bono, chi se ne frega del bagno di sudore!).

Io, a dispetto della furbona, soffro il caldo in religioso silenzio , mi lascio scivolare gocce d’acqua sul petto mentre avidamente tengo stretto alla mia bocca questo bottiglione d’acqua. Il contatto dell’acqua mi rimanda ad un bel bagno in mare quando non mi è possibile andarci a causa dei tempi contati, e mentre la bottiglia è fissa sulle mie labbra, dalla base del mio corpo, dai miei piedi, parte un senso di libertà paritetico alla sensazione di dormire nudi nel proprio letto o di essere a contatto con un altro corpo nudo, traspirante ormoni e vitalità. Respiro intenso, all’unisono, di cellule appartenenti a corpi diversi ma desiderosi di unirsi, di non consentire solo alle labbra di legarsi appassionatamente con un bacio. (Par condicio)

E’ libertà anche questa, la libertà di spogliarsi delle proprie scarpe, dei propri sandali, e di qualche stupida convenzione sociale. E’ libertà sentire che sotto di te c’è una porzione fresca di terraferma che bacia i tuoi piedi e che ringrazia per aver eliminato quel muro di scarpe che ne impediva il dialogo.

Certo, camminare scalzi sull’asfalto, o sulla sabbia bollente è tutt’altra cosa…ma un pavimento fresco, in una tipica sera d’estate, in una casa deserta, luci soffuse e strategiche di un abat-jour, vento caldo che penetra le finestre ed invade ogni angolo dell’appartamento, rumore dell’acqua che scroscia dal rubinetto della doccia, musica ambient, “Cafè del mar” e sono subito vostro/tuo/loro/di chi vuole/di chi voglio.

Mi tengo stretta questa libertà, perlomeno fino a quando posso permettermela.

Fino a quando arriverà il giorno in cui il pavimento sarà lavato dal sottoscritto.

SE CI CREDI, VOLA!

agosto 19, 2009 - Una Risposta

Icaro

Volare come Peter Pan è un mio sogno ricorrente. Avete presente la bellezza di saltare di tetto in tetto e di riuscire a sfiorare col petto la terraferma? Beh, questo è quello che il mondo di Orfeo riesce a regalarmi ogni tanto. Nel significato dei sogni volare significa questo:

“Volare è uno dei sogni più comuni e che procurano maggiore gioia. Spesso legato a sentimenti di libertà o euforia, riempie il sognatore di gioia e lo mette in contatto con ciò che incredibilmente riesce a “fare”.!”

Il volo per me non è semplicemente la capacità di andare oltre le possibilità umane. E’ voglia di osare, di lottare e di raggiungere quello in cui si crede. La motivazione è alla base di tutte le nostre azioni e penso che sarebbe bello delle volte, riuscire a trovare motivazioni che coinvolgano altre persone. Perchè inseguire cose che possano rendere felici solo noi stessi? E se lottassimo anche per rendere felici altre persone? E se lottassimo per ottenere il cuore di chi amiamo?

Molti fatalisti (ed io sono uno di quelli) abbandona il fardello sul “se è destino, capiterà”. Ma dov’è la nostra volontà? Dov’è la nostra capacità di decidere degli spazi, dei tempi grazie alla nostra VOLONTA’?
La macchina della motivazione, senza la benzina della ferrea volontà, non cammina.

Io non voglio guidare una macchina! Come Icaro, voglio costruirmi solide ali (non di cera) per volare in luoghi dove possa conquistare la mia realizzazione in più campi.

Sin da piccoli ci insegnano a lottare per realizzare i nostri desideri. Se vai a danza devi lottare duro per raggiungere determinati livelli, se fai sport è necessario il duro allenamento per raggiungere la professionalità e la stessa cosa vale per i rapporti umani e per il lavoro.

Che siano rapporti d’amore o rapporti d’amicizia, bisogna avere volontà nel curarli nonostante le intemperie e le difficoltà del caso. La CURA richiede costanza e la costanza è data dalla volontà.

Molti per esempio mi dicono, “laureati per te stesso” ma non ci riesco. Non sono stato abituato a ragionare solo per me. Per me il raggiungimento della laurea non è semplicemente una gioia personale, ma anche la soddisfazione per chi mi vuole bene e l’occasione per riuscire a volare ovunque io possa stare bene.

Non voglio volare per me stesso, in fondo, fosse solo per me continuerei a volare nei miei sogni. Invece no, devo volare per raggiungere qualcosa, per raggiungere qualcuno, toccare il cielo con un dito e portare nel palmo della mano un frammento di nuvola, un raggio di sole, l’incandescenza del fulmine!

Lavorare sodo per conquistare qualcosa, e se quel qualcosa o quel qualcuno ti sembrano rarità non facilmente scrutabili, è necessario lottare per raggiungerle.

Se ami qualcuno, se per te è importante, fagli capire che lotteresti per averlo anzichè restare sui passi del “se mi vuole sono qua oppure, se mi ama deve farlo per quello che sono”. Cose giuste in linea generale ma ci sono persone distratte dalle grandi cose, ci sono persone che per abitudine non sono abituate a restare soffermati sulla bellezza dei piccoli-grandi gesti. E se un giorno scoprissi che qualcuno ha lottato per avere il mio cuore, per scongelarlo dalla patina di ghiaccio della diffidenza, per ripristinare il suo battito accelerato a suon di elettroshock, beh, quella persona certamente ha lottato per qualcosa ed è una persona che può lottare per mantenerla.

Attualmente i rapporti umani sembrano rapporti contrattuali fondati sulla convenienza. Se mi conviene stare con te è bene, se sto male con te non mi va nemmeno di capire il perchè. Ti lascio e basta.
Questi rapporti sono marci alla radice.

La radice della lotta per la sopravvivenza, quella radice forte conquistata con la fatica, con il coraggio, con la volontà, col desiderio e con l’amore coltivato passo dopo passo, è il presente di un futuro arbusto dalla corteccia forte, indistruttibile dal fulmine, imbattibile dal vento.

Voglio volare per poggiarmi su questo albero e sentire tutta la sua affidabilità. So per certo che niente ti viene regalato ma ciò che abbiamo conquistato ci rende maggiormente soddisfatti.

Il destino ci offre davanti poche possibilità. Sta a noi lasciarci affascinare da nebulosi effetti speciali oppure da piccoli gesti concreti che certamente a prima vista sembrano poco affascinanti.

Io, personalmente, voglio mostrare la mia radice, la mia corteccia, le mie ali e la solidità di un desiderio che non è convenienza ma promessa di assoluta stabilità e lo farò nel silenzio del lavoro, nella durezza del sacrificio e nella luce della volontà.

Festa della Madonna d’Altomare 2009

luglio 3, 2009 - 2 Risposte

madonna d'altomare 2009

Sin dal 1588, la prima domenica di luglio si celebra la festività della Madonna d’Altomare. Il culto è legato ad un miracolo, riconosciuto dalla Chiesa, avvenuto ad Andria. Si racconta che nel martedì di Pentecoste del 1598 una bambina cadde in un pozzo, in cui era presente un affresco della Vergine e per intercessione di Maria fu salvata. Mola, paese marittimo per tradizione, ha per la Madonna d’Altomare una grande devozione. I marinai, in modo particolare, la considerano loro protettrice e ad essa/lei affidano ogni speranza di pesca e di salute in un mare non sempre molto benevolo soprattutto quando si avventuravano con le paranze fino a Suez o nelle zone del Levante. Dopo molti anni di silenzio inspiegabile la prima festa fu celebrata nel 1949 in cui il simulacro della Madonna venne portato in processione su di un peschereccio la domenica di festa.. Nel sabato che precede il giorno di festa, dopo la Santa Messa pomeridiana, i fedeli, provvisti di fiaccole, portavano a spalla la statua della Madonna d’Altomare fino alla frazione di Cozze, dove veniva custodita nella cappella della Madonna degli Angeli forse per consentire ai villeggianti nella frazione balneare di poter venerare la statua. Il giorno seguente, un’imbarcazione raggiungeva Cozze per riportare a Mola la Madonna che una volta giunta in porto era accolta dai fuochi d’artificio. La processione proseguiva per le vie della città fino a quando, verso sera, la Madonna faceva ritorno nella Chiesa di Loreto, per la Celebrazione Eucaristica e la festa terminava con i fuochi pirotecnici. Nel 1969 tutto si ridusse ad una cerimonia religiosa entro le mura della chiesa. Finalmente nel 1988, in occasione del quarto centenario della costruzione della Chiesa della Madonna di Loreto (dove appunto è venerata la statua di Maria SS. D’Altomare), l’allora Arcivescovo di Bari, Mons. Mariano Magrassi, sotto forte sollecitazione di don Ulisse Natale, parroco della chiesa di Loreto, autorizzò la celebrazione della festa secondo le antiche tradizioni. Il 2 luglio del 1989 i festeggiamenti furono definitivamente ripristinati e continuano fino ai nostri giorni con qualche variazione. Negli anni ‘80, si pensò di portare in processione la statua della Madonna su di una macchina, per l’occasione trasformata in barca, con tanto di àncora gigante, fiori e reti. Questa iniziativa non riscosse grande successo ed oggi la statua viene semplicemente portata a spalla dai devoti e dai marinai della Capitaneria di Porto. Il sabato pomeriggio della festa è caratterizzato dall’appuntamento fisso della Regata Velica Madonna d’Altomare, organizzata dalla Lega Navale Italiana e da un gruppo musicale, che allieta il passeggio sul Lungomare, illuminato e abbellito con bancarelle di ogni genere. Da qualche anno la processione della Madonna (che prima avveniva la domenica mattina) è stata anticipata al sabato sera e si snoda per alcune vie del paese, passando per piazza XX Settembre e sostando davanti all’Associazione dei Marittimi, dove il Presidente della suddetta associazione dopo aver dedicato una preghiera alla Madonna, lancia dei palloncini blu e bianchi, colori della marineria, del mare e della nostra cittadina. Dopo questo rito di devozione, la processione continua fino al porto, dove la statua della Madonna d’Altomare viene imbarcata su di un motopeschereccio che sosterà davanti al Cantiere Navale per tutta la notte. La domenica mattina, il motopeschereccio sorteggiato per portare la statua della Madonna in mare, partirà per arrivare fino a Cozze seguita da tutte le altre barche allestite a festa piene di bandierine a stracolme di gente. La statua della Madonna resta sul peschereccio fino alle 18.00, dopodichè viene portata a spalla per le altre vie di Mola fino a giungere davanti alla chiesa di Loreto. Qui la statua, rivolta verso il mare, riceve la preghiera di benedizione dei marinai e delle acque prima di rientrare in chiesa. È questo uno dei momenti più suggestivi. Negli anni ‘80, la statua della Madonna in chiesa era inserita in scenografie molto particolari: in una conchiglia, davanti ad una stella bianca su uno sfondo blu mare o posizionata sullo splendido altare dorato dedicato alla Madonna di Loreto. Sempre in quegli anni, prima dei fuochi pirotecnici serali, avveniva il toccante momento dell’uscita di una copia della statua della Madonna dalle acque del porto, illuminate da torce galleggianti , mentre la vera copia della statua si trovava in chiesa per l’adorazione dei fedeli. Questo rito, non avviene più da diversi anni, richiamava numerosi fedeli e curiosi.. I festeggiamenti si concludono con i fuochi pirotecnici e, se vogliamo, con la consapevolezza, del comitato e dei marinai, di essere riusciti ad organizzare una festa in onore della loro protettrice e di aver devoluto parte degli incassi ai più bisognosi.

INTENZIONI DI VOTO

giugno 6, 2009 - 3 Risposte

Per molti di voi, per chi mi conosce non è certamente una sorpresa ma le mie intenzioni di voto vorrei fossero spiegate, motivate.

Da sempre, a tutti coloro i quali votavano e votano Berlusconi, ho sempre chiesto quali fossero i valori e gli ideali secondo i quali votano per il PDL. Nessuno finora ha saputo spiegarmelo. Sono sempre stato interessato a parlare, conoscere chi la pensa diversamente da me ma non me ne hanno mai dato la possibilità. Alcuni rilanciano con: “quali sarebbero i valori di Rifondazione?” (riproponendomi la stessa domanda senza rispondere ovviamente alla mia) altri che rispondono con: “ce ne sono troppi che non ho tempo di spiegarli e non ho nemmeno voglia di fare polemiche con te“.

Insomma, volevo sapere se votassero la persona oppure per un ideale di società o meglio, per una società ideale. Dai ragazzi di AN invece so cosa aspettarmi perchè provengono da una tradizione e da una storia politica ma da chi si professa Berlusconiano convinto mi fa capire che segue la persona. Forse hanno paura che chieda loro cosa ne pensano della corruzione, dei rapporti con la mafia, mignottopoli, del fatto che possegga 5 televisioni su 6 e che la stampa è quasi completamente piegata al suo volere tanto da aver paura di approfondire, pungolare, mettere in risalto i talloni d’Achille di cui anch’egli è ben fornito? E cosa dire poi del tentativo di distruggere i sindacati e la loro storia, il contratto nazionale del lavoro per fare contratti individuali che aumenteranno la competizione tra i lavoratori e distruggeranno la solidarietà presente nei contratti COLLETTIVI e di CATEGORIA?

Vi confesso che mi risulta ancora difficile credere che qualcuno possa dirmi “a me del fatto che sia mafioso e che corrompa giudici, cosa me ne viene in tasca? non va a toccare i miei interessi!“.

Ma cosa è rimasto del diritto dei cittadini, cosa ne rimane della LEGGE UGUALE PER TUTTI?  Davvero torniamo all’assioma secondo cui il poveraccio debba passare 12 anni in carcere per aver derubato cibo in un supermercato (magari anche per fame non credo per altro..) mentre il Sovrano possa essere immune di giudizio e di indagini in quanto “carica dello stato?”. Ma siamo ripiombati nel Medioevo o cosa?

Eppure gli individualisti non sanno che un danno alla collettività provoca conseguenze per tutti. Nessuno è esente dall’ingiustizia se non ha potere (quando la politica mette la mordacchia alla Giustizia). In uno stato di diritto, in una democrazia VERA, il presidente di un Consiglio deve sottoporsi a giudizio ed essere condannato davanti alla Legge tanto quanto un immigrato clandestino. Questa è Giustizia.

Non mi interessa il caso Noemi (mi interessa per capire la moralità del nostro presidente del Consiglio ma alla fine, Repubblica ed il suo scoop hanno fatto il gioco di Berlusconi: far parlare di gossip anzichè sui problemi reali e concreti del Paese come la crisi, la disoccupazione, il razzismo, la chiusura delle aziende, i soldi alle banche, l’emergenza democratica) fino a quando lo stesso caso non accompagnerà fatti più seri sui quali Berlusconi cadrebbe come una pera cotta. Il PD pare sia maestro nel regalare il plebiscito al presidente del Consiglio.

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Insomma, il mio voto andrà alla Lista Comunista ed Anticapitalista perchè laddove il Capitalismo ha fallito (non è la prima volta), c’è bisogno di un’alternativa di società, un NUOVO Comunismo, una nuova concezione di libero mercato regolato da leggi ferree che garantiscano occupazione, stipendi e pensioni dignitose, circolazione di moneta, consumo, ciclo dell’economia completo e fluido.

Il mio voto è per gli ultimi ed i deboli della società, per la giustizia sociale, per il LAVORO, per la lotta alla disoccupazione, al precariato, allo sfruttamento. Una società in cui gli ultimi non sono più considerati tali, è una società civile ed avanzata ed in questo tutti noi abbiamo una responsabilità oggettiva e politica.

Consideratelo anche un voto dettato dalla mia fede e della mia formamentis universitaria. Il rapporto poveri-ricchi, maggioranze-minoranze. La giustizia sociale, una democrazia del VERO benessere, un mondo più equo dove lo sfruttamento delle risorse naturali non avvenga secondo speculazione ma in maniera intelligente per il bene collettivo.

Nicofiore

Alla provincia invece, il mio voto andrà al candidato Nico Fiore non solo perchè è un Amico ma perchè conoscendo anche la sua persona, sono sicuro che il mio voto andrà negli interessi degli obbiettivi che il partito si è prefissato. Nessuna clientela, nessuna ricerca di poltrone. Politiche serie e sindacali in difesa dei lavoratori da parte di un giovane della mia generazione.

Buon voto CONSAPEVOLE a tutti. :)

ADDIO CHIESETTA DI S.GIORGIO!

maggio 27, 2009 - 22 Risposte

s.giorgio

Sta scomparendo sotto gli occhi dei più attenti e sotto l’indifferenza della maggior parte delle persone, un PEZZO importante della nostra storia.

La dimenticanza uccide ogni traccia della nostra provenienza. Eppure quella chiesetta un tempo rappresentava un luogo di ritrovo nella giornata del 23 Aprile. San Giorgio veniva portato a spalla dalla chiesetta che vedete in foto (per chi non lo sapesse, si trova all’inizio della strada che porta a Pozzovivo) per tutta la via Giovanni XXIII (chiamata anche strada di S.Giorgio) e giungeva in piena piazza.

San Giorgio era considerato uno dei patroni della città di Mola di Bari al punto da dedicargli una fiera nello stesso giorno in cui viene festeggiato sul calendario.

s.giorgio1954In passato, 50 anni fa circa,nel giorno del 23 aprile dedicato a San Giorgio, si teneva una piccola festa in una chiesetta rurale, ormai sconsacrata e destinata a deposito per attrezzi agricoli, situata all’inizio della strada per contrada Pozzovivo. San Giorgio, Patrono della nostra cittadina prima della Madonna Addolorata, era portato in processione dalla campagna in paese per poi riportarlo nella chiesetta rurale, sua fissa residenza. L’omonima Confraternita, dedicava al Santo una festa con fuochi pirotecnici e la Sagra della lattuga che sicuramente i più anziani ricorderanno. Perchè la lattuga? Attorno alla chiesetta del Santo c’erano un sacco di campi in cui l’ortaggio veniva coltivato e per questo motivo si diede a San Giorgio il nomignolo di “santo delle lattughe”. I devoti, in occasione della festa si recavano presso la chiesetta di San Giorgio. Oggi di questa festa è rimasta solo la Fiera, e la statua del Santo a cavallo ritrovata nella cappelletta di San Giacomo e portata in processione  dopo il restauro qualche anno fa, con la speranza di riportare in auge l’antica festa. Questo tentativo di recuperare le tradizioni legate a San Giorgio fu bruscamente interrotto per motivi a noi sconosciuti. Dal Vaticano fu persino messa in dubbio la reale esistenza del Santo, cui si attribuisce il valore di una leggenda. La statua è visibile all’interno della parrocchia della SS. Trinità sulla via per Rutigliano.

Speriamo che, alla luce di tutto questo, la parrocchia della SS. Trinità che ora possiede la statua di San Giorgio restaurata qualche anno fa, possa riappropriarsi della stessa festa attraverso una raccolta firme degli abitanti della zona e di chi vuole appoggiare l’iniziativa (anche perchè la festa della SS. Trinità ha perso consistenza nel corso del tempo).