Accolgo con piacere l’invito che proviene dall’amico Francesco Furio, il Presidente della Premiata Associazione Bandistica “U Tammorr” di parlare sul mio blog della seconda edizione della festa di “Santa Cecilia Patrona della Musica” che si terrà Lunedi 23 Novembre 2009.
Ecco il programma:
Ore 18,00 Processione della Statua, partendo dalla Associazione ove risiede la Statua fino alla cattedrale dove si terrà la Celebrazione Eucaristica. Alle ore 19,15 circa ci sarà la Processione per le vie del Borgo Antico dove ha sede l’associazione bandistica.
Ore 20,30 Lancio della Mongolfiera presso il mercato ittico, curata dalla Premata Ditta Di Rella Biagio da Ruvo di Puglia,
ore 20,45 Fuochi pirotecnici curata dalla Premiata Ditta Firework del Cav. De Carlo Martino da Gioia Del Colle.
Le luminarie sono della Premiata ditta Maurogiovanni Sabino da Bari. Addobbo Floreale curato dalla ditta La Mia Fioraia di Mimmo Ventrella di Mola di Bari. tutti coloro che vorranno partecipare sono i ben venuti.
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La festa di Santa Cecilia a Mola si è sempre svolta attraverso concerti di musica sacra nelle varie parrocchie curati dall’Accademia del Canto e da altre associazioni musicali presenti nella cittadina molese. Nel 2008, l’associazione bandistica ha organizzato la processione della piccola statua della patrona dei musicisti che si svolgerà anche quest’anno con l’aggiunta di particolari relativi alle luminarie, al pallone aerostatico e ai fuochi pirotecnici.
E’ l’esempio di come nuove tradizioni possano diventare col tempo una caratteristica del territorio. La festa di Santa Cecilia a Taranto per esempio, segna l’arrivo del periodo natalizio. A Mola quest’atmosfera prende il via dal 25 Novembre, giorno in cui si festeggia Santa Caterina d’Alessandria che per i molesi rappresenta l’occasione di riunirsi in famiglia degustando le meravigliose FRITTELLE (panzerotti fritti fatti in casa…ma ne parlerò in seguito di questo particolare).
Mola, al momento, può vedere in Santa Cecilia l’unica SANTA ad uscire in processione. Un tempo questo primato spettava a Santa Lucia che da 50 anni viene festeggiata soltanto attraverso la messa solenne nella chiesa madre di Mola il 13 Dicembre (oppure a Santa Rita…).
Mola festeggia tutti Santi al maschile (Sant’Antonio, San Rocco..e ci manca poco per San Michele e San Francesco d’Assisi) oppure Madonne (la Madonna d’Altomare, l’Addolorata e la Madonna del Rosario) ma non ci sono Sante che vengono portate in processione!
Come ho già suggerito a Francesco Furio, sarebbe il caso che la festa di Santa Cecilia diventasse occasione a Mola per dare spazio alla Musica, a tutti i tipi di musica attraverso concerti non solo nelle parrocchie ma anche in piazza. Abbinare il Sacro ed il “profano” aiuta a concentrare la fede a momenti di assoluto svago in una Mola che vive solo in estate oppure solo nel periodo natalizio.
Quindi sarebbe il caso che l’associazione U Tammorr, l’Accademia del Canto, l’A.GI.MUS e le altre associazioni musicali molesi, si mettano assieme per creare l’occasione giusta per offrire un tributo alla loro patrona attraverso la Musica (ma è un suggerimento che a lungo andare può essere fattibile, basta volerlo!) e l’occasione per tutti i molesi di potersi ritrovare nel freddo di novembre ad assaporare la bellezza della cultura musicale di diverse estrazioni e di diversi generi.
E’ vero che dalla Curia giunge un altolà in merito al sorgere di nuove processioni perchè si corre il rischio di un nuovo paganesimo ma è anche vero che le processioni non sono nate soltanto con uno scopo religioso ma a livello sociale (l’ambito che a me interessa maggiormente), creano occasione per fare COMUNITA’, per stringersi attorno ad eventi che col tempo si conquistano una data, una caratteristica, un’atmosfera suggestiva e che offrono a quella popolazione una certa identità socio-religiosa (per chi crede ma anche per chi non crede ed apprezza queste manifestazioni nella loro parte folkloristica).
Auspico per le periferie di Mola (per esempio), che si possano creare le condizioni affinchè ci siano delle processioni di quartiere perchè certe zone cessino di essere quartieri dormitorio distanti dalla vita del centro cittadino e da ciò che accade. A testimonianza di quanto affermo posso dire che la Festa della Santissima Trinità ai tempi del seguitissimo Don Claudio nella zona omonima, giunse ai livelli della Madonna d’Altomare con un seguito di gente ed un passeggio che non si vede MAI negl’altri giorni dell’anno. Certe cose creano comunità (checchè ne dicano molti benpensanti anche della Curia) e favoriscono coesione sociale, partecipazione e condivisione di uno spaccato di realtà che, a causa delle moderne visioni urbanistiche, isola i cittadini anzichè farli sentire parte integrante e viva di un territorio.









In passato, 50 anni fa circa,nel giorno del 23 aprile dedicato a San Giorgio, si teneva una piccola festa in una chiesetta rurale, ormai sconsacrata e destinata a deposito per attrezzi agricoli, situata all’inizio della strada per contrada Pozzovivo. San Giorgio, Patrono della nostra cittadina prima della Madonna Addolorata, era portato in processione dalla campagna in paese per poi riportarlo nella chiesetta rurale, sua fissa residenza. L’omonima Confraternita, dedicava al Santo una festa con fuochi pirotecnici e la Sagra della lattuga che sicuramente i più anziani ricorderanno. Perchè la lattuga? Attorno alla chiesetta del Santo c’erano un sacco di campi in cui l’ortaggio veniva coltivato e per questo motivo si diede a San Giorgio il nomignolo di “santo delle lattughe”. I devoti, in occasione della festa si recavano presso la chiesetta di San Giorgio. Oggi di questa festa è rimasta solo la Fiera, e la statua del Santo a cavallo ritrovata nella cappelletta di San Giacomo e portata in processione dopo il restauro qualche anno fa, con la speranza di riportare in auge l’antica festa. Questo tentativo di recuperare le tradizioni legate a San Giorgio fu bruscamente interrotto per motivi a noi sconosciuti. Dal Vaticano fu persino messa in dubbio la reale esistenza del Santo, cui si attribuisce il valore di una leggenda. La statua è visibile all’interno della parrocchia della SS. Trinità sulla via per Rutigliano.
Le adesioni devono avvenire entro il 31 maggio 2009 e potrete presentarvi presso la sede dell’associazione sita nel fossato del Castello Angioino (con ingresso dal lungomare) tutti i giorni dalle 18 alle 21.






