ROMA PRIDE 2008

I cosiddetti moti di Stonewall, chiamati anche nel loro insieme dal movimento gay americano rivolta di Stonewall, furono una serie di violenti scontri fra gli omosessuali e la polizia a New York. La prima notte degli scontri fu quella di venerdì 27 giugno 1969 poco dopo l’1:20 di notte, quando la polizia irruppe nel bar chiamato “Stonewall Inn“, un bar gay in Christopher Street, nel Greenwich Village.

“Stonewall” (così è di solito definito in breve l’episodio) è generalmente considerato da un punto di vista simbolico il momento di nascita del movimento di liberazione gay moderno in tutto il mondo. Per questo motivo il 28 giugno è stato scelto dal movimento LGBT come data della “giornata mondiale dell’orgoglio LGBT” o “Gay pride“.

Oggi, per le vie della Capitale, l’evento si ripete. Da quando è “sbarcato” in Italia (nell’anno 2000 assieme al Giubileo della Chiesa Cattolica), si è iniziato a parlare dei diritti delle persone omosessuali e transessuali nell’agenda politica italiana. Prima del 2000, l’omosessualità era definita una semplice “manifestazione di costume” non uno status symbol o un modo di essere come tanti altri. Ad oggi, dopo 8 anni, tra DICO e CUS, nessuna forza politica è stata in grado di offrire delle risposte concrete alla comunità omosaessuale italiana. Spesso qualcuno ci ha speculato su, ad esempio un Fassino che durante l’ultima assemblea nazionale dell’Arcigay non riusciva nemmeno a pronunciare la parola GAY cadendo nella clamorosa gaffe del “GAI” (nella platea qualcuno si è chiesto: ma se non sai nemmeno chiamarci, come pretendi di tutelarci?).

La strumentalizzazione pro e contro i gay è diventato motivo di scontro elettorale. Chi si pone contro lo fa per attirare il voto bigotto italiano, quello che vuole Chiesa e Gay contrapposti in una battaglia di libertà senza contare che sono moltissimi i cattolici a favore dei matrimoni civili tra omosessuali e senza contare che moltissimi omosessuali sono cattolici. Alla luce dell’ultima sconfitta elettorale dei partiti di Sinistra, gli operai che un tempo votavano Partito Comunista, hanno giustificato il loro voto alla Lega Nord dicendo:

Abbiamo votato Lega perchè i Comunisti preferiscono occuparsi dei FROCI anzichè dei lavoratori!

In una nazione dove “i miei diritti vengono prima dei tuoi”, dove le “priorità” determinano la presenza di cittadini di serie A e B, dove a causa di queste priorità alcuni italiani vengono considerati ed altri “se c’è tempo pensiamo anche a voi”, è ancor più necessario un Pride, una manifestazione che col tempo che passa, non è più soltanto prerogativa della comunità GLBT ma si è estesa anche a tutti coloro che pur non essendo omosessuali, credano che l’estensione dei diritti alle persone gay, sia una battaglia di civiltà che riguarda tutti, che riguarda l’immagine di un’intera nazione.

Quest’anno il Pride sarà diverso: il Ministro per le pari opportunità Mara Carfagna, non ha concesso il patrocinio al Gay Pride. Stessa cosa è stata fatta dal Comune di Roma del neo-sindaco del PdL Gianni Alemanno. E’ una manifestazione che ha avuto solo il patrocinio della provincia di Roma del neo presidente Zingaretti. I gay, per rispondere a tono alla Carfagna hanno pensato di dedicarle un carro intero dove tutte le drag queens della capitale, immortaleranno tutte le pose del Calendario della Carfagna con gli stessi abiti!! Le Carfagne ruoteranno attorno ad una gabbia al cui interno saranno imprigionati gay e lesbiche. Il carro avrà un nome molto indicativo. Si chiamerà: SOBRIETA’!

Vi sembra una risposta violenta? E’ così vergognosa? I pregiudizi sul gay pride non provengono soltanto dal mondo eterosessuale. Moltissimi gay sono convinti dell’inutilità di questa “Carnevalata” ma molti di loro, che appoggiano il motto della “giacca e cravatta” ignorano la nascita del Pride, ignorano i simbolismi che circondano tale manifestazione di libertà dove GAY PRIDE non significa tanto essere orgogliosi di essere gay ma essere fieri di quello che si è realmente! E’ l’invito ad abbandonare le parti recitate, le ipocrisie, i ruoli perbenisti in nome della trasparenza e della sincerità del vivere!

E pensare che questi gay che criticano il pride sono stati invitati a presentarsi in giacca e cravatta ma hanno preferito restare comodamente a casa a criticare. Oggi, è grazie a quelle che loro definiscono “checche”, che si può parlare di omosessuali in politica perchè se fosse per questi “maschioni” oggi tutto questo sarebbe una chimera (proprio come avvenne a Stonewall dove proprio i travestiti ebbero il coraggio di ribellarsi alle ronde poliziesche e non quelli che si definiscono “maschioni omosessuali”!)

Premetto, infine, che a mio parere, presentarsi in “giacca e cravatta” in una manifestazione simile, è comunque un travestimento.

Buon Pride a chi ci sarà! Io sono con voi! ;)

12 Risposte

  1. Conoscevo la storia di Stonewall, e anche le bislacche uscite di Fassino, che non solo pronuncia gay “GAI”, ma pensa che si scelga di esserlo (ne è convinto anche Gianfranco Fini, e sicuramente anche qualche altra grande intelligenza che siede in Parlamento). Per quanto riguarda il Pride in sè, per come è strutturato non mi ha mai attratto; fossi un esponente politico non lo ostacolerei (ci mancherebbe!) ma mi porrei comunque diverse domande.

    Spero ci sia un dibattito costruttivo in questa sede, cui partecipare.
    Buon weekend Nico!

    Alessandro

  2. Ale, sto partendo per Roma, ne parliamo appena ritorno! ;)

  3. buon pride a te..ripasserò su tuo bel blog al più presto!

  4. Buona partenza dunque! :)

  5. …hai sentito che ha fatto Raul Castro a Cuba? :-)

  6. siamo tutti con te e gli altri Nico
    … forza, non mollate!! …

    un abbraccio
    Maria ;-)

  7. http://cristobal.radionorba.it/?p=397

  8. … senza patrocinio?…..

  9. Eccomi tornato da Roma! Purtroppo non sono riuscito a vedere il Pride e mi piacerebbe che chi ci è stato possa raccontare quello che ha visto di positivo e negativo. I racconti on the road sono sempre molto interessanti!

    @ Ale: sei mai stato ad un Pride? :)

    @ lanegralatrante: ti ringrazio! Credo tu possa raccontare quello che hai visto al Pride vero?

    @ Francesco: si, ho letto sul tuo blog e ne sono molto contento! :)

    @ Maria: grazie mille Compagna! :*

    @ Mancio: eh si…senza patrocinio…

    @ Leo: ti ringrazio per il link!

  10. Il gay pride è stato e continua ad essere un momento importante nella lotta per i diiriti gay in tutti paesi occidentali. E dappertutto è caratterizzato da una chiassosità, da uno sfavillare di colori, da comportamenti esagerati. Proprio perchè ha lo scopo di affermare ed insegnare al resto del paese la tolleranza, la qualle non può essere condizionata solo a certe categorie o a certe forme, o si è tolleranti verso tutte le espressioni umane, o non lo si è. In Italia c’è un clima di chiusura mentale, di conformismo, di integralismo che ha contagiato i gay stessi, i quali chiedono un gay pride più “sobrio”, ovvero l’elimnazione di ogni comportamernto non conforme alla morale corrente.

  11. Sì, ho visto un po’ il Pride quando lo fecero qui a Padova. Ricordo che quella sera avrei avuto una rappresentazione teatrale, ma nel pomeriggio riuscii a sgattaiolare dopo le prove insieme al figlio di una mia docente e alla sua ragazza. Ma l’ho fatto per vedere se c’era movimento, chi c’era sul palco (se non erro parteciparono Luciana Littizzetto e Irene Grandi quell’anno, ma chiaramente in pomeriggio stavano facendo i soundcheck!).

    Ma da spettatore, in mezzo alla gente variopinta (c’era di tutto, dai travestiti ai bikers) non mi diverto e mi sento a disagio. Paradossalmente – visto che significherebbe una maggiore esposizione – se mi chiedessero di suonare in un’occasione come questa, o in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, vi prenderei parte volentieri.

    Saluti!
    Alessandro

  12. Il bello del Pride è proprio la possibilità di trovare tutte le “anime” di una comunità variegata. Certo, nemmeno io sono d’accordo sulle tette e cielo aperto delle trans, ma chi sono io per impedir loro di mostrarle? In fondo in televisione si vede anche di peggio, e sulle spiagge (spesso popolate da bambini) non ne parliamo… :)
    Quelli che chiedono un corteo in giacca e cravatta pongono a mio parere, un desiderio di omologazione un pò pericoloso. Mi spiego: Non desiderano semplicemente presentarsi in giacca e cravatta (infatti non si presentano nemmeno al Pride) ma vogliono condizionare un intero Pride ad organizzarsi in funzione dei loro limiti mentali. Il desiderio di omologazione cozza con le libertà individuali e favorisce il sentimento bigotto di una nazione profondamente ipocrita. Io, che spesso metto la cravatta, non mi sento rappresentato da essa, non può, UNA CRAVATTA, rappresentarmi. E’ la mia persona a rappresentare me stesso e la mia omosessualità. Auspicare che un corteo scimmiotti una classica manifestazione sindacale, è lontano anni luce dal perchè il Pride ha avuto origine. Il Pride non è una manifestazione sindacale, è una manifestazione gioiosa, festosa, colorata, dove chiunque può e deve sentirsi sè stesso senza dover essere giudicato dall’apparenza e dagli abiti. :)
    Spero tu possa essere d’accordo Ale… :)

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