Si può dire davvero di tutto sulle scelte del neo-Ministro dell’Istruzione Gelmini in tema di scuola ed Università, ma tra le discussioni generali, sento di guardare favorevolmente l’adozione delle “divise” non soltanto per le scuole materne ed elemtari ma addirittura per le scuole superiori (tipo college non soltanto americani ma anche giapponesi, inglesi ecc…avete presente?)
Tutto questo spiega il senso di appartenenza ad un istituto scolastico (che certamente non deve soffermarsi ai colori di una divisa ma anche sui programmi di studio, cultura, arte, sport e creatività) che è molto importante, ma questo eliminerebbe il problema delle differenze sociali basate sulla netta differenza tra chi indossa vestiti ultragriffati e chi invece acquista i propri capi anche dal mercato dell’usato (e ce ne sono).
In questo ambito, il mio plauso va certamente a tutte quelle parrocchie che, per quanto riguarda le prime comunioni, hanno deciso di adottare una tunica uguale per tutti. Questo provvedimento è servito per bloccare istinti narcisisti ed esibizionisti di genitori fin troppo legati a far apparire il proprio figlio come il
più bello del mondo, per sfoggiare consumismo e vanità a dispetto di chi non può permettersi la coroncina di strass ed il vestito di ultraseta ma soprattutto a dispetto del vero significato della prima comunione. Questo ha anche impedito che certe bambine viziate potessero sbeffeggiare altri bambini con vestiti meno appariscenti e meno costosi. So benissimo che, laddove la scelta è stata calata dall’alto senza possibilità di ribellione, i genitori hanno addirittura ritirato i propri figli da quella parrocchia. Nelle situazioni in cui i genitori potevano scegliere per i propri figli, la decisione è stata bocciata da mamme inferocite pronte a soddisfare il desiderio di vanità della propria stupida borghesia acquisita.
A mio parere, in ambito ecclesiastico, la scelta delle tuniche andava IMPOSTA senza “se” e senza “ma” perchè se alcuni genitori hanno capito il motivo di tale scelta, altre mamme continuano imperterrite nel loro capriccio.
Ecco perchè, anche per gli istituti scolastici, la decisione di adottare una divisa comune (ovviamente migliore degli orribili grembiuli con tanto di fioccone bianco o blu posto al di sotto del colletto a cui ci hanno COSTRETTI!), può certamente contribuire ad eliminare le antipatiche differenze di ceto, i culi e tette esibiti in ambito scolastico per far breccia sul prof di turno “sensibile” (o ragno?) a certi panorami, per sperare in un voto più “gonfiato” rispetto a quello che davvero si sarebbe meritata la sgualdrinella di turno.
Sono sicuro che se ci fosse una divisa simile, sarei stato contentissimo e mi avrebbe evitato l’enorme perdita di tempo davanti all’armadio nella scelta del capo da mettere per la giornata! (oltre al fatto che a me le divise, di qualsiasi tipo, stanno veramente bene!)

il tuo discorso è valido ed è anche giusto…..
ma questa volta non sono d’accordo……
perchè sono contrario ad ogni forma di divisa e al “voler inquadrare” per forza la gente.
sebbene abbia capito il senso di tutto quello che hai detto….
ed in effetti dal punto di vista eclesiastico…. fondamentalmente sono d’accordo.
Ma quelle mamme fanno i capricci per “ostentare” il mio è invece è una questione di mantenere la propria personalità e combattere ogni conformismo.
Lo so mancio, ma il conformismo a mio parere va combattutto con la testa, non con i vestiti…
Mancio ha scritto quello che io penso e posturanismo dato la risposta che mi do di solito…
Anch’io non saprei dire quale sia la cosa migliore, è un problema amletico che è meno banale di quel che possa apparire.
In ogni caso una risposta me la sono alla fine data e penso che vada deciso il male minore: non si corre il rischio di “uniformare” le menti se la divisa resta solo sul corpo mentre le menti vengono lasciate libere di pensare, criticare, immaginare, creare. Ergo: sì alla divisa che abbatta le differenze di ceto, ma a patto che questo venga utilizzato in un sistema che valorizzi le differenze e la libertà.
peccato che le cose non andrebbero come dici: ci sarebbe subito la rincorsa al grembiulino griffato
esattamente. Per questo, come ho scritto nel post, vanno incentivati programmi fondati sulla cultura, creatività, sport ecc….
leggendo il titolo di qst articolo ho incomincito involontariamente a pensare ad una teoria tutta mia!man mano che scorrevo il testo mi sn ritrovata a leggere e stesse cose che pochi secondi prima avevo pensato!!
io sn favorevolissima sia ad adottare una divisa che comprenda tutte le scuole cosiddette “dell’obbligo” per evitare inutili e soprattutto umilianti differenze tra chi appunto può permettersi un abbigliamento griffatissimo e chi, per scelta o non, deve accontentarsi di indossare comunissimi abiti magari di poco valore! molto spesso i prof stessi si sn lamentati per ombellichi in “bella” vista cn tanto di rotolino o scollature esagerate o peggio ancora minigonne e pantaloni troppo attilati!beh..a tutto qst il rimedio sarebbero le divise che ovviamente, purtroppo nn saranno quelle che abbiamo visto in foto, ma almeno ci si agura che siano accettabili e un minimo vicino al gusto degli anni che stiamo vivendo!
@ marco: le divise ti vengono date direttamente dall’istituto in base alla taglia. Per questo non c’è il pericolo di avere divise griffate..
nel libro dei sogni è così. secondo te lo stato ha i soldi per comprare le divise a tutti gli studenti italiani? e soprattutto, se li avesse sarebbe giusto spenderli così?
da liceale (ex da 2 giorni ^_^) non credo che molti studenti di scuola superiore accetterebbero un’imposizione di questo tipo.. nè quelli che vestono griffati e neanche gli “alternativi”…
Guarda Nico, la liberazione della betancourt ha assorbito il mio tempo da dedicare al blog. E mi hai preceduto.
Alle mie scuole elementari si usava “il gremiulino”. Che semplicemente era uguale per tutti. Nessun rischio di grembiulini griffati. Ipotizzare un rischio del genere è un errore. Per il fatto che non ci sarebbe da scegliere. Il grembiule è quello e basta.
Tutti uguali.
Ti dirò di più Alla mia prima comunione, ed ancora oggi, a Foggia TUTTE le parrocchie adottano lamedesima tunica.Uguale per tutti e tutte. E chi non ha soldi per comprarla, la parrocchia lo presta alla famiglia bisognosa, che alla fine lo rende per altri bambini che ne avessero necessità. A volte le stesse famiglie che comprano la tunica, la regalano alle parrocchie.
Tuniche tutte uguali, per tutti e tutte, e senza cambiare da un anno all’altro. Altro che corsa alla griffe.
A Mola il narcisismo di tante mamme che devono educare (…) i figli e le figlie giàa dieci anni a vantare il vestito bello, beh, …. scusami la parola… è una cosa che mi fa proprio schifo. E buonanotte allo spirito della prima comunione. Per non parlare dello scialo del pranzo che deve essere alla stregua di un matrimonio.
Mi spiace che la chiesa a Mola abbia sempre appoggiato questa abitudine di considerare il sacramento della P.C. come il primo sfoggio di esibizionismo e provincialismo gretto.
PS – viaggiando nel paese della signora (beato “terzo mondo”, quanto abbiamo da imparare …) ho visto come tutti gli ordini di scuola adottino la uniforme. è impensabile pensare ad una scuola senza divisa. è impensabileper gli stessi studenti. E vedere tanti ragazze e ragazzi sciamare per le strade all’uscita in strada, negli autobus, con le loro divise indosso è bellissimo.
Belli quei tempi in cui si andava a scuola in grembiule con il collettino bianco e il fiocco azzurro grande come quello di un uovo di Pasqua.
Eravamo molto più liberi allora, con i calzoni corti e le ginocchia sbucciate dai mille giochi all’aperto (che non costavano niente) che i ragazzini di oggi che vanno a scuola con il cellulare, la felpa e lo zainetto firmato.
E’ vero, i tempi cambiano, ma non necessariamente in meglio.
a me sarebbe piaciuto studiare in qualche college americano solo per indossare felpe, magliette e giubbotti del College, troppo belle
Tutto sommato è una norma un pò fascista questa…possiamo anche dirlo
Almeno questa volta ci sta!
…non sono d’accordo.
Che bisogna assolutamente arginare lo squallore di alcuni adolescenti (e sottolineo squallore) con “pestaggi culturali”, è poco ma sicuro. Però inquadrare tutti i ragazze e le ragazze in una divisa non mi sembra corretto e tantomeno socialmente utile (quale sarebbe l’utilità? La Scuola è un pezzo di Società).
Soprattutto non mi sembra corretta la motivazione a cui tu fai riferimento e che comunque ha usato il Ministro. Puoi anche obbligare tutti i liceali a vestire la stessa tonaca, MA LE DIFFERENZE DI CLASSE E DI REDDITO RIMANGONO!!!!!
Per quanto riguarda le Chiese il discorso è totalmente differente. L’abito rappresenta anche un momento spirituale, quindi viene caricato di un senso “superiore” che io mi sento di rispettare profondamente.
Tanto profondamente da non metterlo assolutamente a paragone con le toghe a Scuola!!!
scusatemi tanto ma secondo me è una cazzata…
da una parte qst ci eviterebbe di dover passare davanti all’armadio minuti preziosi rubati al sonno ogni mattina…però…pensateci bene…dobbiamo accettare le differenze di ceto che esistono…anke xk un conto è lo STILE un conto sono dei vestiti firmati a babbo messi addosso senza senso..anke uno k ha 5 euro addosso può risultare molto più fico di uno k ha 1000 euro di vestiti orribili ma firmati.
in ogni caso le differenze di ceto esistono e vanno accettate, punto e basta. io non volgio le scarpe da 500 euro, ma di certo nn vado in giro vestita km la piccola fiammiferaia. è un delirio questa storia di non far sentire la gente inferiore. io vado a un liceo classico pieno di figli di papà e fidatevi, loro sono quelli ke si vestono peggio, mentre quelli k i vestiti nn li hanno di marca sn dei veri e propri guru, quindi piantiamola kn ste cagate xk non ci credo e non ci ho mai creduto, nemmeno alla prima comunione!!!
Io non sono d’accordo. Le divise potrebbero pure passare, ma non è il caso di estirpare il male alla radice e rendere la scuola un luogo promotore di valori? Che svolga davvero un ruolo educativo – in sinergia, per quanto possibile, con i genitori? Allora va anche bene la divisa (sempre che non la si carichi di ideologie). L’importante è che non lo si consideri un rimedio. Come qualcuno ha già detto, non sono i sintomi che vanno curati.
Cmq, la mia era una battuta…solo una battuta, niente più.
Inanzitutto bentornati ad Umberto e Giuseppe.
Saluto marco e valentina che credo sia la prima volta per loro su questo blog giusto?
Credo che il ragionamento di Franko sia il mio stesso ragionamento. Non confondiamo il senso di appartenenza (che a mio parere è un bel sentimento) con la mancanza di assenza di valori e qualità all’interno di un istituto scolastico. La divisa di un college io l’ho sempre trovata bellissima. Ha ragione giuseppe, spesso anch’io avrei voluto indossarne una ed essere riconosciuto per strada come lo studente di TOT istuto. Vedere gli autobus e le strade di ragazzi rumorosi in tenuta da college è qualcosa di meraviglioso!
Ovviamente la scelta di una divisa non sarebbe imposta ma scelta eventualmente con gli studenti e attenzione, non è che se io vado con l’ombelico di fuori o con un capo alternativo, significa che voglio gridare al mondo la mia diversità (anche perchè di diversità di abbigliamento ce n’è fin troppa ma nella testa quanta diversità c’è?). E’ questo il problema.
A mio parere la scuola deve avere un ruolo educativo al pari di quello dei genitori proprio perchè gli studenti passano metà del loro tempo a scuola.
Da qui, professori di qualità non soltanto a livello culturale ma anche a livello educativo. Professori in grado di capire i propri studenti (quanti riescono a farlo) ed allo stesso tempo in grado di dimostrare autorevolezza.
Valentina, la differenza di ceto esiste ed oggi è più che mai troppo grande. Non è vero che va accettata ma va valutata. Se la differenza di ceto deve essere un modo per far sentire umiliati chi non è di ceto buono, allora in questo caso la differenza di ceto nei luoghi di lavoro, a scuola ed in chiesa è qualcosa di cui possiamo fare a meno volentieri!
L’adozione di una divisa comune aiuta in questo senso perchè ha anche una funzione educativa.
Appunto Francesco, le differenze rimangono ma almeno non diventano motivo di divisione e di derisione!
non credo che possa essere un modo per appianare le differenze. quelle restano, ed anche ben evidenti, con o senza uniforme: vedi il colore della pelle. di conseguenza il bullismo o fenomeni “minori” avrebbero lo stesso piede libero. li vedevamo anche nei cartoni “made in japan”, da bambini. bisognerebbe lavorare su altri livelli.
c’ho lo sdoppiamento di personalità, posso commentare a doppio?
*DA ANTIFASCISTA RADICALE*
tolto il fatto che credo che tu muoia di sapere dove vada a scuola il nero della tua ultima foto (e dove abita), sono abbastanza stupita nel vederti appoggiare una proposta del genere: caspita, tutti in divisa! e che è? piccoli Balilla crescono?
*DA MODERATA VELTRONIANA (come tu mi accusi di essere, sgrunt)*
l’introduzione di una divisa -che sia altrettanto chic come moda impone- potrebbe aiutare ad evitare discriminazioni, ma ho come l’impressione che si tenderebbe ad esaltarle, una volta smessi gli abiti scolastici: alla prima uscita serale di gruppo ti faccio vedere il meglio del mio armadio, mi faccio accompagnare col SUV da papà, ti faccio navigare su internet col mio iPhone, ti faccio vedere le foto delle mie ultime vacanze a Sharm con gli amici.
Che sviluppi il senso di appartenenza e che esteticamente i pullman di ragazzi/e in divisa siano belli da vedere, sì. Che risolva cancri sociali come l’importanza dell’apparire, no. Non ci credo.
ho letto tutti i commenti….
e rimango contrario…..
anzi…. quello di annì mi ha fatto divertire….
quello di francesco mi ha portato ancora di più (nn ce n’era bisogno) portato sulla strada che avevo intrapreso
…. oooops… vabbè un “portato” lo regalo…
Scusatemi ragazzi ma io non ho detto che la divisa serve a risolvere i problemi scolastici! Poi, scusatemi, ma in quasi tutto il mondo esistono le divise: Cina, Giappone,Usa, GB ecc..e non mi sembra che viga il regime fascista. Un’altra cosa che mi è sempre piaciuta in America? La consegna del diploma. E’ vero, è una delle americanizzazioni esagerate ma io voglio vedere in quella manifestazione l’importanza che viene data ad un diploma. Qui, chi si è visto si è visto. Hai avuto il diploma? Sei stato promosso? Bravo, ciao, ci mancherai (si certo).
Io sono partito, e ribadisco il miopunto divista, dalla distorsione che ha avuto il senso della Prima Comunione a Mola confrontandola con la mia città natale, dove presi quel sacramento.
Nessuna mamma a staccare assegni nei negozi più o meno in, nessun bammùbino/bambina a vantarsi il vestitino pagato chissà quanto, e pranzo con invitati e sala che nemmeno un matrimonio regale.
Non facciamo i falsi: i ricchi se lo vantano, i poveri inconsci delle differenti possibilità economiche della propria famiglia, lo pretendono dal papà operaio o dalla mamma casalinga.
Il senso della Prima Comunione? ah, già, c’è qualcosa intorno al vestito ed al pranzo.
Vogliamo trasferire questo alla scuola? Io alle elementari avevo un grembiulino che mi faceva essere del tutto uguale agli altri. Certo: c’era il bambino che arrivava con le orecchie sporche o quello che aveva i capelli tirati a lucido, così come il grembiulino macchiato e quello netto di lavanderia.
Ma gli sfoggi di moda, in bambini di 6-10 anni, almeno non c’erano.
Oggi i bambini alle elementari vanno a scuola col cellulare perchè il pupo appena suona la campanella dice alla mamma con l’auto parcheggiata di fronte al ancello: ti ho vista sto arrivando …
Forse il grembiule per i più piccoli, o la divisa per i più grandi, secondo chi scrive, serve. Più ai genitori, che ai figi. Che sono sempre lo specchio delle distorsioni di chi li educa (educa …. insomma …)
Saludos.
Mi sono riletto e ho letto tutti i commenti. E soprattutto ho ricordato quando andavo a scuola, ricordandomi che :
– alle elementari: non vedevo l’ora di arrivare ad essere delle medie per togliere quello stupido grembiulino… e alle feste di compleanno ricordo che indossavo vestiti riciclatissimi che mi andavano corti, e questo mi creava imbarazzo facendomi sentire a disagio rispetto ai miei amici ricchi.
- medie: l’abbigliamento era un motivo di ansia e senso di inferiorità, ma tanto a scuola che fuori (una divisa avrebbe risolto che?)
- superiori: superato il problema della griffe, l’abbigliamento è diventato motivo di “estro” (maglie sulle camicie, acchiappasogni appesi al collo, borsette nepalesi legate in vita…)
Evidentemente non è il vestito a risolvere o creare i problemi, ma l’approccio a questi. Alle medie avevo anche il disagio di non avere un motorino rispetto ai miei amici. Solo crescendo ho potuto maturare sicurezza interiore oltre all’idea che non sia negli oggetti materiali che possiede il valore di un uomo.
Per l’appunto: non è il vestito a risolvere i problemi derivanti dalle differenze sociali…
Quindi: NO ALLE DIVISE
PS: in ogni come ha detto giustamente michele è anche inutile discuterne: perchè col cavolo che alle superiori vorranno mettersi le divise! )
Non so perchè, ma continuo ad essere d’accordo con Franko..
[...] questo eliminerebbe il problema delle differenze sociali basate sulla netta differenza tra chi indossa vestiti ultragriffati e chi invece acquista i propri capi anche dal mercato dell’usato [...]
..mi sento di dissentire.. un grembiule nn può eliminare le differenze sociali perchè AHIME’ non sono solo gli abiti e far acquistare potenza e senso di superiorità a chi può permettersi vestiti costosi. no. le differenze, il senso di superiorità è radicato nella cultura, nel modo di pensare.
un asino può essere coperto da tutto l’oro del mondo (o da un grembiule) ma resta sempre un asino.
e nn so neanche se essere d’accordo con chi pensa possa essere l’inizio di una “omologazione” ..in fondo è solo un grembiule.. ma se devo scegliere: no al grembiule.
…bravo Franko, sei arrivato al punto. Forse le toghe e Scuola servono più ai genitori. Ma, allora, non è meglio che i Genitori comincino finalmente ad educare i propri figli piuttosto che riversare tutte le loro speranze in una toga scolastica?
@posturanismo: è vero che in molte scuole all’estero ci sono ste divise, ma io le ho sempre presi per il…. ehm… in giro sti tipi.
il grembiulino a scuola cercavo di metterlo il meno possibile…
ogni giorno inventavo una scusa, si è sporcato, si è strappato, fa troppo caldo, mia madre è andata a far visite e nn l’ha potuto lavare, ecc.ecc.
proprio nn posso essere d’accordo….
e poi ripeto non voglio che la gente sia “inquadrata”
quando ho fatto il servizio militare in tantissimi mi hanno consigliato di metter firma ed io ho detto sempre: no! per me le divise non esistono, esisto io ed il mio modo di essere, nn è per me questa vita, ma nn è per me neanche vedere tanta omogeneità che mi circonda….
….
ripeto capisco il senso del tuo discorso e come ti ho detto nel primo commento è anche giusto per certi versi…..
ma…… il fatto proprio “nn mi scende”….
Forza Nico
aspettiamo il tuo reportage sulla festa della Madonna D’Altomare
Ciao Nico.
Volevo darti una notizia in esclusiva. Settimana scorsa mentre ero immersa nelle mie storie e paranoie ecclesiali e Rifondazione, in un lampo m’è venuto un raptus e in men che non si dica mi sono tesserata. Voterò al mio congresso di circolo giovedì.
Ovviamente, rigorosamente Mozione 1.
E come dice il buon vecchio Guccini
a culo tutto il resto!
baci
Daccordo con le divise. Si eviterebbe questa mania dei genitori per la moda e per inculcare ai figli subito comportamenti sbagliati e oltretutto far diventare dei piccoli mostriciattoli delle BESTIE!!!
@ Talis: work in progress.
@ Maria: Benvenuta tra noi compagna!!! Maria avrei da chiederti alcune cose su come fai a conciliare la tua militanza nel PRC e l’attivismo cattolico…ma come posso fare?
@ Steppone: beh, tu ne parli da diretto interessato no?
bè, usa tranquillamente la mia mail, dovresti avercela se no te la mando. è un po’ che cerco di svincolare dialetticamente i vincoli ecclesiali sui temi eticamente sensibili. parlarne con te ed affrontarli non può farmi altro che bene per affilare le armi, visto che ormai il dato è tratto. intanto da pochi giorni che sono nel mio circolo (per inciso, praticamente morto da anni) ho dato una scossa di adrenalina, l’altro giorno ho organizzato sotto la bandiera di rif la presentazione del bando “principi attivi”, e lunedì coordinerò un dibattito sui percorsi della legalità con Libera, segue cena della legalità con i prodotti ricavati dai terreni confiscati dalla mafia. insomma, oggi vado dal parroco per portare locandina e inviti e gli dico: “sono in rifondazione, ho deciso di lavorare seriamente per la sinistra, e per sinistra intendo lavorare per gli ultimi, i disgraziati i diseredati i perseguitati e i lavoratori sfruttati e malpagati. non mi scassare l’anima con i gay, con gli aborti con i pacs con le famiglie perbene e famiglie permale che ti ci mando dritto” … ha risposto :”va bene”
sarà perchè l’ho minacciato?
scrivimi nico e domandami quello che ti pare
Ok Maria, anche se avrei preferito msn…ma hai anche quello?
no nico e ti spiego perchè. perchè sono oberata di impegni e di lavoro, e questo significa che per me è difficilissimo riuscire a mettermi comodamente a chattare. esempio. tra dieci minuti parto per lavoro per rientrare domani pomeriggio e diritta andrò al congresso di circolo per approdare a casa credo non prima delle 24.00. ogni giorno ce n’è una nico… tra le necessità e tutti gli impegni che mi vado a scovare, prima o poi mio marito mi presenterà i documenti per il divorzio…
invece con le mail io posso con calma leggere e rispondere. anche di notte.
un abbraccio
secondo me hai ragione!!
ho 13 anni e a settembre comincerò le superiori spero che veramente questo fatto delle divise venga attuato perchè mi hanno sempre presa in giro per il mio mod di vestire (jeans e maglietta) non ho mai potuto portare vestiti firmati perchè la mia famiglia non ha mai vissuto nell’oro adesso che ho saputo delle divise spero veramente che le mettano e che siano tipo quelle giapponesi!!!!!
ok cara, appena trovo un momento libero ti contatto sicuramente! baci
a me le divise piaciono molto, tanto dovrei portarle solo a scuola, ma nn sarei daccordo se invece mettessero i grembiuli, li odio
ho letto con piacere i vostri commenti la maggioranza e favorevole spero che al più presto la nostra ministra dia conferma alla legge per la scuola e confermare quanto haveva dichiarato, sul ritorno del grembiule. solo se è per legge che, gli scolari lo prtano spesso
Io sono daccordissimo per la storia dell’uniforme.
Ho 15 anni e quest’anno ho vissuto in prima persone l’essere trattata e l’esser vista “diversamente” perchè non posso permettermi vestiti griffati (oltre al fatto che nemmeno mi piacciono e della grif non me ne frega nulla.).
E’ vero il problema non sono i vestiti ma le PERSONE, però, come si dice “chi nasce tondo non può morire quadrato” no?
Un uniforme non non risolverebbe sicuramente i problemi.. però eliminerebbe il “guarda che belle scarpe che indosso! si chiamano.. “500 euro”" e cose simili che fanno sentire inferiori a chi va a comprare scarpe in un negozietto sconosciuto o in un mercato dell’usato (e credetemi, ci riescono a far sentire delle merde!).
Sicuramente questo non risolverà il problema ricchi-poveri.. ma tenderebbe ad oscurare chi è troppo ricco o chi è troppo povero, e, almeno sull’abbigliamento metterebbe tutti sulla stessa linea.
Tutti uguali.. almeno apparantemente. Sarebbe comunque un passo avanti.
Meh. Ho quasi 16 anni e, che dire, sono d’accordo – molto d’accordo con queste idea.
Molti dicono, beh, allora piuttosto che costringere i figli a indossare vestiti tutti uguali sarebbe meglio far sì che i loro genitori li educhino a non giudicare le persone dal vestiario, eccetera; il problema è, però, che sono gli stessi genitori che danno il via a questa tiritera… Ne ho io un bell’esempio in classe mia, che non concerne i vestiti ma è comunque relativo a questo.
Posso fare un esempio un po’ più azzardato? Che, nell’intento di non far arrabbiare nessuno, ribadisco: è solo un esempio.
La Chiesa, con la sua storica avversità nei riguardi dell’uso di preservativi e del sesso prima del matrimonio. Va bene, sarà buono e giusto, ma vuoi andare ad insegnare a tutto il mondo a non far danni? Ormai la cosa è già avviata, meglio cercare di limitare i danni piuttosto che cercare di eliminare il male alla radice fin da subito, quando da questa radice è già cresiuta una bella querciazza di 30 metri. Potarla almeno prima, no?, e poi cercare di spiantarla.
Questo voglio dire insomma. Scusate se può risultare un po’ complicato, magari… Però siccome non si può insegnare a tutti i genitori a non dar peso agli abiti firmati, almeno si può iniziare dai figli; chissà che poi non imparino anche i “grandi”.
..
Detto questo, a me piacerebbe che questa cosa fosse attuata, lo ribadisco; ma vedo un grosso problema, escludendo quello che secondo me potrebbe essere la scelta della divisa “adatta”, cioè a non peggiorare ulteriormente le cose.
Mettiamo il caso, questa cosa si fa. Va bene. Però, queste divise, da dove le si prende?
a) Le paga la scuola. Il che è piuttosto improbabile, visto che le nostre scuole sono tutte già belle inguaiate per conto loro tra gite e tutto il resto.
b) Le prendono, come si faceva per i grembiulini, le famiglie dai negozi. Il che, oltre a non garantire che la divisa sia la stessa per tutti in un unica scuola (differenze ce ne sono sempre), aggiungerebbe un peso alle già pesanti spese scolastiche – basti pensare che per me e per la mia famiglia, quest’anno, senza contare libri già presenti a casa o comprati usati, si prospetta una spesa di circa 170 € in libri.
-Meme
non amo dire ve l’avevo detto, ma il ministro ha appena dichiarato che “é giá pronto uno stilista che ha dato la disponibilitá a disegnare il grembiule”
Ma sgualdrinello ci sarai tu….non permetterti di fare di tutta l’erba un fascio….ci sono persone serie che come noi si vestono NORMALMENTE…ciao e fai un lavoro serio.
Tizy, Enry e Isa, con chi ce l’avete?
ma sono quelle marroni schifose??ditemi di no ve prego ma stiamo scherzando dove finiremo