“Passata la Festa, gabbato lo Santo” recita un proverbio. La “Festa Grande” di Mola di Bari è terminata nel segno della più viva tradizione. Dopo gli sfarzosi giorni di luci, fuochi, musica..tutto ritorna nel “buio” dell’illuminazione pubblica a ricordare la fine dell’estate e la ripresa di ogni umana attività.
La Festa della Madonna per i molesi, non è una festa come tutte le altre. E’ molto molto di più, è un lusso per gente di una certa sensibilità. Quando parlo di sensibilità non mi riferisco esplicitamente all’aspetto religioso (che è pur giusto e consono in queste occasioni), ma della capacità di saper cogliere le sfumature, i retroscena degli aspetti più particolari della nostra festa Patronale.
Per chi legge questo blog e non è molese ma anche per i molesi disattenti, dovete sapere che la nostra festa patronale, inizia ufficiosamente sette giovedì e venerdì prima della seconda domenica di Settembre . Il primo di questi giovedì è ricordato dallo sparo di 21 colpi di fuoco (7 dolori x 3 della trinità = 21). “Mrs Tradizione” vuole che i cittadini molesi appendano ai loro balconi, dei lampioni votivi nei sette giovedì e venerdì prima della Festa e durante tutti i giorni della Novena, in ricordo dei sette dolori patiti dalla Madonna e profetizzati nello specifico da Simeone (“una spada trafiggerà la tua anima“). Il risultato è questo:
Mola, al calar del Sole si trasforma in una piccola Chinatown e l’effetto è sbalorditivo. Nelle calde sere di fine luglio e del mese di agosto, vedere questi lampioncini cullarsi al vento sotto i balconi, è qualcosa di suggestivo. Se poi tutto questo si accompagna all’abitudine di prendere la sedia per sedersi sull’uscio di casa, beh, tutto è meravigliosamente scenografico!
Nove giorni prima della seconda domenica di settembre, ha inizio la Novena, giorni di preghiera dedicati alla Madonna Addolorata, alla Vergine dei Sette Dolori, delle Sette Spade. Dall’inizio della novena sino al giorno di festa, ogni sera alle 21, vengono sparati 7 colpi tradizionali nel momento in cui in Chiesa il celebrante “alza l’Eucarestia al cielo”. I colpi tradizionali scandiscono le giornate che ci separano dalla festa e alimentano l’attesa. Ricordo che quando ero piccolo e giocavamo per strada con gli amichetti di zona, urlavamo eccitati al sentire questi botti. Non urlavamo dal terrore (altrimenti lo ricorderei come un trauma), strepitavamo di eccitazione perchè per noi la Festa della Madonna era l’occasione per andare in Piazza coi propri genitori soprattutto sulle giostre del Luna Park allestito per l’occasione sul porto peschereccio!
Nel frattempo, nella piazza centrale di Mola, viene montata l’illuminazione artistica. Giunge il primo giorno di festa che coincide con il secondo venerdi di settembre, al mattino verso le 7, vengono sparati 7 colpi di “diana” o diane mattutine (fuochi d’artificio non colorati) e per tutta la mattina, ad orari alternati, la banda di Mola percorre le vie cittadine a ricordare ai cittadini che la Festa Grande è iniziata. In serata, viene accesa una parte di luminarie artistiche, un assaggio promozionale di ciò che avverrà il sabato sera quando le luminarie saranno accese completamente: piazza xx Settembre magicamente si trasforma in un palazzo reale dove a farla da padrona sono le luci ed i colori delle luminarie artistiche pugliesi, scenografia di grande pregio.
La circolarità della piazza molese rende tutto particolarmente unico, speciale. L’illuminazione artistica avvolge la piazza e sembra donare lo stesso effetto che il colonnato del Bernini vuole dare ai cattolici: un abbraccio di benvenuto a chi si riversa nella festa. Il sabato sera è in genere dedicato al “candande” (come dicono dalle mie parti), un nome della musica leggera italiana più o meno conosciuto che ha lo scopo di allietare il passeggio delle persone attorno alla fontana monumentale e sotto le gallerie di luci. Finito il concerto si attende il giorno principale di tutta la festa: la domenica mattina.
La mattina della seconda domenica di Settembre, è il giorno della processione Solenne della Patrona. Fino a pochi anni fa, la piazza centrale diventava una passerella a cielo aperto dove l’odore predominante era quello di naftalina o quello della lacca per capelli. Ovviamente esagero nel dire una cosa simile ma i molesi veraci, si tirano a lucido per la processione della Madonna! Il simulacro della Patrona esce per la seconda volta durante l’anno (la prima volta esce in processione il sabato di Pasqua con l’abito completamente nero, con pugnale argentato, sprovvista di corona e di qualsiasi ricamo riguardante il dorato) dalla Chiesa della Maddalena (nella foto in lontananza). Ad attenderla, tutte le autorità civili e militari, i cittadini molesi (compresi i residenti negli Stati Uniti e nelle altre nazioni del Mondo) e diversi “forestieri” amanti della nostra festa patronale. Il simulacro si sofferma per un attimo sul sagrato della Chiesa, l’Arciprete invita il Sindaco a consegnare le “chiavi della Città di Mola” alla sua Patrona. Questo gesto simboleggia la volontà, da parte del primo cittadino, di voler consegnare alla Madonna tutte le sorti della città e dei suoi cittadini chiedendoLe protezione e appoggio. Applausi scroscianti.
Improvvisamente, un soprano invitato per l’occasione, intona la suggestiva “Ave Maria” di Gounod. Applausi ancora più scroscianti. Parte la processione. Gli sbandieratori invitati per l’occasione aprono il corteo nelle principali vie della Città seguiti dalle bambine vestite da Addolorata, le confraternite in ordine di importanza e anzianità, i gonfaloni dei paesi viciniori.
In lontananza il rumore dei tamburi e il fischiettio lontano del flauto traverso: è proprio festa! La Madonna attraversa le strade molesi adornate da bellissimi copriletti in pizzo, lanci di petali di fiori e di bigliettini colorati con su scritto:”Evviva Maria!”.
Nel frattempo i molesi attendono in piazza il rientro della processione dell’Addolorata degustando aperitivi di ogni genere. Nell’attesa vengono lanciate piccole mongolfiere e sparati botti durante il tragitto del simulacro della Madonna. Dopo circa un’oretta e mezza di processione, la statua ritorna in piazza dove ad attenderla c’è una marea di gente pronta a prepararle la strada per il ritorno nella Chiesa Maddalena.
Gli sbandieratori attirano gli sguardi del pubblico mentre la Madonna fa capolino in piazza…
Mancava poco, veramente molto poco al rientro della processione. Mancavano davvero pochi minuti e, nonostante il Sole, un nuvolone di Fantozzi si è posizionato su tutti noi versandoci addosso goccioloni d’acqua che piano piano si facevano più insistenti e copiosi. La gente resiste fin quando può, i portatori iniziano ad accelerare portando l’Addolorata in tutta fretta in chiesa per evitare che il suo abito si bagnasse completamente. Scene da panico, gente che corre da una parte all’altra mentre i più timorosi attendono sotto la pioggia il rientro della processione.
La pioggia ha rovinato un momento topico che si ripete nello stesso modo dal 1734: al rientro della processione la Madonna si volta verso i fedeli e li saluta per l’ultima volta dando loro la benedizione solenne. E’ un momento che personalmente trovo molto suggestivo perchè richiama la memoria di generazioni e generazioni di persone che hanno assistito alla stessa scena prima di noi, e che ora non ci sono più.
Ognuno è ospite dei propri parenti, le famiglie si riuniscono per pranzare assieme. Nelle strade della Mola vecchia (soprattutto), si sente un vociare pazzesco e profumi di ogni prelibatezza culinaria possibile ed inimmaginabile. La banda di Mola, durante il pranzo, passa per le strade molesi per allietare il convivio delle famiglie. I bambini escono di casa, impazziscono per la musica e seguono i membri della banda mentre ci ricordano che oggi è una domenica speciale per i molesi, non una qualunque.
Si fanno le 18, ed i colpi di sparo ci ricordano che la festa riprende il suo corso. Ad attendere i molesi, una fantastica illuminazione artistica, le bande in esecuzione sotto la cassa armonica ed il lancio della grande mongolfiera mentre i giovani sono tutti riversati nel parco divertimenti allestito a nord della città.
Ad un certo punto, subito dopo la mezzanotte, sul vicinissimo Molo di Levante del porto peschereccio, inizia la gara di fuochi pirotecnici….
Apparentemente senza senso, i fuochi pirotecnici sono una componente essenziale di ogni grande festa che si rispetti.
Senza di essi non si sentirebbero i richiami della festa, senza le luminarie la festa andrebbe avanti senza nessuna differenza coi giorni normali, una piazza senza banda è una piazza morta (vi immaginate a passeggiare per la piazza senza il sottofondo musicale della musica classica delle bande mentre ammirate esterrefatti la bellezza dell’illuminazione artistica? personalmente no!). La domenica finisce così mentre dopo i fuochi riprendono i concerti delle bande. Il lunedì è la cosiddetta “festa dei molesi“. Molti esercizi commerciali restano chiusi, le bande continuano a suonare in una piazza non propriamente piena di gente ed il lunedi trascorre inesorabile come la domenica, con l’unica differenza del fantastico spettacolo della banda di Conversano, che dopo il fuoco pirotecnico di fine festa, continua a suonare i migliori successi delle canzoni italiane e delle colonne sonore dei film fino alle 3 di notte, mentre gli spettatori sono comodamente seduti ai tavolini del bar a degustare le tradizionali “NOCELLE” ed il tipico SPUMONE, il gelato tipico della Festa della Madonna.
Anche il lunedì sera di quest’anno, la pioggia ha rischiato di rovinarci gli ultimi momenti della festa, ma i molesi questa volta, da degni CAPATOSTA, sono rimasti imperterriti sotto la pioggia a ballare e cantare sotto la cassa armonica, incuranti della pioggia che improvvisamente cadeva copiosa sulla nostra piazza!
I musicisti della Banda di Conversano, lasciano uno alla volta la cassa armonica mentre sulle note della marcia di Radetzky girano attorno alla vasca monumentale e salutano la cittadina molese dando sicuramente l’appuntamento al prossimo anno.
Il tutto si chiude con lo spegnimento dell’illuminazione artistica. La sensazione di vuoto che pervade i presenti è palese. Tutti, chi gridando, chi in silenzio, sono unanimi nel dire una sola parola trascinata con tristezza: “noooooo…..!!!!“. Si salutano parenti ed amici residenti fuori Mola, si ritorna ognuno alle prorpie normalità.
La Festa Patronale è la festa di tutti i molesi, dei rientri di coloro che nel giorno di festa riabbracciano gli affetti più cari e condividono attimi di festa collettiva, di identità imprescindibile. E’ una festa che ci identifica come molesi e non come anonimi pugliesi o anonimi italiani. Nei giorni di Settembre della festa, ci ricordiamo di essere molesi, di amare questo paese in maniera viscerale nonostante le numerose difficoltà e di volerlo desiderare sempre più bello. Nell’orgoglio possiamo diventare tutti migliori, nella consapevolezza che non si è molesi soltanto 4 giorni l’anno, ma per sempre.
Un plauso fortissimo va a chi fino ad ora si è occupato della Festa Patronale. Senza di loro perderemmo la Festa da un giorno all’altro. E’ necessario che i molesi si mettano i gioco, che partecipino alla salvaguardia di ogni manifestazione identitaria del nostro paese, dalla più piccola alla più grande.
A tal proposito, da questo insignificante blog, partono delle proposte costruttive, perchè io non credo che bisogna eliminare qualcosa della Festa, anzi, bisognerebbe aggiungere qualcosa per darle ancora maggiore importanza (soldi permettendo, ovviamente). Ogni aspetto della nostra Festa è importantissimo (bande, illuminazione, fuochi, palloni aerostatici, diane mattutine, pomeridiane e serali, processione, novena, bassa musica, lampioni votivi ecc…) e senza uno di essi, la Festa perderebbe qualcosa di importante.
I miei consigli, che spero possano essere considerati costruttivi, sarebbero questi:
1) unire la festa e la processione di San Michele Arcangelo (altro patrono di Mola), a quella dell’Addolorata mettendo fine ad una diatriba assurda che non ha senso di esistere. Tra Confratelli bisognerebbe darsi una mano vicendevolmente. La processione di San Michele la vedrei bene al Sabato sera (per non intaccare la tradizionale processione della domenica mattina della Madonna). In tutti i paesi del circondario, si dà la stessa importanza ad entrambi i patroni (che a volte sono anche 3 anzichè 2).
2) si può pensare di far coincidere la Notte Bianca di Mola con il Venerdì della Madonna
3) si potrebbe spostare il lancio della grande mongolfiera al Lunedì della Madonna anzichè alla domenica sera (dove invece vedrei bene il lancio di piccole mongolfiere a distanza di un’ora l’una dall’altra a scandire il tempo di inizio dei fuochi pirotecnici) in modo da riempire la serata prima del fuoco di fine festa.
4) soldi permettendo, sarebbe bello ripristinare i fuochi alla bolognese ripresi dalla gestione di Matteo Accettura, ex presidente del Comitato Festa Patria, facendolo coincidere col Venerdì o col Sabato.
5) si potrebbe pensare all’acquisto di piccoli fuochi pirotecnici, anche quelli utilizzati per i matrimoni (dal costo non esoso ovviamente), per spararli dalle terrazze dei palazzi adiacenti alla Chiesa Maddalena per inaugurare l’accensione di tutta l’illuminazione artistica. Lo fanno quasi ovunque ed ha un grande successo.
6) incentivare l’acquisto o l’utilizzo delle lampade votive da appendere ai balconi
7) maggiori approfondimenti curiosi sul libricino della festa, dedicati agli aspetti più invisibili della Festa, quelli che sono più affascinanti (non tutti sanno che la Madonna indossa più di un abito per esempio…e non sanno nemmeno quando li indossa, il perchè dei lampioni votivi, perchè nelle feste si usa lanciare il pallone aerostatico, come valutare la qualità di una festa patronale dalle luminarie sino ai fuochi pirotecnici ecc..)
7 consigli per quanti sono i 7 dolori di Maria.
Spero possano essere utili per un confronto di idee, di proposte perchè chi ha a cuore questa festa, non può proporre altro che modifiche costruttive, nell’interesse generale di chi guarda a questa festa con affetto e vuole preservarla dall’ignoranza (nel senso che molti ne ignorano l’importanza degli aspetti religiosi e non) di chi non conosce e non si è mai posto il problema di farlo da solo. Aiutiamo noi a conoscere e ad apprezzare anche gli sforzi di chi ogni anno si prodiga nell’organizzazione della festa!
Arrivederci a uann n’g vèn!





























Mi hai fatto commuovere, bravo e bei consigli, mi piace l’idea della processione del sabato…da mezza rutiglianese abituata alle tre processioni del Crocifisso l’unica della Madonna mi sembra poca. E poi le processioni con la fiaccolata sono belle, bravo Nico! Proponile direttamente al comitato!!!
Complimenti! Bellissime le foto e molto interessante la ricostruzione dell’atmosfera della festa.
Condivido gran parte dei tuoi suggerimenti: hai ragione soprattutto quando scrivi che una maggiore conoscenza delle radici storiche e culturali della festa la farebbe sentire ancora più nostra.
Vorrei proporle ma ho paura sia considerato un gesto di superiorità anzichè un consiglio costruttivo…non so, sono molto combattuto a tal proposito. Con quale faccia mi presento per dare consigli se poi so bene che non potrò investire il mio tempo per dare una mano nel concretizzarli?
Grazie mille Frisbee e bentornato
su quali punti sei d’accordo tra i 7 da me proposti nello specifico?
Apprezzabili e utili consigli, ma io:
1)Penserei piuttosto a organizzare qualcosa di più curato per San Michele, pur rendendomi conto della impossibilità di reperire soldi a distanza così ravvicinata dalla “FESTA DELLA MADONNA”.
2)Ho già avuto di sconsigliare la NOTTE BIANCA coincidente con il Venderdì della MADONNA per poter godere di una serata in più di festa, a costi piuttosto limitati!
3)innanzitutto mi accerterei della chiusura totale di tutte le attività molesi non direttamente coinvolte dalla FESTA!
Sul resto sono sostanzialmente d’accordo con le tue valutazioni.
Ma soprattutto apprezzo questo scritto perchè dovrebbe incentivare il maggior numero possibile di MOLESI a capire e vivere fino in fondo la “FESTA PATRIA”!
Su San Michele le mie speranze si affievoliscono sempre di più…purtroppo la Confraternita del Sacro Monte del Purgatorio, senza l’appoggio di un comitato, non potrà fare nulla. Ecco perchè ho pensato che si potessero unire gli sforzi per celebrare degnamente i due patroni (visto che le solennità sono così ravvicinate l’una all’altra..)….
Secondo me l’idea migliore è quella della notte bianca da far coincidere con il venerdi della Madonna. Infatti, il venerdi della festa è da sempre una giornata senza attrattive (tranne quelle strettamente religiose) e ormai quasi senza pubblico. Sovrapporgli la notte bianca può servire a dare un senso a questa giornata. D’altraparte, la notte bianca avulsa e a se stante si è visto anche negli scorsi anni che ha poco appeal (quest’anno poi le condizioni climatiche hanno portato al flop).
Per quanto riguarda gli aspetti storici e culturali mi sembra giusto approfondire. Per esempio, sempre nella giornata di venerdi si può promuovere un incontro pubblico per parlare del “come eravamo” in relazione alle feste religiose anche dei nostri concittadini all’estero.
Pienamente d’accordo con te, Frisbee. Credo però che l’idea della notte bianca sia stata bocciata sul nascere perchè pare che entrambe le cose non possano coesistere…