Archivio per la categoria 'AFFARI MOLESI'

10
feb
11

VIDEOINTERVISTA SUL PALIO DEI CAPATOSTA

Roberto Porcelli, storica voce di Radio Mola International, ha condotto una breve intervista a Nico Colella, uno dei promotori del Palio dei Capatosta.
www.paliodeicapatosta.com

16
dic
10

IL SITO DEL PALIO DEI CAPATOSTA

L’indirizzo ufficiale del sito internet del Palio è www.paliodeicapatosta.com

 

10
dic
10

IL PALIO DEI CAPATOSTA (2° teaser)

A distanza di una settimana dalla pubblicazione del primo spot-sintesi del Palio dei Capatosta, vi propongo un teaser (sarebbe la versione più breve di un trailer vero e proprio).

Oltre questo ce ne saranno altri, lo scopo è quello di Informare attraverso i video su ciò che è il Palio e su cosa vuole rappresentare nel tessuto sociale molese. A voi le opinioni.

03
dic
10

IL TRAILER DEL PALIO DEI CAPATOSTA

18
nov
10

Mola di Bari: Festa di Santa Cecilia – Patrona della Musica (2010)

Anche quest’anno ritornano a Mola i festeggiamenti in onore di Santa Cecilia, Patrona della musica e dei musicisti.

Il borgo antico della città si prepara a vivere nella serata del 22 Novembre la festa organizzata con impegno dalla Premiata Associazione Musicale “U Tammorr D’Maul ” del Maestro Francesco Furio.

Alle 18, l’immagine della Santa sarà portata in processione dalla sede dell’Associazione Musicale in chiesa Matrice per la celebrazione della solenne cerimonia eucaristica, presieduta dal parroco don Domenico Moro e animata dal coro dell’Accademia del canto del Maestro Nicola Diomede. Al termine del sacro rito, la venerata immagine sarà portata in corteo in Piazza XX Settembre e per i vicoli del borgo antico cittadino con l’accompagnamento della Confraternita di San Rocco e dei devoti.

Prima del rientro, si terrà alle spalle del mercato ittico il lancio di una mongolfiera devozionale a cura della “ditta Di Rella” di Ruvo di Puglia (BA) e uno spettacolo di piccoli fuochi pirotecnici a cura della “ditta De Caro Martino” di Gioia del Colle (BA).

Animerà la serata l’Associazione Musicale “U Tammorr d’Maul”  diretta dal Maestro Francesco Furio. «Grazie alla forza dei giovani Musicisti, Domenico Anaclerio, Giusepina Natuzzi, Alfredo Recchia, Capotorto Giuliano, collaboratori della nostra Associazione Musicale – ha detto Francesco Furio, promotore della festa – siamo riusciti ad organizzare anche per quest’anno il nostro omaggio verso Santa Cecilia. Mi sento in dovere di ringraziare sin da ora – ha proseguito Furio – quanti anno collaborato e stanno collaborando, soprattutto i Cittadini Molesi, che prenderanno parte ai solenni festeggiamenti per rendere onore alla patrona della musica, nostra protettrice».

All’esterno della Chiesa Madre, la Pro Loco di Mola di Bari allestirà uno stand dove verranno distribuite caldarroste e vino novello.

L’addobbo floreale  sarà curato da “La mia fioraia” di Mimmo Ventrella. Le luminarie sono curate dalla Ditta Maurogiovanni Sabino di Bari.

21
ott
10

IL PALIO DEI CAPATOSTA (Il Palio dei Molesi)

di Antonella Bonghi

(La suddivisione di Mola in Contrade) 

E’ senza ombra di dubbio segno di maturità civile ricordare il proprio passato attraverso fatti, storie, personaggi; tanto più, poi, se quella memoria storica contribuisce a favorire una maggiore integrazione socio-culturale attraverso la

diretta collaborazione tra i cittadini.

(Stemma Contrada del Drago) 

Questo propone un progetto presentato dall’Associazione Socio-culturale “Città Nostra” che ha ritenuto opportuno appoggiare e caldeggiare l’idea di un gruppo di molesi e non, di dare il via ad un evento denominato “Palio dei Capatosta”. Il gruppo è composto da persone esperte di questo segmento storico-culturale-rievocativo, sicuramente in grado di produrre un evento assolutamente nuovo per il contesto cittadino.

Il nome prende spunto da una peculiarità tutta molese, la testardaggine, che, benché recepita in genere con accezione negativa, indica la perseveranza e l’ostinazione con cui i Molesi hanno perseguito per circa cento anni, l’obiettivo di porre fine alla tirannia dei Vaaz.

(Stemma contrada del Fuoco) 

Il progetto prevede la rievocazione storica dell’accoglienza riservata alla principessa Isabella del Balzo di Capua, Principessa di Molfetta, di passaggio a Mola il 14 luglio 1549 in occasione della visita ai suoi possedimenti in Salento.

In tale occasione il Marchese Gaspare Toraldo organizzò: “finte imboscate e scaramucce di fanti e cavalieri prima del suo ingresso, e poi salve di artiglieria, archi trionfali e ampollose iscrizioni latine, e persino tre girandole con infinità di raggi nascosti che all’appressarsi di Isabella gittarono foco”.

(Stemma contrada del Giglio) 

Nella progettazione dell’evento i festeggiamenti di quell’occasione si sono trasformati in competizioni tra sei “Contrade” in cui Mola è stata appositamente divisa. Le sei Contrade (denominate: Terra, Stella, Fuoco, Drago, Giglio e Noria), i cui nomi sono stati affidati basandosi sulle caratteristiche storiche del territorio e dotate ognuna di Santo Patrono, Stemma, Gonfalone, Colori e Confini di riferimento, si sfideranno in competizioni sulla terraferma e sul mare.

(Stemma contrada della Noria) 

Il Palio è strutturato in tre giornate in cui si svolgeranno le Cerimonie di apertura, i giochi, il Corteo Storico e la Premiazione. Tutti i cittadini sono chiamati a partecipare attivamente; infatti non si tratta di una manifestazione in cui i fruitori ammirano passivamente, è questo un evento in cui saremo tutti protagonisti, o meglio saremo “palco” e platea”.

La novità dell’evento risiede sia nella partecipazione attiva di tutti, sia nell’aggregazione degli abitanti dei quartieri periferici, spesso considerati quartieri- dormitorio, sotto il comune denominatore della Contrada; ogni Contrada, infatti, avrà una propria organizzazione e un proprio territorio che esprimerà la propria specifica identità.

(Stemma contrada della Stella) 

Nel progetto saranno parte attiva le Istituzioni scolastiche e le Associazioni culturali già operanti sul territorio.

L’obiettivo che ha animato gli organizzatori nella progettazione dell’evento è quello di dotare Mola di un appuntamento culturale fisso, un evento serio e alla portata di tutti, che unisca le periferie al centro cittadino, che consenta ai molesi di conoscere il territorio in cui abitano e di viverlo pienamente con l’auspicio di fare della Rievocazione una grande cornice che racchiuda proposte e progetti in cui tutti si sentano coinvolti.

(Stemma contrada della Terra) 

Recentemente il progetto è stato presentato ufficialmente al Sindaco dott. Diperna ed all’Assessore alla Cultura dott. Carbonara, che lo hanno accolto con entusiasmo e compiacimento, nella convinzione che possa contribuire a dare linfa allo sviluppo turistico della città. Così è, ove si consideri l’originalità della manifestazione, novità assoluta per Mola ed i centri del sud-est barese.



10
ott
10

UN CUORE DI GESU’ PER DUE PARROCCHIE

Prendendo spunto dall’articolo del sito del mensile Città Nostra a cura di Antonio Panzini dedicato alla statua del Cuore di Gesù della parrocchia del Sacro Cuore , sorge spontanea una riflessione personale che vuole essere un suggerimento pacificatore tra due parrocchie che al momento presentano un “conflitto d’interessi”.

Spesso le periferie sono private di processioni o di eventi che in qualche modo attirino persone che abitano al centro. Le processioni, oltre ad essere una manifestazione di fede popolare, contribuiscono a creare comunità e a portare gente in zone che rischiano essere “quartieri dormitorio”. Il Cozzetto, grazie al mercato settimanale, al Cinema e alle scuole, gode di un certo “passeggio”, però è anche vero che necessità di una propria festa religiosa anche in funzione di una manifestazione come Il Palio dei Capatosta che a Mola potrebbe avere inizio molto presto e che prevede il suggerimento di una festa di contrada che coincida con quella del proprio santo protettore.

La Chiesa del Sacro Cuore vorrebbe poter usufruire del primato della processione del Cuore di Gesù (titolare della parrocchia) ma il Vescovo ha posto un veto (comprensibile) poichè a Mola esiste già questa processione ma è prerogativa della Confraternita del SS. Rosario.
A mio parere, dato che la parrocchia del SS. Rosario è già responsabile di 3 processioni (I Misteri, la Madonna del Rosario e il Cuore di Gesù), sarebbe stato bello, nonchè cristiano, fare dono alla parrocchia del Sacro Cuore della processione del Cuore di Gesù.
Pare ci siano state forti reazioni a questa opzione e quindi la parrocchia del Sacro Cuore rischia di rimanere orfana di processioni o di inventarsene altre di sana pianta.

Una proposta ragionevole potrebbe essere quella della “condivisione” della stessa processione. Mi spiego meglio:
Il Sacro Cuore festeggia la ricorrenza liturgica del Cuore di Gesù rispettando il giorno previsto dal calendario. Viceversa, la chiesa di San Domenico usa portare Gesù in processione, il 30 giugno di ogni anno.
La proposta può essere fattibile però prevede che la parrocchia del Sacro Cuore  “rinunci” per il momento a portare in processione la propria statua intronizzata.

San Domenico potrebbe donare la propria statua del Cuore di Gesù al Sacro Cuore che provvederebbe a portarla in processione nella zona del Cozzetto nel giorno di festa previsto dal calendario. Il giorno precedente al 30 giugno, la parrocchia del Sacro Cuore, con una piccola processione che passi dalla tradizionale via Manzoni (strada molto devota al Cuore di Gesù) potrebbe ritornare nella chiesa di San Domenico dove i confratelli poi provvederebbero a portare in processione la stessa statua nel giro tradizionale nel centro cittadino senza stravolgere nulla della tradizione e senza privare nessuno di una propria necessità.
Terminato il 30 giugno, la parrocchia di San Domenico potrebbe riportare al Sacro Cuore la statua del Cuore di Gesù.

Una scelta simile potrebbe portare ad una sorta di fratellanza nella condivisione di una fede comune verso il Cuore di Gesù senza scontentare nessuno. Non si creerebbero conflitti di interessi sulla processione (perchè i giorni sarebbero diversi) e il Vescovo non avrebbe nulla da ridire perchè è la stessa statua ad essere portata in processione due volte. Se questo può portare ad un atteggiamento di solidarietà tra le due parrocchie, penso che il Vescovo non avrebbe nulla da ridire.

Sono diversi i paesi che portano in processione una statua anche 2 volte l’anno (ovviamente dipende dalle esigenze).

Questa potrebbe essere un’idea ragionevole nonchè diplomatica tra due parrocchie che hanno la stessa esigenza di fede.

15
set
10

PASSATA LA FESTA….

“Passata la Festa, gabbato lo Santo” recita un proverbio. La “Festa Grande” di Mola di Bari è terminata nel segno della più viva tradizione. Dopo gli sfarzosi giorni di luci, fuochi, musica..tutto ritorna nel “buio” dell’illuminazione pubblica a ricordare la fine dell’estate e la ripresa di ogni umana attività.

La Festa della Madonna per i molesi, non è una festa come tutte le altre. E’ molto molto di più, è un lusso per gente di una certa sensibilità. Quando parlo di sensibilità non mi riferisco esplicitamente all’aspetto religioso (che è pur giusto e consono in queste occasioni), ma della capacità di saper cogliere le sfumature, i retroscena degli aspetti più particolari della nostra festa Patronale.

Per chi legge questo blog e non è molese ma anche per i molesi disattenti, dovete sapere che la nostra festa patronale, inizia ufficiosamente sette giovedì e venerdì prima della seconda domenica di Settembre . Il primo di questi giovedì è ricordato dallo sparo di 21 colpi di fuoco (7 dolori x 3 della trinità = 21). “Mrs Tradizione” vuole che i cittadini molesi appendano ai loro balconi, dei lampioni votivi nei sette giovedì e venerdì prima della Festa e durante tutti i giorni della Novena, in ricordo dei sette dolori patiti dalla Madonna e profetizzati nello specifico da Simeone (“una spada trafiggerà la tua anima“). Il risultato è questo:

Mola, al calar del Sole si trasforma in una piccola Chinatown e l’effetto è sbalorditivo. Nelle calde sere di fine luglio e del mese di agosto, vedere questi lampioncini cullarsi al vento sotto i balconi, è qualcosa di suggestivo. Se poi tutto questo si accompagna all’abitudine di prendere la sedia per sedersi sull’uscio di casa, beh, tutto è meravigliosamente scenografico!

Nove giorni prima della seconda domenica di settembre, ha inizio la Novena, giorni di preghiera dedicati alla Madonna Addolorata, alla Vergine dei Sette Dolori, delle Sette Spade. Dall’inizio della novena sino al giorno di festa, ogni sera alle 21, vengono sparati 7 colpi tradizionali  nel momento in cui in Chiesa il celebrante “alza l’Eucarestia al cielo”. I colpi tradizionali scandiscono le giornate che ci separano dalla festa e alimentano l’attesa. Ricordo che quando ero piccolo e giocavamo per strada con gli amichetti di zona, urlavamo eccitati al sentire questi botti. Non urlavamo dal terrore (altrimenti lo ricorderei come un trauma), strepitavamo di eccitazione perchè per noi la Festa della Madonna era l’occasione per andare in Piazza coi propri genitori soprattutto sulle giostre del Luna Park allestito per l’occasione sul porto peschereccio!

Nel frattempo, nella piazza centrale di Mola, viene montata l’illuminazione artistica. Giunge il primo giorno di festa che coincide con il secondo venerdi di settembre, al mattino verso le 7, vengono sparati 7 colpi di “diana” o diane mattutine (fuochi d’artificio non colorati)  e per tutta la mattina, ad orari alternati, la banda di Mola  percorre le vie cittadine a ricordare ai cittadini che la Festa Grande è iniziata. In serata, viene accesa una parte di luminarie artistiche, un assaggio promozionale di ciò che avverrà il sabato sera quando le luminarie saranno accese completamente: piazza xx Settembre magicamente si trasforma in un palazzo reale dove a farla da padrona sono le luci ed i colori delle luminarie artistiche pugliesi, scenografia di grande pregio.

La circolarità della piazza molese rende tutto particolarmente unico, speciale. L’illuminazione artistica avvolge la piazza e sembra donare lo stesso effetto che il colonnato del Bernini vuole dare ai cattolici: un abbraccio di benvenuto a chi si riversa nella festa. Il sabato sera è in genere dedicato al “candande” (come dicono dalle mie parti), un nome della musica leggera italiana più o meno conosciuto che ha lo scopo di allietare il passeggio delle persone attorno alla fontana monumentale e sotto le gallerie di luci. Finito il concerto si attende il giorno principale di tutta la festa: la domenica mattina.

La mattina della seconda domenica di Settembre, è il giorno della processione Solenne della Patrona. Fino a pochi anni fa, la piazza centrale diventava una passerella a cielo aperto dove l’odore predominante era quello di naftalina o quello della lacca per capelli. Ovviamente esagero nel dire una cosa simile ma i molesi veraci, si tirano a lucido per la processione della Madonna! Il simulacro della Patrona esce per la seconda volta durante l’anno (la prima volta esce in processione il sabato di Pasqua con l’abito completamente nero, con pugnale argentato, sprovvista di corona e di qualsiasi ricamo riguardante il dorato) dalla Chiesa della Maddalena (nella foto in lontananza). Ad attenderla, tutte le autorità civili e militari, i cittadini molesi (compresi i residenti negli Stati Uniti e nelle altre nazioni del Mondo) e diversi “forestieri” amanti della nostra festa patronale. Il simulacro si sofferma per un attimo sul sagrato della Chiesa, l’Arciprete invita il Sindaco a consegnare le “chiavi della Città di Mola” alla sua Patrona. Questo gesto simboleggia la volontà, da parte del primo cittadino, di voler consegnare alla Madonna tutte le sorti della città e dei suoi cittadini chiedendoLe protezione e appoggio. Applausi scroscianti.

Improvvisamente, un soprano invitato per l’occasione, intona la suggestiva “Ave Maria” di Gounod. Applausi ancora più scroscianti. Parte la processione. Gli sbandieratori invitati per l’occasione aprono il corteo nelle principali vie della Città seguiti dalle bambine vestite da Addolorata, le confraternite in ordine di importanza e anzianità, i gonfaloni dei paesi viciniori.

In lontananza il rumore dei tamburi e il fischiettio lontano del flauto traverso: è proprio festa! La Madonna attraversa le strade molesi adornate da bellissimi copriletti in pizzo, lanci di petali di fiori e di bigliettini colorati con su scritto:”Evviva Maria!”.

Nel frattempo i molesi attendono in piazza il rientro della processione dell’Addolorata degustando aperitivi di ogni genere. Nell’attesa vengono lanciate piccole mongolfiere e sparati botti durante il tragitto del simulacro della Madonna. Dopo circa un’oretta e mezza di processione, la statua ritorna in piazza dove ad attenderla c’è una marea di gente pronta a prepararle la strada per il ritorno nella Chiesa Maddalena.

Gli sbandieratori attirano gli sguardi del pubblico mentre la Madonna fa capolino in piazza…

Mancava poco, veramente molto poco al rientro della processione. Mancavano davvero pochi minuti e, nonostante il Sole, un nuvolone di Fantozzi si è posizionato su tutti noi versandoci addosso goccioloni d’acqua che piano piano si facevano più insistenti e copiosi. La gente resiste fin quando può, i portatori iniziano ad accelerare portando l’Addolorata in tutta fretta in chiesa per evitare che il suo abito si bagnasse completamente. Scene da panico, gente che corre da una parte all’altra mentre i più timorosi attendono sotto la pioggia il rientro della processione.

La pioggia ha rovinato un momento topico che si ripete nello stesso modo dal 1734: al rientro della processione la Madonna si volta verso i fedeli e li saluta per l’ultima volta dando loro la benedizione solenne. E’ un momento che personalmente trovo molto suggestivo perchè richiama la memoria di generazioni e generazioni di persone che hanno assistito alla stessa scena prima di noi, e che ora non ci sono più.

Ognuno è ospite dei propri parenti, le famiglie si riuniscono per pranzare assieme. Nelle strade della Mola vecchia (soprattutto), si sente un vociare pazzesco e profumi di ogni prelibatezza culinaria possibile ed inimmaginabile. La banda di Mola, durante il pranzo, passa per le strade molesi per allietare il convivio delle famiglie. I bambini escono di casa, impazziscono per la musica e seguono i membri della banda mentre ci ricordano che oggi è una domenica speciale per i molesi, non una qualunque.

Si fanno le 18, ed i colpi di sparo ci ricordano che la festa riprende il suo corso. Ad attendere i molesi, una fantastica illuminazione artistica, le bande in esecuzione sotto la cassa armonica ed il lancio della grande mongolfiera mentre i giovani sono tutti riversati nel parco divertimenti allestito a nord della città.

Ad un certo punto, subito dopo la mezzanotte, sul vicinissimo Molo di Levante del porto peschereccio, inizia la gara di fuochi pirotecnici….

Apparentemente senza senso, i fuochi pirotecnici sono una componente essenziale di ogni grande festa che si rispetti.

Senza di essi non si sentirebbero i richiami della festa, senza le luminarie la festa andrebbe avanti senza nessuna differenza coi giorni normali, una piazza senza banda è una piazza morta (vi immaginate a passeggiare per la piazza senza il sottofondo musicale della musica classica delle bande mentre ammirate esterrefatti la bellezza dell’illuminazione artistica? personalmente no!). La domenica finisce così mentre dopo i fuochi riprendono i concerti delle bande. Il lunedì è la cosiddetta “festa dei molesi“. Molti esercizi commerciali restano chiusi, le bande continuano a suonare in una piazza non propriamente piena di gente ed il lunedi trascorre inesorabile come la domenica, con l’unica differenza del fantastico spettacolo della banda di Conversano, che dopo il fuoco pirotecnico di fine festa, continua a suonare i migliori successi delle canzoni italiane e delle colonne sonore dei film fino alle 3 di notte, mentre gli spettatori sono comodamente seduti ai tavolini del bar a degustare le tradizionali “NOCELLE” ed il tipico SPUMONE, il gelato tipico della Festa della Madonna.

Anche il lunedì sera di quest’anno, la pioggia ha rischiato di rovinarci gli ultimi momenti della festa, ma i molesi questa volta, da degni CAPATOSTA, sono rimasti imperterriti sotto la pioggia a ballare e cantare sotto la cassa armonica, incuranti della pioggia che improvvisamente cadeva copiosa sulla nostra piazza!

I musicisti della Banda di Conversano, lasciano uno alla volta la cassa armonica mentre sulle note della marcia di Radetzky girano attorno alla vasca monumentale e salutano la cittadina molese dando sicuramente l’appuntamento al prossimo anno.

Il tutto si chiude con lo spegnimento dell’illuminazione artistica. La sensazione di vuoto che pervade i presenti è palese. Tutti, chi gridando, chi in silenzio, sono unanimi nel dire una sola parola trascinata con tristezza: “noooooo…..!!!!“. Si salutano parenti ed amici residenti fuori Mola, si ritorna ognuno alle prorpie normalità.

La Festa Patronale è la festa di tutti i molesi, dei rientri di coloro che nel giorno di festa riabbracciano gli affetti più cari e condividono attimi di festa collettiva, di identità imprescindibile. E’ una festa che ci identifica come molesi e non come anonimi pugliesi o anonimi italiani. Nei giorni di Settembre della festa, ci ricordiamo di essere molesi, di amare questo paese in maniera viscerale nonostante le numerose difficoltà e di volerlo desiderare sempre più bello. Nell’orgoglio possiamo diventare tutti migliori, nella consapevolezza che non si è molesi soltanto 4 giorni l’anno, ma per sempre.

Un plauso fortissimo va a chi fino ad ora si è occupato della Festa Patronale. Senza di loro perderemmo la Festa da un giorno all’altro. E’ necessario che i molesi si mettano i gioco, che partecipino alla salvaguardia di ogni manifestazione identitaria del nostro paese, dalla più piccola alla più grande.

A tal proposito, da questo insignificante blog, partono delle proposte costruttive, perchè io non credo che bisogna eliminare qualcosa della Festa, anzi, bisognerebbe aggiungere qualcosa per darle ancora maggiore importanza (soldi permettendo, ovviamente). Ogni aspetto della nostra Festa è importantissimo (bande, illuminazione, fuochi, palloni aerostatici, diane mattutine, pomeridiane e serali, processione, novena, bassa musica, lampioni votivi ecc…) e senza uno di essi, la Festa perderebbe qualcosa di importante.

I miei consigli, che spero possano essere considerati costruttivi, sarebbero questi:

1) unire la festa e la processione di San Michele Arcangelo (altro patrono di Mola), a quella dell’Addolorata mettendo fine ad una diatriba assurda che non ha senso di esistere. Tra Confratelli bisognerebbe darsi una mano vicendevolmente. La processione di San Michele la vedrei bene al Sabato sera (per non intaccare la tradizionale processione della domenica mattina della Madonna). In tutti i paesi del circondario, si dà la stessa importanza ad entrambi i patroni (che a volte sono anche 3 anzichè 2).

2) si può pensare di far coincidere la Notte Bianca di Mola con il Venerdì della Madonna

3) si potrebbe spostare il lancio della grande mongolfiera al Lunedì della Madonna anzichè alla domenica sera (dove invece vedrei bene il lancio di piccole mongolfiere a distanza di un’ora l’una dall’altra a scandire il tempo di inizio dei fuochi pirotecnici) in modo da riempire la serata prima del fuoco di fine festa.

4) soldi permettendo, sarebbe bello ripristinare i fuochi alla bolognese ripresi dalla gestione di Matteo Accettura, ex presidente del Comitato Festa Patria, facendolo coincidere col Venerdì o col Sabato.

5) si potrebbe pensare all’acquisto di piccoli fuochi pirotecnici, anche quelli utilizzati per i matrimoni (dal costo non esoso ovviamente), per spararli dalle terrazze dei palazzi adiacenti alla Chiesa Maddalena per inaugurare l’accensione di tutta l’illuminazione artistica. Lo fanno quasi ovunque ed ha un grande successo.

6) incentivare l’acquisto o l’utilizzo delle lampade votive da appendere ai balconi

7) maggiori approfondimenti curiosi sul libricino della festa, dedicati agli aspetti più invisibili della Festa, quelli che sono più affascinanti (non tutti sanno che la Madonna indossa più di un abito per esempio…e non sanno nemmeno quando li indossa, il perchè dei lampioni votivi, perchè nelle feste si usa lanciare il pallone aerostatico, come valutare la qualità di una festa patronale dalle luminarie sino ai fuochi pirotecnici ecc..)

7 consigli per quanti sono i 7 dolori di Maria. :) Spero possano essere utili per un confronto di idee, di proposte perchè chi ha a cuore questa festa, non può proporre altro che modifiche costruttive, nell’interesse generale di chi guarda a questa festa con affetto e vuole preservarla dall’ignoranza (nel senso che molti ne ignorano l’importanza degli aspetti religiosi e non) di chi non conosce e non si è mai posto il problema di farlo da solo. Aiutiamo noi a conoscere e ad apprezzare anche gli sforzi di chi ogni anno si prodiga nell’organizzazione della festa!

Arrivederci a uann n’g vèn!

04
ago
10

IO, TESTIMONE.

Per chi legge abitualmente questo blog, sa bene che ogni qualvolta c’è qualcosa che mi colpisce, sento il bisogno di scrivere e di raccontare ciò che ho provato. E’ quasi catartico, un modo per bloccare quell’episodio, di recuperarlo ogni volta che desidero.

Quest’ultimi giorni sono stati molto intensi per me. I preparativi per il matrimonio dei miei cugini Gianvito ed Angela sono stati una tempesta di emozioni diverse tra loro. Dall’addio al celibato/nubilato, sino alla serenata ed al matrimonio.

In genere ho vissuto i matrimoni dal punto di vista di un invitato. Il rapporto con gli sposi incideva maggiormente sul grado di coinvolgimento che si poteva provare soprattutto durante la Messa. Ieri, invece, ho vissuto il tutto da un punto di vista unico e raro. Sono stato TESTIMONE DI NOZZE.

Quando i miei cugini mi hanno comunicato la loro scelta, durante un brindisi in famiglia, a calici alti, “cincinnando” il loro calice col mio, mi sono sentito spiazzato. Non capivo più nulla. Avevano scelto me. Io testimone di nozze? Proprio io? Siete sicuri? Pensavo che un ruolo simile mi sarebbe capitato una volta sola nella mia vita durante il matrimonio di mia sorella (mi ha già espresso le sue intenzioni!), ma dai miei cugini non mi sarei mai aspettato una scelta simile. Gli occhi hanno iniziato a lacrimare, non sono riuscito a trattenerli soprattutto quando la sposa, Angela, si è commossa mentre mi veniva comunicata la scelta. Quelle lacrime ed il sorriso di mio cugino Gianvito, mi avevano convinto più di ogni altra cosa. Mi comunicavano la gioia della scelta, la consapevolezza che mi avrebbero reso felice.

Ero così felice di questo ruolo che, nonostante il mio proverbiale ritardo e l’ironia di tutti su questo mio difettaccio, ero già sveglio alle 7.30 del mattino nonostante avessi impostato la sveglia un’ora dopo. Gli occhi si erano aperti automaticamente! Decido di svegliarmi, di coccolarmi un pò e di prepararmi per l’evento. Volevo spiazzare tutti! Sistemazione della barbetta, capelli già rasati, doccia fresca e profumata, abito grigio scuro effetto semi-lucido ed alle ore 9.00 ero già un testimone pronto.

Decido di recarmi a casa dello sposo per la sorpresa. Suono il citofono, non risponde nessuno. Cazzo, la sorpresa è andata in fumo! Improvvisamente mi accorgo che il mio Cronotech non cammina più, il mio orologio da polso sembrava svenuto. Batteria scarica. Ci sarà una gioielleria aperta? Mi reco in gioielleria e trovo il proprietario intento ad aprire i cancelli. Mi vede arrivare tutto in tiro, mi guarda sbigottito mentre nel frattempo si sente dire dal sottoscritto:

- Io: “Buongiorno, speravo che aprisse a quest’ora!“.

- Lui: ” Ehm..” (???)

- Io: “posso entrare vero?

- Lui: ” si, prego si accomodi!

- Io: “ho bisogno di cambiare la batteria al mio orologio

- Lui: ” Faccio subito. (trick track splash sbloch tonf!) . Benissimo, 3 euro grazie

- Io: ” (oltre ad essere bono è pure rapido). La ringrazio molto, buona giornata!

- Lui (con un sorriso che non so che gli farei): “Anche a te, ciao!”

Caldo micidiale ed erano solo le 9 del mattino. Mi stavo sciogliendo sotto l’abito mentre le scarpe mi stavano già distruggendo i piedi (erano nuove e mai messe, più rigide di un gesso). Incontro amici per strada – “stai fighissimo! dove devi andare?”, ” e che cos’è tutta questa eleganza?” , “mòòòò uagliò, stai tiratissimo, stai proprio bene” – Ringrazio tutti, bacio tutti e torno a casa all’istante. Suono a casa dello sposo. C’è qualcuno. Salgo e lo sposo appena mi vede è soddisfatto di come mi sono conciato.

Superata la prova testimone, aiuto lo sposo a vestirsi. Mi sono tornati alla mente i ricordi di una vita cresciuti assieme, di un’infanzia trascorsa come cip e ciop, attaccati come un paio di zecche. Quell’infanzia è stata il germoglio di un affetto che continua ancora oggi nonostante giri di amicizie diversi e vite diverse, un affetto che deriva da una famiglia molto unita, che festeggia ogni compleanno, onomastico, ed ogni evento possibile assieme.

Lo sposo era bellissimo. Il tight scelto per il matrimonio, lo rendeva speciale, importante. In genere la sposa è al corrente dell’abito dello sposo ma questa volta le cose non sono andate proprio così. Gli sposi erano inconsapevoli entrambi dei loro abiti. L’abito dello sposo era conoscenza di solo 3 persone: mamma dello sposo, sorella dello sposo (l’altra testimone di nozze) ed il sottoscritto. Un segreto che abbiamo nascosto sino al giorno del matrimonio quando le cose ormai diventavano chiare per tutti. La mamma dello sposo e la sorella dello sposo però, conoscevano anche l’abito della sposa e quindi facevano da “garanti” nelle scelte, per evitare che si discostassero troppo come colori e abbinamenti.

Lo sposo era elettrico, agitatissimo. Nico portami questo, dovresti parlare col parroco per le letture, poi bisognerà mettere i libricini sui banchi, potresti mantenermi questo? Si, non dimentichiamoci nulla. Bisogna chiamare gli altri cugini per andare al bar a bere qualcosa prima di arrivare in chiesa. Si dai! usciamo! E’ tutto pronto! Mamma che caldo!

Un’agitazione comprensibile che merita tutta la pazienza e le rassicurazioni del mondo. Beviamo del prosecco alle 10 del mattino e poi ci rechiamo in chiesa. Intanto, i nostri inviati a casa della sposa, ci comunicano che è ancora sotto le mani della parrucchiera e dell’estetista. Si preannuncia ritardo! Ma che novità! Conoscendo la sposa (iperpuntuale) credo che non si aspettasse che il ritardo delle spose non dipende tanto da chi si deve sposare, ma da chi ti deve acconciare e sistemare!

Arriviamo nella Chiesa Madre di Mola di Bari, ad attenderci ci sono già diversi invitati ed amici stretti degli sposi. Sistemiamo i libricini sul banchetto ed il sottoscritto va a parlare con Padre Giuseppe, un uomo che si è rivelato meraviglioso dall’inizio sino alla fine della cerimonia. Di una disponibilità unica e di una calma pazzesca. Spiego il tutto, spiego anche che la prima lettura stampata sul libricino è incompleta e che quindi è necessario che io la legga direttamente dal Vangelo. Padre Giuseppe mi cerca la lettura, e mi cede volentieri il Vangelo mentre lui segue l’intera Messa dal libricino stampato per il matrimonio.

Bisogna scegliere i lettori. Mi offro volontario come sempre, ora bisogna trovare altri due lettori. La sorella dello sposo vorrebbe evitare per paura di emozionarsi al microfono, mia sorella si offre disponibile, nessun altro vuole leggere sull’altare. I presupposti c’erano tutti affinchè la sorella dello sposo non avesse altra scelta che leggere anche lei. E così è andata.

Arriva la sposa in tutta la sua bellezza. Occhi espressivissimi, mi ha guardato gioiosa al punto tale da strapparmi un istintivo: sei bellissima.

Gli sposi si sono scoperti all’altare. Nessuno dei due conosceva l’abito dell’altro. La gioia e la scherzosità che li ha sempre contraddistinti si è vista anche durante la cerimonia. Emozioni a non finire. Padre Giuseppe chiama i testimoni sull’altare. Arrivano le promesse matrimoniali e lo scambio delle fedi portate da Daniele, un damino che più bello non si poteva trovare.  Al pronunciare parole come queste “io prendo te come mio sposo/a  e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e del dolore, in salute ed in malattia e di amarti ed onorarti tutti i giorni della mia vita” , vengono i brividi, il sorriso diventa nervoso, emozionato, incontrollato. Si consumava in quell’istante una gioia immensa davanti ai miei occhi, ed io avevo l’onore di TESTIMONIARE un Amore simile.

L’omelia di Padre Giuseppe è stata bellissima, concreta e poetica. Il Matrimonio non è mai una fine, ma il principio di un percorso misterioso che unisce due persone e che può essere scoperto solo nell’Amore. I coniugi non sono sempre un libro aperto l’uno per l’altro ma un Mistero. L’AMORE E’ UN MISTERO”. Parole che non potevano che trovarmi d’accordo.

Quando le omelie sono di questo tipo, è un piacere ascoltarle. Sono riflessioni profonde e lontane dal “bacchettonismo” di certi parroci. Applauso di tutta l’assemblea. Ora i miei cugini sono marito e moglie. Arriva il momento delle firme e l’emozione stronca la mia bellissima e tondeggiante grafia al punto che la mia firma diventa interpretabile come l’esame dell’elettrocardiogramma. Forse sarebbe stato meglio mettere le tre X.

Cerimonia finita, auguri da parte di tutti, commozione dei presenti. Intanto fuori alla Chiesa c’era una bolgia di persone pronte a scaraventare sugli sposi una pioggia di riso, petali di rose e coriandoli bianco-oro sparati con cannoni a mano. Giornata di sole spettacolare, cielo sereno e leggera brezza marina.

Carosello di auto verso le abitazioni degli sposi, e l’incontro con un altro matrimonio di amici che si sono sposati lo stesso giorno. Incontro assolutamente bellissimo! Vedere le coppie augurarsi a vicenda tantissima felicità, è una scena meravigliosa!

Finito il giro strombazzante di auto per le vie del paese ci si reca alla sala ricevimenti “Villa San Tommaso” a Polignano a mare. Servizio impeccabile, tavoli pieni di cibo in quantità industriali, ambiente fantastico, sale bellissime ed un’animazione che ci ha fatti tornare a casa più bagnati che mai. Perlomeno abbiamo bruciato ciò che abbiamo mangiato! (il ben di Dio!!!!).

Arriva il momento delle foto, bomboniere di rito e tutti a casa distrutti e alcoolizzati, convinti di aver trascorso una giornata assolutamente FANTASTICA con il sottoscritto che ringrazierà a vita gli sposi, per avergli dato L’ONORE di essere stato testimone di un Amore così bello, così vero e dalle mille sfaccettature.

Grazie cugini miei, vi voglio un mondo di bene.

06
lug
10

I TUOI 80 ANNI, CARA NONNA!

I tuoi 80 anni, cara Nonna, sono un turbinio di ricordi.

Pensieri soprattutto belli. Se penso a te, tutto è bello. Sei stata sempre presente, materna, comprensiva, una spalla forte su cui contare, uno sguardo dolce da ammirare.

Un esempio di duro sacrificio, di sopportazione delle difficoltà e di rara e saggia pazienza (che a volte giustamente perdevi). In te convivono due qualità che apparentemente sembrano non avere nulla a che fare. In te, FORZA e DOLCEZZA non solo si sono incontrate ma si sono anche perfettamente sposate. E non hanno mai divorziato.

Ora, la tua forza fisica è venuta leggermente meno ma la si può leggere negl’occhi, uno sguardo che racconta un’infanzia nella povertà estrema, di difficoltà familiari, della guerra, di quella fame che ti portava a mangiare le radici delle piante ed il cibo per cavalli, di quella sete che ti portava a bere l’acqua piovana urinata dalle pecore. Una famiglia di provenienza spaccata in mille parti, divisa dai rancori e dalle gelosie dovute all’assenza di un padre esemplare. Una vita di sacrifici per assicurare la dignità del vivere, per non far mancare nulla ai tuoi figli.  Nei racconti belli della tua infanzia c’è sempre stato il ricordo di tua Madre, una donna che ebbe il coraggio di fare scelte allora considerate estreme ma oggi considerate giuste. Una Grande Donna, come lo sei tu cara Nonna, che ha portato avanti una famiglia di otto figli piccolissimi ed affamati.

Nelle tue parole c’è sempre lei, la Nonnetta (come la chiamavamo noi tutti), il tuo esempio di Vita, di sacrificio e di Amore. E tu di Amore ne hai sempre dato a volontà. Dalla classica visita a casa per un semplice mal di pancia, sino alla 10 mila lire che ci serviva per comprarci il gelato (e con quello che ci davi, ne potevamo comprare dieci di gelati, non uno!) o ai premi in denaro dati di nascosto agl’occhi del nonno (secondo il quale certi “abusi” non bisogna darli ai nipoti).  Con quella vecchia mentalità ci hai sempre lottato, ed anche molto. Ti abbiamo regalato un telefono cellulare per essere maggiormente reperibile ed hai imparato ad usarlo immediatamente, nel gioco delle carte sei sempre stata scaltra e delle volte un pò distratta.E nella vendita delle verdure raccolte in campagna e del vino prodotto in casa? IMBATTIBILE!

Ti chiamiamo “Nonna Bit” per la tua capacità di essere sempre “avanti” ad ogni cosa, ad ogni mentalità. Il tuo unico difetto, a volerlo proprio trovare, è che parli sempre benissimo di Mussolini, un pò come tutte le persone della tua generazione.  “Con il Duce non c’erano ladri!”, dici sempre, ma cosa dovevano rubare questi ladri se in ogni casa non c’era nulla da rubare?

Questi 80 anni sono un traguardo cara nonna, sono anche una grande Fortuna in un mondo di malattie e di morti premature.  Spero tu possa restare con noi il più a lungo possibile e sempre in buona salute. Sei un punto di riferimento per tutti noi, per tutta quella famiglia che hai sempre tenuto unita, che hai costruito su valori fondamentali ed indissolubili.

In te si concentra tutto il nostro orgoglio ed il nostro Amore. Siamo orgogliosi di esserti nipoti, siamo fieri del tuo esempio di vita, siamo onorati di quello che ci hai sempre dato e che continuerai a darci con la stessa forza e la stessa dolcezza.

Auguroni NONNA PALMINA, ti vogliamo un gran bene! :)




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