Roberto Porcelli, storica voce di Radio Mola International, ha condotto una breve intervista a Nico Colella, uno dei promotori del Palio dei Capatosta.
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Archivio per la categoria 'AFFARI MOLESI'
IO, TESTIMONE.
Per chi legge abitualmente questo blog, sa bene che ogni qualvolta c’è qualcosa che mi colpisce, sento il bisogno di scrivere e di raccontare ciò che ho provato. E’ quasi catartico, un modo per bloccare quell’episodio, di recuperarlo ogni volta che desidero.
Quest’ultimi giorni sono stati molto intensi per me. I preparativi per il matrimonio dei miei cugini Gianvito ed Angela sono stati una tempesta di emozioni diverse tra loro. Dall’addio al celibato/nubilato, sino alla serenata ed al matrimonio.
In genere ho vissuto i matrimoni dal punto di vista di un invitato. Il rapporto con gli sposi incideva maggiormente sul grado di coinvolgimento che si poteva provare soprattutto durante la Messa. Ieri, invece, ho vissuto il tutto da un punto di vista unico e raro. Sono stato TESTIMONE DI NOZZE.
Quando i miei cugini mi hanno comunicato la loro scelta, durante un brindisi in famiglia, a calici alti, “cincinnando” il loro calice col mio, mi sono sentito spiazzato. Non capivo più nulla. Avevano scelto me. Io testimone di nozze? Proprio io? Siete sicuri? Pensavo che un ruolo simile mi sarebbe capitato una volta sola nella mia vita durante il matrimonio di mia sorella (mi ha già espresso le sue intenzioni!), ma dai miei cugini non mi sarei mai aspettato una scelta simile. Gli occhi hanno iniziato a lacrimare, non sono riuscito a trattenerli soprattutto quando la sposa, Angela, si è commossa mentre mi veniva comunicata la scelta. Quelle lacrime ed il sorriso di mio cugino Gianvito, mi avevano convinto più di ogni altra cosa. Mi comunicavano la gioia della scelta, la consapevolezza che mi avrebbero reso felice.
Ero così felice di questo ruolo che, nonostante il mio proverbiale ritardo e l’ironia di tutti su questo mio difettaccio, ero già sveglio alle 7.30 del mattino nonostante avessi impostato la sveglia un’ora dopo. Gli occhi si erano aperti automaticamente! Decido di svegliarmi, di coccolarmi un pò e di prepararmi per l’evento. Volevo spiazzare tutti! Sistemazione della barbetta, capelli già rasati, doccia fresca e profumata, abito grigio scuro effetto semi-lucido ed alle ore 9.00 ero già un testimone pronto.
Decido di recarmi a casa dello sposo per la sorpresa. Suono il citofono, non risponde nessuno. Cazzo, la sorpresa è andata in fumo! Improvvisamente mi accorgo che il mio Cronotech non cammina più, il mio orologio da polso sembrava svenuto. Batteria scarica. Ci sarà una gioielleria aperta? Mi reco in gioielleria e trovo il proprietario intento ad aprire i cancelli. Mi vede arrivare tutto in tiro, mi guarda sbigottito mentre nel frattempo si sente dire dal sottoscritto:
- Io: “Buongiorno, speravo che aprisse a quest’ora!“.
- Lui: ” Ehm..” (???)
- Io: “posso entrare vero?“
- Lui: ” si, prego si accomodi!“
- Io: “ho bisogno di cambiare la batteria al mio orologio“
- Lui: ” Faccio subito. (trick track splash sbloch tonf!) . Benissimo, 3 euro grazie“
- Io: ” (oltre ad essere bono è pure rapido). La ringrazio molto, buona giornata!“
- Lui (con un sorriso che non so che gli farei): “Anche a te, ciao!”
Caldo micidiale ed erano solo le 9 del mattino. Mi stavo sciogliendo sotto l’abito mentre le scarpe mi stavano già distruggendo i piedi (erano nuove e mai messe, più rigide di un gesso). Incontro amici per strada – “stai fighissimo! dove devi andare?”, ” e che cos’è tutta questa eleganza?” , “mòòòò uagliò, stai tiratissimo, stai proprio bene” – Ringrazio tutti, bacio tutti e torno a casa all’istante. Suono a casa dello sposo. C’è qualcuno. Salgo e lo sposo appena mi vede è soddisfatto di come mi sono conciato.
Superata la prova testimone, aiuto lo sposo a vestirsi. Mi sono tornati alla mente i ricordi di una vita cresciuti assieme, di un’infanzia trascorsa come cip e ciop, attaccati come un paio di zecche. Quell’infanzia è stata il germoglio di un affetto che continua ancora oggi nonostante giri di amicizie diversi e vite diverse, un affetto che deriva da una famiglia molto unita, che festeggia ogni compleanno, onomastico, ed ogni evento possibile assieme.
Lo sposo era bellissimo. Il tight scelto per il matrimonio, lo rendeva speciale, importante. In genere la sposa è al corrente dell’abito dello sposo ma questa volta le cose non sono andate proprio così. Gli sposi erano inconsapevoli entrambi dei loro abiti. L’abito dello sposo era conoscenza di solo 3 persone: mamma dello sposo, sorella dello sposo (l’altra testimone di nozze) ed il sottoscritto. Un segreto che abbiamo nascosto sino al giorno del matrimonio quando le cose ormai diventavano chiare per tutti. La mamma dello sposo e la sorella dello sposo però, conoscevano anche l’abito della sposa e quindi facevano da “garanti” nelle scelte, per evitare che si discostassero troppo come colori e abbinamenti.
Lo sposo era elettrico, agitatissimo. Nico portami questo, dovresti parlare col parroco per le letture, poi bisognerà mettere i libricini sui banchi, potresti mantenermi questo? Si, non dimentichiamoci nulla. Bisogna chiamare gli altri cugini per andare al bar a bere qualcosa prima di arrivare in chiesa. Si dai! usciamo! E’ tutto pronto! Mamma che caldo!
Un’agitazione comprensibile che merita tutta la pazienza e le rassicurazioni del mondo. Beviamo del prosecco alle 10 del mattino e poi ci rechiamo in chiesa. Intanto, i nostri inviati a casa della sposa, ci comunicano che è ancora sotto le mani della parrucchiera e dell’estetista. Si preannuncia ritardo! Ma che novità! Conoscendo la sposa (iperpuntuale) credo che non si aspettasse che il ritardo delle spose non dipende tanto da chi si deve sposare, ma da chi ti deve acconciare e sistemare!
Arriviamo nella Chiesa Madre di Mola di Bari, ad attenderci ci sono già diversi invitati ed amici stretti degli sposi. Sistemiamo i libricini sul banchetto ed il sottoscritto va a parlare con Padre Giuseppe, un uomo che si è rivelato meraviglioso dall’inizio sino alla fine della cerimonia. Di una disponibilità unica e di una calma pazzesca. Spiego il tutto, spiego anche che la prima lettura stampata sul libricino è incompleta e che quindi è necessario che io la legga direttamente dal Vangelo. Padre Giuseppe mi cerca la lettura, e mi cede volentieri il Vangelo mentre lui segue l’intera Messa dal libricino stampato per il matrimonio.
Bisogna scegliere i lettori. Mi offro volontario come sempre, ora bisogna trovare altri due lettori. La sorella dello sposo vorrebbe evitare per paura di emozionarsi al microfono, mia sorella si offre disponibile, nessun altro vuole leggere sull’altare. I presupposti c’erano tutti affinchè la sorella dello sposo non avesse altra scelta che leggere anche lei. E così è andata.
Arriva la sposa in tutta la sua bellezza. Occhi espressivissimi, mi ha guardato gioiosa al punto tale da strapparmi un istintivo: sei bellissima.
Gli sposi si sono scoperti all’altare. Nessuno dei due conosceva l’abito dell’altro. La gioia e la scherzosità che li ha sempre contraddistinti si è vista anche durante la cerimonia. Emozioni a non finire. Padre Giuseppe chiama i testimoni sull’altare. Arrivano le promesse matrimoniali e lo scambio delle fedi portate da Daniele, un damino che più bello non si poteva trovare. Al pronunciare parole come queste “io prendo te come mio sposo/a e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e del dolore, in salute ed in malattia e di amarti ed onorarti tutti i giorni della mia vita” , vengono i brividi, il sorriso diventa nervoso, emozionato, incontrollato. Si consumava in quell’istante una gioia immensa davanti ai miei occhi, ed io avevo l’onore di TESTIMONIARE un Amore simile.
L’omelia di Padre Giuseppe è stata bellissima, concreta e poetica. Il Matrimonio non è mai una fine, ma il principio di un percorso misterioso che unisce due persone e che può essere scoperto solo nell’Amore. I coniugi non sono sempre un libro aperto l’uno per l’altro ma un Mistero. L’AMORE E’ UN MISTERO”. Parole che non potevano che trovarmi d’accordo.
Quando le omelie sono di questo tipo, è un piacere ascoltarle. Sono riflessioni profonde e lontane dal “bacchettonismo” di certi parroci. Applauso di tutta l’assemblea. Ora i miei cugini sono marito e moglie. Arriva il momento delle firme e l’emozione stronca la mia bellissima e tondeggiante grafia al punto che la mia firma diventa interpretabile come l’esame dell’elettrocardiogramma. Forse sarebbe stato meglio mettere le tre X.
Cerimonia finita, auguri da parte di tutti, commozione dei presenti. Intanto fuori alla Chiesa c’era una bolgia di persone pronte a scaraventare sugli sposi una pioggia di riso, petali di rose e coriandoli bianco-oro sparati con cannoni a mano. Giornata di sole spettacolare, cielo sereno e leggera brezza marina.
Carosello di auto verso le abitazioni degli sposi, e l’incontro con un altro matrimonio di amici che si sono sposati lo stesso giorno. Incontro assolutamente bellissimo! Vedere le coppie augurarsi a vicenda tantissima felicità, è una scena meravigliosa!
Finito il giro strombazzante di auto per le vie del paese ci si reca alla sala ricevimenti “Villa San Tommaso” a Polignano a mare. Servizio impeccabile, tavoli pieni di cibo in quantità industriali, ambiente fantastico, sale bellissime ed un’animazione che ci ha fatti tornare a casa più bagnati che mai. Perlomeno abbiamo bruciato ciò che abbiamo mangiato! (il ben di Dio!!!!).
Arriva il momento delle foto, bomboniere di rito e tutti a casa distrutti e alcoolizzati, convinti di aver trascorso una giornata assolutamente FANTASTICA con il sottoscritto che ringrazierà a vita gli sposi, per avergli dato L’ONORE di essere stato testimone di un Amore così bello, così vero e dalle mille sfaccettature.
Grazie cugini miei, vi voglio un mondo di bene.
I TUOI 80 ANNI, CARA NONNA!
I tuoi 80 anni, cara Nonna, sono un turbinio di ricordi.
Pensieri soprattutto belli. Se penso a te, tutto è bello. Sei stata sempre presente, materna, comprensiva, una spalla forte su cui contare, uno sguardo dolce da ammirare.
Un esempio di duro sacrificio, di sopportazione delle difficoltà e di rara e saggia pazienza (che a volte giustamente perdevi). In te convivono due qualità che apparentemente sembrano non avere nulla a che fare. In te, FORZA e DOLCEZZA non solo si sono incontrate ma si sono anche perfettamente sposate. E non hanno mai divorziato.
Ora, la tua forza fisica è venuta leggermente meno ma la si può leggere negl’occhi, uno sguardo che racconta un’infanzia nella povertà estrema, di difficoltà familiari, della guerra, di quella fame che ti portava a mangiare le radici delle piante ed il cibo per cavalli, di quella sete che ti portava a bere l’acqua piovana urinata dalle pecore. Una famiglia di provenienza spaccata in mille parti, divisa dai rancori e dalle gelosie dovute all’assenza di un padre esemplare. Una vita di sacrifici per assicurare la dignità del vivere, per non far mancare nulla ai tuoi figli. Nei racconti belli della tua infanzia c’è sempre stato il ricordo di tua Madre, una donna che ebbe il coraggio di fare scelte allora considerate estreme ma oggi considerate giuste. Una Grande Donna, come lo sei tu cara Nonna, che ha portato avanti una famiglia di otto figli piccolissimi ed affamati.
Nelle tue parole c’è sempre lei, la Nonnetta (come la chiamavamo noi tutti), il tuo esempio di Vita, di sacrificio e di Amore. E tu di Amore ne hai sempre dato a volontà. Dalla classica visita a casa per un semplice mal di pancia, sino alla 10 mila lire che ci serviva per comprarci il gelato (e con quello che ci davi, ne potevamo comprare dieci di gelati, non uno!) o ai premi in denaro dati di nascosto agl’occhi del nonno (secondo il quale certi “abusi” non bisogna darli ai nipoti). Con quella vecchia mentalità ci hai sempre lottato, ed anche molto. Ti abbiamo regalato un telefono cellulare per essere maggiormente reperibile ed hai imparato ad usarlo immediatamente, nel gioco delle carte sei sempre stata scaltra e delle volte un pò distratta.E nella vendita delle verdure raccolte in campagna e del vino prodotto in casa? IMBATTIBILE!
Ti chiamiamo “Nonna Bit” per la tua capacità di essere sempre “avanti” ad ogni cosa, ad ogni mentalità. Il tuo unico difetto, a volerlo proprio trovare, è che parli sempre benissimo di Mussolini, un pò come tutte le persone della tua generazione. “Con il Duce non c’erano ladri!”, dici sempre, ma cosa dovevano rubare questi ladri se in ogni casa non c’era nulla da rubare?
Questi 80 anni sono un traguardo cara nonna, sono anche una grande Fortuna in un mondo di malattie e di morti premature. Spero tu possa restare con noi il più a lungo possibile e sempre in buona salute. Sei un punto di riferimento per tutti noi, per tutta quella famiglia che hai sempre tenuto unita, che hai costruito su valori fondamentali ed indissolubili.
In te si concentra tutto il nostro orgoglio ed il nostro Amore. Siamo orgogliosi di esserti nipoti, siamo fieri del tuo esempio di vita, siamo onorati di quello che ci hai sempre dato e che continuerai a darci con la stessa forza e la stessa dolcezza.
Auguroni NONNA PALMINA, ti vogliamo un gran bene!








































