Posts Tagged ‘Mola di Bari

16
dic
10

IL SITO DEL PALIO DEI CAPATOSTA

L’indirizzo ufficiale del sito internet del Palio è www.paliodeicapatosta.com

 

10
dic
10

IL PALIO DEI CAPATOSTA (2° teaser)

A distanza di una settimana dalla pubblicazione del primo spot-sintesi del Palio dei Capatosta, vi propongo un teaser (sarebbe la versione più breve di un trailer vero e proprio).

Oltre questo ce ne saranno altri, lo scopo è quello di Informare attraverso i video su ciò che è il Palio e su cosa vuole rappresentare nel tessuto sociale molese. A voi le opinioni.

03
dic
10

IL TRAILER DEL PALIO DEI CAPATOSTA

18
nov
10

Mola di Bari: Festa di Santa Cecilia – Patrona della Musica (2010)

Anche quest’anno ritornano a Mola i festeggiamenti in onore di Santa Cecilia, Patrona della musica e dei musicisti.

Il borgo antico della città si prepara a vivere nella serata del 22 Novembre la festa organizzata con impegno dalla Premiata Associazione Musicale “U Tammorr D’Maul ” del Maestro Francesco Furio.

Alle 18, l’immagine della Santa sarà portata in processione dalla sede dell’Associazione Musicale in chiesa Matrice per la celebrazione della solenne cerimonia eucaristica, presieduta dal parroco don Domenico Moro e animata dal coro dell’Accademia del canto del Maestro Nicola Diomede. Al termine del sacro rito, la venerata immagine sarà portata in corteo in Piazza XX Settembre e per i vicoli del borgo antico cittadino con l’accompagnamento della Confraternita di San Rocco e dei devoti.

Prima del rientro, si terrà alle spalle del mercato ittico il lancio di una mongolfiera devozionale a cura della “ditta Di Rella” di Ruvo di Puglia (BA) e uno spettacolo di piccoli fuochi pirotecnici a cura della “ditta De Caro Martino” di Gioia del Colle (BA).

Animerà la serata l’Associazione Musicale “U Tammorr d’Maul”  diretta dal Maestro Francesco Furio. «Grazie alla forza dei giovani Musicisti, Domenico Anaclerio, Giusepina Natuzzi, Alfredo Recchia, Capotorto Giuliano, collaboratori della nostra Associazione Musicale – ha detto Francesco Furio, promotore della festa – siamo riusciti ad organizzare anche per quest’anno il nostro omaggio verso Santa Cecilia. Mi sento in dovere di ringraziare sin da ora – ha proseguito Furio – quanti anno collaborato e stanno collaborando, soprattutto i Cittadini Molesi, che prenderanno parte ai solenni festeggiamenti per rendere onore alla patrona della musica, nostra protettrice».

All’esterno della Chiesa Madre, la Pro Loco di Mola di Bari allestirà uno stand dove verranno distribuite caldarroste e vino novello.

L’addobbo floreale  sarà curato da “La mia fioraia” di Mimmo Ventrella. Le luminarie sono curate dalla Ditta Maurogiovanni Sabino di Bari.

21
ott
10

IL PALIO DEI CAPATOSTA (Il Palio dei Molesi)

di Antonella Bonghi

(La suddivisione di Mola in Contrade) 

E’ senza ombra di dubbio segno di maturità civile ricordare il proprio passato attraverso fatti, storie, personaggi; tanto più, poi, se quella memoria storica contribuisce a favorire una maggiore integrazione socio-culturale attraverso la

diretta collaborazione tra i cittadini.

(Stemma Contrada del Drago) 

Questo propone un progetto presentato dall’Associazione Socio-culturale “Città Nostra” che ha ritenuto opportuno appoggiare e caldeggiare l’idea di un gruppo di molesi e non, di dare il via ad un evento denominato “Palio dei Capatosta”. Il gruppo è composto da persone esperte di questo segmento storico-culturale-rievocativo, sicuramente in grado di produrre un evento assolutamente nuovo per il contesto cittadino.

Il nome prende spunto da una peculiarità tutta molese, la testardaggine, che, benché recepita in genere con accezione negativa, indica la perseveranza e l’ostinazione con cui i Molesi hanno perseguito per circa cento anni, l’obiettivo di porre fine alla tirannia dei Vaaz.

(Stemma contrada del Fuoco) 

Il progetto prevede la rievocazione storica dell’accoglienza riservata alla principessa Isabella del Balzo di Capua, Principessa di Molfetta, di passaggio a Mola il 14 luglio 1549 in occasione della visita ai suoi possedimenti in Salento.

In tale occasione il Marchese Gaspare Toraldo organizzò: “finte imboscate e scaramucce di fanti e cavalieri prima del suo ingresso, e poi salve di artiglieria, archi trionfali e ampollose iscrizioni latine, e persino tre girandole con infinità di raggi nascosti che all’appressarsi di Isabella gittarono foco”.

(Stemma contrada del Giglio) 

Nella progettazione dell’evento i festeggiamenti di quell’occasione si sono trasformati in competizioni tra sei “Contrade” in cui Mola è stata appositamente divisa. Le sei Contrade (denominate: Terra, Stella, Fuoco, Drago, Giglio e Noria), i cui nomi sono stati affidati basandosi sulle caratteristiche storiche del territorio e dotate ognuna di Santo Patrono, Stemma, Gonfalone, Colori e Confini di riferimento, si sfideranno in competizioni sulla terraferma e sul mare.

(Stemma contrada della Noria) 

Il Palio è strutturato in tre giornate in cui si svolgeranno le Cerimonie di apertura, i giochi, il Corteo Storico e la Premiazione. Tutti i cittadini sono chiamati a partecipare attivamente; infatti non si tratta di una manifestazione in cui i fruitori ammirano passivamente, è questo un evento in cui saremo tutti protagonisti, o meglio saremo “palco” e platea”.

La novità dell’evento risiede sia nella partecipazione attiva di tutti, sia nell’aggregazione degli abitanti dei quartieri periferici, spesso considerati quartieri- dormitorio, sotto il comune denominatore della Contrada; ogni Contrada, infatti, avrà una propria organizzazione e un proprio territorio che esprimerà la propria specifica identità.

(Stemma contrada della Stella) 

Nel progetto saranno parte attiva le Istituzioni scolastiche e le Associazioni culturali già operanti sul territorio.

L’obiettivo che ha animato gli organizzatori nella progettazione dell’evento è quello di dotare Mola di un appuntamento culturale fisso, un evento serio e alla portata di tutti, che unisca le periferie al centro cittadino, che consenta ai molesi di conoscere il territorio in cui abitano e di viverlo pienamente con l’auspicio di fare della Rievocazione una grande cornice che racchiuda proposte e progetti in cui tutti si sentano coinvolti.

(Stemma contrada della Terra) 

Recentemente il progetto è stato presentato ufficialmente al Sindaco dott. Diperna ed all’Assessore alla Cultura dott. Carbonara, che lo hanno accolto con entusiasmo e compiacimento, nella convinzione che possa contribuire a dare linfa allo sviluppo turistico della città. Così è, ove si consideri l’originalità della manifestazione, novità assoluta per Mola ed i centri del sud-est barese.



10
ott
10

UN CUORE DI GESU’ PER DUE PARROCCHIE

Prendendo spunto dall’articolo del sito del mensile Città Nostra a cura di Antonio Panzini dedicato alla statua del Cuore di Gesù della parrocchia del Sacro Cuore , sorge spontanea una riflessione personale che vuole essere un suggerimento pacificatore tra due parrocchie che al momento presentano un “conflitto d’interessi”.

Spesso le periferie sono private di processioni o di eventi che in qualche modo attirino persone che abitano al centro. Le processioni, oltre ad essere una manifestazione di fede popolare, contribuiscono a creare comunità e a portare gente in zone che rischiano essere “quartieri dormitorio”. Il Cozzetto, grazie al mercato settimanale, al Cinema e alle scuole, gode di un certo “passeggio”, però è anche vero che necessità di una propria festa religiosa anche in funzione di una manifestazione come Il Palio dei Capatosta che a Mola potrebbe avere inizio molto presto e che prevede il suggerimento di una festa di contrada che coincida con quella del proprio santo protettore.

La Chiesa del Sacro Cuore vorrebbe poter usufruire del primato della processione del Cuore di Gesù (titolare della parrocchia) ma il Vescovo ha posto un veto (comprensibile) poichè a Mola esiste già questa processione ma è prerogativa della Confraternita del SS. Rosario.
A mio parere, dato che la parrocchia del SS. Rosario è già responsabile di 3 processioni (I Misteri, la Madonna del Rosario e il Cuore di Gesù), sarebbe stato bello, nonchè cristiano, fare dono alla parrocchia del Sacro Cuore della processione del Cuore di Gesù.
Pare ci siano state forti reazioni a questa opzione e quindi la parrocchia del Sacro Cuore rischia di rimanere orfana di processioni o di inventarsene altre di sana pianta.

Una proposta ragionevole potrebbe essere quella della “condivisione” della stessa processione. Mi spiego meglio:
Il Sacro Cuore festeggia la ricorrenza liturgica del Cuore di Gesù rispettando il giorno previsto dal calendario. Viceversa, la chiesa di San Domenico usa portare Gesù in processione, il 30 giugno di ogni anno.
La proposta può essere fattibile però prevede che la parrocchia del Sacro Cuore  “rinunci” per il momento a portare in processione la propria statua intronizzata.

San Domenico potrebbe donare la propria statua del Cuore di Gesù al Sacro Cuore che provvederebbe a portarla in processione nella zona del Cozzetto nel giorno di festa previsto dal calendario. Il giorno precedente al 30 giugno, la parrocchia del Sacro Cuore, con una piccola processione che passi dalla tradizionale via Manzoni (strada molto devota al Cuore di Gesù) potrebbe ritornare nella chiesa di San Domenico dove i confratelli poi provvederebbero a portare in processione la stessa statua nel giro tradizionale nel centro cittadino senza stravolgere nulla della tradizione e senza privare nessuno di una propria necessità.
Terminato il 30 giugno, la parrocchia di San Domenico potrebbe riportare al Sacro Cuore la statua del Cuore di Gesù.

Una scelta simile potrebbe portare ad una sorta di fratellanza nella condivisione di una fede comune verso il Cuore di Gesù senza scontentare nessuno. Non si creerebbero conflitti di interessi sulla processione (perchè i giorni sarebbero diversi) e il Vescovo non avrebbe nulla da ridire perchè è la stessa statua ad essere portata in processione due volte. Se questo può portare ad un atteggiamento di solidarietà tra le due parrocchie, penso che il Vescovo non avrebbe nulla da ridire.

Sono diversi i paesi che portano in processione una statua anche 2 volte l’anno (ovviamente dipende dalle esigenze).

Questa potrebbe essere un’idea ragionevole nonchè diplomatica tra due parrocchie che hanno la stessa esigenza di fede.

15
set
10

PASSATA LA FESTA….

“Passata la Festa, gabbato lo Santo” recita un proverbio. La “Festa Grande” di Mola di Bari è terminata nel segno della più viva tradizione. Dopo gli sfarzosi giorni di luci, fuochi, musica..tutto ritorna nel “buio” dell’illuminazione pubblica a ricordare la fine dell’estate e la ripresa di ogni umana attività.

La Festa della Madonna per i molesi, non è una festa come tutte le altre. E’ molto molto di più, è un lusso per gente di una certa sensibilità. Quando parlo di sensibilità non mi riferisco esplicitamente all’aspetto religioso (che è pur giusto e consono in queste occasioni), ma della capacità di saper cogliere le sfumature, i retroscena degli aspetti più particolari della nostra festa Patronale.

Per chi legge questo blog e non è molese ma anche per i molesi disattenti, dovete sapere che la nostra festa patronale, inizia ufficiosamente sette giovedì e venerdì prima della seconda domenica di Settembre . Il primo di questi giovedì è ricordato dallo sparo di 21 colpi di fuoco (7 dolori x 3 della trinità = 21). “Mrs Tradizione” vuole che i cittadini molesi appendano ai loro balconi, dei lampioni votivi nei sette giovedì e venerdì prima della Festa e durante tutti i giorni della Novena, in ricordo dei sette dolori patiti dalla Madonna e profetizzati nello specifico da Simeone (“una spada trafiggerà la tua anima“). Il risultato è questo:

Mola, al calar del Sole si trasforma in una piccola Chinatown e l’effetto è sbalorditivo. Nelle calde sere di fine luglio e del mese di agosto, vedere questi lampioncini cullarsi al vento sotto i balconi, è qualcosa di suggestivo. Se poi tutto questo si accompagna all’abitudine di prendere la sedia per sedersi sull’uscio di casa, beh, tutto è meravigliosamente scenografico!

Nove giorni prima della seconda domenica di settembre, ha inizio la Novena, giorni di preghiera dedicati alla Madonna Addolorata, alla Vergine dei Sette Dolori, delle Sette Spade. Dall’inizio della novena sino al giorno di festa, ogni sera alle 21, vengono sparati 7 colpi tradizionali  nel momento in cui in Chiesa il celebrante “alza l’Eucarestia al cielo”. I colpi tradizionali scandiscono le giornate che ci separano dalla festa e alimentano l’attesa. Ricordo che quando ero piccolo e giocavamo per strada con gli amichetti di zona, urlavamo eccitati al sentire questi botti. Non urlavamo dal terrore (altrimenti lo ricorderei come un trauma), strepitavamo di eccitazione perchè per noi la Festa della Madonna era l’occasione per andare in Piazza coi propri genitori soprattutto sulle giostre del Luna Park allestito per l’occasione sul porto peschereccio!

Nel frattempo, nella piazza centrale di Mola, viene montata l’illuminazione artistica. Giunge il primo giorno di festa che coincide con il secondo venerdi di settembre, al mattino verso le 7, vengono sparati 7 colpi di “diana” o diane mattutine (fuochi d’artificio non colorati)  e per tutta la mattina, ad orari alternati, la banda di Mola  percorre le vie cittadine a ricordare ai cittadini che la Festa Grande è iniziata. In serata, viene accesa una parte di luminarie artistiche, un assaggio promozionale di ciò che avverrà il sabato sera quando le luminarie saranno accese completamente: piazza xx Settembre magicamente si trasforma in un palazzo reale dove a farla da padrona sono le luci ed i colori delle luminarie artistiche pugliesi, scenografia di grande pregio.

La circolarità della piazza molese rende tutto particolarmente unico, speciale. L’illuminazione artistica avvolge la piazza e sembra donare lo stesso effetto che il colonnato del Bernini vuole dare ai cattolici: un abbraccio di benvenuto a chi si riversa nella festa. Il sabato sera è in genere dedicato al “candande” (come dicono dalle mie parti), un nome della musica leggera italiana più o meno conosciuto che ha lo scopo di allietare il passeggio delle persone attorno alla fontana monumentale e sotto le gallerie di luci. Finito il concerto si attende il giorno principale di tutta la festa: la domenica mattina.

La mattina della seconda domenica di Settembre, è il giorno della processione Solenne della Patrona. Fino a pochi anni fa, la piazza centrale diventava una passerella a cielo aperto dove l’odore predominante era quello di naftalina o quello della lacca per capelli. Ovviamente esagero nel dire una cosa simile ma i molesi veraci, si tirano a lucido per la processione della Madonna! Il simulacro della Patrona esce per la seconda volta durante l’anno (la prima volta esce in processione il sabato di Pasqua con l’abito completamente nero, con pugnale argentato, sprovvista di corona e di qualsiasi ricamo riguardante il dorato) dalla Chiesa della Maddalena (nella foto in lontananza). Ad attenderla, tutte le autorità civili e militari, i cittadini molesi (compresi i residenti negli Stati Uniti e nelle altre nazioni del Mondo) e diversi “forestieri” amanti della nostra festa patronale. Il simulacro si sofferma per un attimo sul sagrato della Chiesa, l’Arciprete invita il Sindaco a consegnare le “chiavi della Città di Mola” alla sua Patrona. Questo gesto simboleggia la volontà, da parte del primo cittadino, di voler consegnare alla Madonna tutte le sorti della città e dei suoi cittadini chiedendoLe protezione e appoggio. Applausi scroscianti.

Improvvisamente, un soprano invitato per l’occasione, intona la suggestiva “Ave Maria” di Gounod. Applausi ancora più scroscianti. Parte la processione. Gli sbandieratori invitati per l’occasione aprono il corteo nelle principali vie della Città seguiti dalle bambine vestite da Addolorata, le confraternite in ordine di importanza e anzianità, i gonfaloni dei paesi viciniori.

In lontananza il rumore dei tamburi e il fischiettio lontano del flauto traverso: è proprio festa! La Madonna attraversa le strade molesi adornate da bellissimi copriletti in pizzo, lanci di petali di fiori e di bigliettini colorati con su scritto:”Evviva Maria!”.

Nel frattempo i molesi attendono in piazza il rientro della processione dell’Addolorata degustando aperitivi di ogni genere. Nell’attesa vengono lanciate piccole mongolfiere e sparati botti durante il tragitto del simulacro della Madonna. Dopo circa un’oretta e mezza di processione, la statua ritorna in piazza dove ad attenderla c’è una marea di gente pronta a prepararle la strada per il ritorno nella Chiesa Maddalena.

Gli sbandieratori attirano gli sguardi del pubblico mentre la Madonna fa capolino in piazza…

Mancava poco, veramente molto poco al rientro della processione. Mancavano davvero pochi minuti e, nonostante il Sole, un nuvolone di Fantozzi si è posizionato su tutti noi versandoci addosso goccioloni d’acqua che piano piano si facevano più insistenti e copiosi. La gente resiste fin quando può, i portatori iniziano ad accelerare portando l’Addolorata in tutta fretta in chiesa per evitare che il suo abito si bagnasse completamente. Scene da panico, gente che corre da una parte all’altra mentre i più timorosi attendono sotto la pioggia il rientro della processione.

La pioggia ha rovinato un momento topico che si ripete nello stesso modo dal 1734: al rientro della processione la Madonna si volta verso i fedeli e li saluta per l’ultima volta dando loro la benedizione solenne. E’ un momento che personalmente trovo molto suggestivo perchè richiama la memoria di generazioni e generazioni di persone che hanno assistito alla stessa scena prima di noi, e che ora non ci sono più.

Ognuno è ospite dei propri parenti, le famiglie si riuniscono per pranzare assieme. Nelle strade della Mola vecchia (soprattutto), si sente un vociare pazzesco e profumi di ogni prelibatezza culinaria possibile ed inimmaginabile. La banda di Mola, durante il pranzo, passa per le strade molesi per allietare il convivio delle famiglie. I bambini escono di casa, impazziscono per la musica e seguono i membri della banda mentre ci ricordano che oggi è una domenica speciale per i molesi, non una qualunque.

Si fanno le 18, ed i colpi di sparo ci ricordano che la festa riprende il suo corso. Ad attendere i molesi, una fantastica illuminazione artistica, le bande in esecuzione sotto la cassa armonica ed il lancio della grande mongolfiera mentre i giovani sono tutti riversati nel parco divertimenti allestito a nord della città.

Ad un certo punto, subito dopo la mezzanotte, sul vicinissimo Molo di Levante del porto peschereccio, inizia la gara di fuochi pirotecnici….

Apparentemente senza senso, i fuochi pirotecnici sono una componente essenziale di ogni grande festa che si rispetti.

Senza di essi non si sentirebbero i richiami della festa, senza le luminarie la festa andrebbe avanti senza nessuna differenza coi giorni normali, una piazza senza banda è una piazza morta (vi immaginate a passeggiare per la piazza senza il sottofondo musicale della musica classica delle bande mentre ammirate esterrefatti la bellezza dell’illuminazione artistica? personalmente no!). La domenica finisce così mentre dopo i fuochi riprendono i concerti delle bande. Il lunedì è la cosiddetta “festa dei molesi“. Molti esercizi commerciali restano chiusi, le bande continuano a suonare in una piazza non propriamente piena di gente ed il lunedi trascorre inesorabile come la domenica, con l’unica differenza del fantastico spettacolo della banda di Conversano, che dopo il fuoco pirotecnico di fine festa, continua a suonare i migliori successi delle canzoni italiane e delle colonne sonore dei film fino alle 3 di notte, mentre gli spettatori sono comodamente seduti ai tavolini del bar a degustare le tradizionali “NOCELLE” ed il tipico SPUMONE, il gelato tipico della Festa della Madonna.

Anche il lunedì sera di quest’anno, la pioggia ha rischiato di rovinarci gli ultimi momenti della festa, ma i molesi questa volta, da degni CAPATOSTA, sono rimasti imperterriti sotto la pioggia a ballare e cantare sotto la cassa armonica, incuranti della pioggia che improvvisamente cadeva copiosa sulla nostra piazza!

I musicisti della Banda di Conversano, lasciano uno alla volta la cassa armonica mentre sulle note della marcia di Radetzky girano attorno alla vasca monumentale e salutano la cittadina molese dando sicuramente l’appuntamento al prossimo anno.

Il tutto si chiude con lo spegnimento dell’illuminazione artistica. La sensazione di vuoto che pervade i presenti è palese. Tutti, chi gridando, chi in silenzio, sono unanimi nel dire una sola parola trascinata con tristezza: “noooooo…..!!!!“. Si salutano parenti ed amici residenti fuori Mola, si ritorna ognuno alle prorpie normalità.

La Festa Patronale è la festa di tutti i molesi, dei rientri di coloro che nel giorno di festa riabbracciano gli affetti più cari e condividono attimi di festa collettiva, di identità imprescindibile. E’ una festa che ci identifica come molesi e non come anonimi pugliesi o anonimi italiani. Nei giorni di Settembre della festa, ci ricordiamo di essere molesi, di amare questo paese in maniera viscerale nonostante le numerose difficoltà e di volerlo desiderare sempre più bello. Nell’orgoglio possiamo diventare tutti migliori, nella consapevolezza che non si è molesi soltanto 4 giorni l’anno, ma per sempre.

Un plauso fortissimo va a chi fino ad ora si è occupato della Festa Patronale. Senza di loro perderemmo la Festa da un giorno all’altro. E’ necessario che i molesi si mettano i gioco, che partecipino alla salvaguardia di ogni manifestazione identitaria del nostro paese, dalla più piccola alla più grande.

A tal proposito, da questo insignificante blog, partono delle proposte costruttive, perchè io non credo che bisogna eliminare qualcosa della Festa, anzi, bisognerebbe aggiungere qualcosa per darle ancora maggiore importanza (soldi permettendo, ovviamente). Ogni aspetto della nostra Festa è importantissimo (bande, illuminazione, fuochi, palloni aerostatici, diane mattutine, pomeridiane e serali, processione, novena, bassa musica, lampioni votivi ecc…) e senza uno di essi, la Festa perderebbe qualcosa di importante.

I miei consigli, che spero possano essere considerati costruttivi, sarebbero questi:

1) unire la festa e la processione di San Michele Arcangelo (altro patrono di Mola), a quella dell’Addolorata mettendo fine ad una diatriba assurda che non ha senso di esistere. Tra Confratelli bisognerebbe darsi una mano vicendevolmente. La processione di San Michele la vedrei bene al Sabato sera (per non intaccare la tradizionale processione della domenica mattina della Madonna). In tutti i paesi del circondario, si dà la stessa importanza ad entrambi i patroni (che a volte sono anche 3 anzichè 2).

2) si può pensare di far coincidere la Notte Bianca di Mola con il Venerdì della Madonna

3) si potrebbe spostare il lancio della grande mongolfiera al Lunedì della Madonna anzichè alla domenica sera (dove invece vedrei bene il lancio di piccole mongolfiere a distanza di un’ora l’una dall’altra a scandire il tempo di inizio dei fuochi pirotecnici) in modo da riempire la serata prima del fuoco di fine festa.

4) soldi permettendo, sarebbe bello ripristinare i fuochi alla bolognese ripresi dalla gestione di Matteo Accettura, ex presidente del Comitato Festa Patria, facendolo coincidere col Venerdì o col Sabato.

5) si potrebbe pensare all’acquisto di piccoli fuochi pirotecnici, anche quelli utilizzati per i matrimoni (dal costo non esoso ovviamente), per spararli dalle terrazze dei palazzi adiacenti alla Chiesa Maddalena per inaugurare l’accensione di tutta l’illuminazione artistica. Lo fanno quasi ovunque ed ha un grande successo.

6) incentivare l’acquisto o l’utilizzo delle lampade votive da appendere ai balconi

7) maggiori approfondimenti curiosi sul libricino della festa, dedicati agli aspetti più invisibili della Festa, quelli che sono più affascinanti (non tutti sanno che la Madonna indossa più di un abito per esempio…e non sanno nemmeno quando li indossa, il perchè dei lampioni votivi, perchè nelle feste si usa lanciare il pallone aerostatico, come valutare la qualità di una festa patronale dalle luminarie sino ai fuochi pirotecnici ecc..)

7 consigli per quanti sono i 7 dolori di Maria. :) Spero possano essere utili per un confronto di idee, di proposte perchè chi ha a cuore questa festa, non può proporre altro che modifiche costruttive, nell’interesse generale di chi guarda a questa festa con affetto e vuole preservarla dall’ignoranza (nel senso che molti ne ignorano l’importanza degli aspetti religiosi e non) di chi non conosce e non si è mai posto il problema di farlo da solo. Aiutiamo noi a conoscere e ad apprezzare anche gli sforzi di chi ogni anno si prodiga nell’organizzazione della festa!

Arrivederci a uann n’g vèn!

04
lug
10

Gli eventi dell’associazione “Tutti in scena”

Ecco il fitto calendario di eventi dell’associazione “Tutti in scena”. Un ringraziamento speciale al regista Vito Rago per la gentile concessione del manifesto.

03
lug
10

FESTA DELLA MADONNA D’ALTOMARE 2010

Ecco il programma della Festa della Madonna d’Altomare 2010. Il comune di Mola di Bari, in questi festeggiamenti, vede la rappresentazione suggestiva di uno dei suoi aspetti più importanti: il Mare e tutto ciò che lo circonda.

Alcuni la considerano la “Patrona morale” di Mola (a differenza dell’Addolorata che invece ne è la Patrona riconosciuta ed effettiva da quasi tre secoli) poichè rappresenta i marinai, la risorsa “Mare”, particolarmente importante per il tessuto socio-economico della cittadina pugliese, e che da un pò di tempo sta conoscendo diversi problemi scaturiti da alcune nuove norme europee che disciplinano l’utilizzo di reti da pesca a maglia più larga rispetto a quelle usate sinora.

I festeggiamenti iniziano alle 14 del sabato di festa con la Regata Velica (Mola-Costa Ripagnola-Cala Portecchia-Mola) a cura della Lega Navale Italiana di Mola di Bari. Alle 19 ci sarà la Solenne celebrazione seguita alle 20.30 dalla processione serale che porterà la statua della Madonna dalla Chiesa di Loreto sino al Motopeschereccio “Antonella D.” su cui sosterà tutta la notte nei pressi del Cantiere Navale.

Alle ore 11.30 della domenica, ci sarà la processione in mare di tutte le imbarcazioni molesi fino alla frazione balneare di Cozze. Alle 18.30 Messa solenne sul Porto Peschereccio presieduta dal Vescovo della diocesi Conversano-Monopoli Mons. Domenico Padovano. A seguire, processione della statua per le vie molesi con conseguente “benedizione del mare” e ritorno nella Chiesa di Loreto.

Alle 24, fuochi pirotecnici a cura della ditta “Padovano” di Genzano di Lucania (PZ).

28
mar
10

DA FACEBOOK, PER LA SETTIMANA SANTA

E’ mia premura informare i cittadini molesi, di un’iniziativa che parte direttamente da Facebook e che ha lo scopo di smuovere un po’ le acque in un paese che trascina le iniziative con inerzia.

Sul social network da me citato, è nata una pagina dedicata ai riti della Settimana Santa di Mola di Bari all’indirizzo http://www.facebook.com/?sk=messages#!/group.php?gid=10150133690265228&ref=ts contenente materiale fotografico e video degli iscritti, con notizie storiche e la possibilità di confrontarsi su come viene organizzata la nostra settimana di Passione.

A questo gruppo si sono iscritte più di 400 persone che hanno espresso solidarietà verso l’iniziativa stessa. Tutti sono d’accordo sulla necessità di apportare delle modifiche organizzative e strutturali allo scopo di migliorare e valorizzare le nostre processioni.

L’intento del sottoscritto e del gruppo da me creato, non è quello di eliminare qualcosa, ma quello di VALORIZZARE, ed è su questo punto che vorrei si raccogliessero più energie possibili affinchè i cittadini desiderino in maniera unanime, una svolta qualitativa nei nostri riti.

Traendo una sintesi delle proposte fatte dai molesi (che personalmente ringrazio per la partecipazione), ci sono questi punti fondamentali:

1)      spostamento della processione dei SS. Misteri dal venerdi precedente la domenica delle Palme, alla sera del “Mercoledì Santo” dando ad essa maggiore solennità (con addobbi floreali e portatori vestiti secondo tradizione) al fine di consentire una consistente partecipazione dei cittadini. Attualmente la processione si svolge in pieno pomeriggio e con un’approsimazione imbarazzante. La processione dei Misteri si può considerare la più importante della Settimana Santa, perché ad essa è affidato il compito di rappresentare una sintesi di quello che ha vissuto il Cristo.

2)      si propone il miglioramento dell’incontro tra il “Cristo morto nella teca di cristallo” e la Madonna dello Spasimo (uno dei rari esempi in Puglia di “addolorata bianca”), un momento sempre più sentito dai cittadini molesi che merita certamente una maggiore valorizzazione.

3)      E’ necessario spostare la processione dell’Addolorata del Sabato Santo dal mattino al primo pomeriggio. Un tempo la processione era maggiormente seguita poiché il mercato settimanale si svolgeva direttamente in piazza. Adesso, con lo spostamento del mercato nel quartiere Cozzetto, la processione risulta poco partecipata e si snoda per le vie molesi, in una desolazione che non rende merito al lavoro degli organizzatori e di chi porta in spalla la nostra Patrona.

4)      E’ importante che l’Amministrazione Comunale abbia un ruolo determinante in questo contesto: al passaggio delle processioni è necessario spegnere le insegne dei negozi e l’illuminazione pubblica. Questo avviene in ogni paese della Puglia, non vedo perché Mola debba essere un’eccezione (negativa). I cittadini invece, sono chiamati a dare il loro piccolo contributo con un minimo gesto: mettere sui propri balconi dei ceri rossi, proprio come avviene nella vicina Noicattaro, potrebbe rendere i nostri riti particolarmente suggestivi.

Grazie a Facebook i nostri riti si stanno conoscendo in tutta la Puglia e stanno raccogliendo attestati di ammirazione anche da paesi come Molfetta che, dei riti della Settimana Santa, hanno fatto motivo di identità territoriale. L’ammirazione ricevuta si rivolge a caratteristiche che solo i riti molesi posseggono e di cui è necessario farne motivo di differenziazione rispetto agli altri paesi della Puglia:

-         La “teca di cristallo” in cui è racchiusa la statua del “Cristo morto”

-         La Madonna dello Spasimo (ripeto, uno dei rari esempi di “Addolorata Bianca” in Puglia)

-         Il canto a cappella del “Vexilla Regis Prodeunt” dietro la processione del “Cristo morto” da parte della confraternita di San Francesco d’Assisi

-         la processione del SS. Legno (di cui si avvale anche il comune di Rutigliano )

E’ necessario fare un piccolo sforzo in nome di una maggiore valorizzazione. Tutto questo è possibile se le Confraternite molesi si riuniscono per dare una svolta a questi riti oppure, come auspicato da molti in caso di mancato accordo, è fondamentale la costituzione di un “comitato” che si occupi di coordinare le varie processioni della Settimana Santa molese. Credo sia molto importante valorizzare tutto questo perché nell’approssimazione con cui vanno avanti certe cose, non si creano i presupposti per un legame forte verso la nostra cultura di riferimento (a prescindere se si è credenti o meno, questa è cultura popolare che si tramanda da secoli) e si corre il rischio di perdere tutto all’istante.

Grazie per la preziosa collaborazione e auguri a tutti voi di buone festività Pasquali.




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